#dossierBES è la nostra nuova rubrica dedicata ai Bisogni Educativi Speciali.
Realizzata in collaborazione con Erickson, è una risorsa pensata per fornire al docente tutte le informazioni e i suggerimenti più aggiornati per favorire l’inclusione didattica degli studenti con Bisogni Educativi Speciali e Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Gli approfondimenti e i materiali proposti dalla rubrica sono tratti dal fascicolo contenuto nelle agende Rizzoli Education 2016/2017 per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

#dossierBES è online ogni martedì sulle nostre pagine Facebook e Twitter, seguici per rimanere sempre aggiornato!

SEGUICI SU FACEBOOK →
SEGUICI SU TWITTER →

Prima puntata – 13 settembre 2016

BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE

Il concetto di Bisogno Educativo Speciale (BES) appare nei documenti ufficiali dell’Unesco nel 1997, nella legislazione del Regno Unito nel 2001 e nei documenti dell’Agenzia europea per lo sviluppo dell’educazione per i bisogni speciali nel 2003, come tendenza a considerare soggetti con BES anche altre persone in età evolutiva che manifestino difficoltà di apprendimento e di comportamento diverse dalla disabilità.

I bisogni educativi speciali in classe richiedono:

QUANDO UN BISOGNO EDUCATIVO NORMALE DIVENTA SPECIALE

Nel 2005 Dario Ianes ha proposto un’accezione del concetto di BES non più come raccolta estesa di numerose diagnosi cliniche aggiunte a quelle di disabilità, ma come la possibilità aperta, dinamica e anche transitoria di comprendere tutte le situazioni di funzionamento problematico per la persona, che da tale problematicità viene ostacolata nell’ottenere risposte soddisfacenti ai propri bisogni.

La situazione di bisogno educativo speciale può essere del tutto transitoria, se cambiano le condizioni che l’hanno originata, e dunque da essa si può uscire, diversamente da quanto accade con quasi tutte le altre etichette cliniche.

Il concetto di BES quindi non è clinico, ma deriva da un’esigenza di equità nel riconoscimento, da parte della scuola e dei sistemi di welfare, delle varie situazioni di funzionamento che vanno «arricchite» di interventi speciali, di individualizzazione e personalizzazione. Possiamo quindi definire studenti con Bisogni Educativi Speciali tutti quelli che evidenziano una difficoltà nell’apprendimento e nella partecipazione sociale, rispetto alla quale è richiesto un intervento didattico mirato, individualizzato e personalizzato, nel momento in cui le normali misure e attenzioni didattiche inclusive non si dimostrano sufficienti a garantire un percorso educativo efficace.

(Dario Ianes e Sofia Cramerotti, Alunni con BES, Erickson)

Seconda puntata – 20 settembre 2016

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI NELLA SCUOLA ITALIANA

Il concetto di Bisogno Educativo Speciale (BES) è una macrocategoria che comprende dentro di sé tutte le possibili difficoltà educative e apprenditive degli studenti.

(BES a scuola, Erickson)

Terza puntata – 27 settembre 2016

COSA DICE LA NORMATIVA PER GLI STUDENTI CON DISABILITÀ

Chi sono gli studenti con disabilità, e quali percorsi di valutazione sono previsti dalla normativa vigente?

IL PEI (PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO) PER GLI STUDENTI CON DISABILITÀ

Quarta puntata – 4 ottobre 2016

COSA DICE LA NORMATIVA PER GLI STUDENTI CON DSA

Chi sono gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, e quali percorsi di valutazione sono previsti dalla normativa vigente?

Il PDP (PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO) PER GLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

Quinta puntata – 11 ottobre 2016

COSA DICE LA NORMATIVA PER GLI STUDENTI CON ALTRI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Chi sono gli studenti con altri Bisogni Educativi Speciali, e quali percorsi di valutazione sono previsti dalla normativa vigente?

IL PDP (PIANO DIDATTICA PERSONALIZZATO) PER GLI STUDENTI CON ALTRI BES

Sesta puntata – 18 ottobre 2016

LA DIDATTICA INCLUSIVA PER RISPONDERE AI BISOGNI DEGLI STUDENTI

La didattica inclusiva è una prospettiva educativa che organizza i processi di insegnamento e apprendimento a partire dalle differenze presenti nel gruppo classe: tutte le differenze, non solo quelle più visibili e marcate dello studente con un deficit o con un disturbo specifico.

L’obiettivo della didattica inclusiva è far raggiungere a tutti gli studenti il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale, valorizzando le differenze presenti nel gruppo classe.

Le differenze sono infatti alla base dell’azione didattica inclusiva e, come tali, non riguardano soltanto quelle tra gli studenti, ma anche quelle tra gli stili di insegnamento dei docenti. Come gli studenti non imparano tutti nello stesso modo, così gli insegnanti non insegnano con lo stesso stile.

Nella prospettiva della didattica inclusiva, le differenze non vengono solo accolte, ma anche stimolate, valorizzate, utilizzate nelle attività quotidiane per lavorare insieme e crescere come singoli e come gruppo.

 

Settima puntata – 25 ottobre 2016

I 7 PUNTI CHIAVE PER UNA DIDATTICA REALMENTE INCLUSIVA

Erickson ha individuato 7 dimensioni dell’azione didattica, su cui è possibile agire per incrementare i livelli di inclusione in classe e migliorare le condizioni di apprendimento di tutti gli studenti.

Ottava puntata – 8 novembre 2016

COME FUNZIONA L’APPRENDIMENTO?

Al centro delle dinamiche di insegnamento/apprendimento si colloca l’azione dello studente che apprende, che si basa su un input (indicazioni, richieste, testi, immagini, ecc.) ed è seguita da un risultato/output (feedback esterni e/o interni), che diventa poi un nuovo input, e cosi via, in un continuo moto circolare di passaggio di informazioni e di mediazione didattica.

Semplificando, si potrebbe dire che l’insegnante, quando fa mediazione didattica, si colloca a livello della produzione di input e di risultato, curando anche la trasformazione di quest’ultimo in un nuovo input per la successiva azione.

L’apprendimento desiderato avverrà nella misura in cui questi tre elementi saranno continuamente in movimento: gli input efficaci incidono sull’azione, l’azione si modifica positivamente, si concretizza e riesce a produrre risultati, i risultati ritornano, sotto forma di nuovi input, la consapevolezza dello studente agisce e incide sulle successive azioni, e così via, in un continuo anello ricorsivo.

Nona puntata – 15 novembre 2016

DIDATTICA E INCLUSIONE IN CLASSE

La didattica inclusiva è un metodo di insegnamento equo e responsabile che valorizza le differenze e l’unicità di ogni individuo appartenente al gruppo classe, attivando dinamiche collaborative e promuovendo stili di apprendimento diversi, capacità cognitive, relazionali ed emotive.

Lo schema seguente riassume il funzionamento dell’apprendimento in classe e illustra il valore aggiunto dei princìpi inclusivi applicati alla lezione.

BES

Bisogni Educativi Speciali e inclusività

10 Feb 2014

Accessibilità scuole

Scuole accessibili per gli alunni con disabilità

28 Mar 2014

Il Piano Educativo Individualizzato

E il Piano Didattico Personalizzato

23 Apr 2014

Le tipologie di BES

Quali sono i Bisogni Educativi Speciali

Gruppo Mondadori | Copyright 2016 © Rizzoli Libri S.p.A. - P.Iva 05877160159 | Cookie policy e privacy