Le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente

L’orientamento permanente è un punto cardine delle strategie europee di istruzione e formazione. La Risoluzione del Consiglio d’Europa del 21 novembre 2008 definisce l’orientamento come “un insieme di attività che mette in grado i cittadini di ogni età, in qualsiasi momento della loro vita, di identificare le proprie capacità, competenze, interessi: prendere decisioni consapevoli in materia di istruzione, formazione, occupazione; gestire i propri percorsi personali di vita nelle situazioni di apprendimento, di lavoro e in qualunque altro contesto in cui tali capacità e competenze vengano acquisite e/o sviluppate”.

In questa prospettiva il Miur ha emanato nel dicembre 2013 le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente con lo scopo di “contribuire allo sforzo congiunto avviato da più parti per la definizione di un coerente sistema integrato, unitario e responsabile di orientamento centrato sulla persona e sui suoi bisogni, finalizzato a prevenire e contrastare il disagio giovanile e favorire la piena e attiva occupabilità, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale”. Come “punto di partenza e base del nuovo sistema”, le Linee guida pongono “ la centralità del sistema scolastico nella sua interezza, che costituisce il luogo insostituibile nel quale ogni giovane deve acquisire e potenziare le competenze di base e trasversali per l’orientamento, necessarie a sviluppare la propria identità, autonomia, decisione e progettualità. Senza questo ‘zoccolo’ di competenze è difficile pensare di poter innestare con successo gli ulteriori processi di transizione, di consulenza, di professionalizzazione, di cambiamento, di successivi apprendimenti”.

In questo contesto alla scuola è riconosciuto un ruolo centrale nei processi di orientamento e ad essa spetta il compito di sviluppare le competenze orientative di base e le competenze chiave di cittadinanza e realizzare attività di accompagnamento e di consulenza orientativa per aiutare i giovani “a utilizzare/valorizzare quanto appreso a scuola per costruire progressivamente la propria esperienza di vita e per operare le scelte necessarie”. Le Linee guida specificano, inoltre, come nei casi più complessi possa rendersi necessario il coinvolgimento di persone esperte ed esterne alla scuola “con competenze professionali specifiche e necessarie ad accompagnare i giovani nella transizione scuola lavoro per una piena inclusione socio lavorativa”.

TUTOR
Per garantire la funzionalità e la sistematicità delle azioni volte alla realizzazione dell’orientamento permanente, oltre alla formazione dei docenti, le Linee guida introducono una figura di sistema, il tutor dell’orientamento, invitando le istituzioni scolastiche a prevedere questo ruolo già a partire dalla scuola primaria. I compiti attribuiti a tale figura, intesa come un ampliamento della funzione docente e che dovrà relazionarsi con il corpo insegnante, sono l’organizzazione e la coordinazione delle attività di orientamento, con particolare attenzione agli studenti in situazione di disagio e a quelli “plusdotati”, e la costruzione di relazioni continue con gli attori della rete di orientamento nel territorio.

TIROCINIO
Le Linee guida pongono anche l’accento sulla necessità di costruire percorsi di “didattica orientativa, esperienze del mondo del lavoro (visite, tirocini, alternanza) e specifici progetti di imprenditorialità idonei a sviluppare competenze quali: comunicare in pubblico, risolvere problemi, progettare innovando”. Lo scopo è educare “alla cultura del lavoro e dell’auto-imprenditorialità, inserendo percorsi di questo tipo nei Piani di Offerta Formativa (come nel caso di ‘mini imprese’ di studenti e dei ‘campi creativi’, che costituiscono esperienze forti di didattica laboratoriale e di supporto fra scuola e territorio, tramite una progettualità condivisa fra insegnanti e ‘mentori’ provenienti da aziende private e imprese sociali)”.

CMS
“L’acquisizione delle Career Management Skills (CMS), come sono definite nei documenti dell’UE le competenze di orientamento al lavoro, indica il possesso di competenze che forniscono a individui e gruppi modalità strutturate per raccogliere, analizzare, sintetizzare e organizzare autonomamente informazioni in materia di istruzione e lavoro, nonché per prendere decisioni e affrontare i momenti di transizione. La formazione a tali competenze può aiutare gli individui a gestire i percorsi di carriera (formativa e lavorativa) non lineari, promuovendo l’uguaglianza e l’inclusione sociale”. In questo senso, le Linee guida auspicano la creazione nelle scuole di laboratori di CMS anche con la presenza di imprenditori.

RETE
Secondo le Linee guida “per realizzare un efficace sistema integrato di orientamento è necessario costruire una ‘comunità orientativa educante’ caratterizzata da una forte responsabilità sociale di tutti gli attori coinvolti al fine di favorire lo sviluppo sociale ed economico del territorio, l’occupabilità dei giovani e l’inclusione sociale. Questo implica condividere le responsabilità con gli altri servizi e attori presenti sul territorio a cominciare dai Soggetti istituzionali”, in un’ottica non solo di orientamento e consulenza nella transizione verso il mondo del lavoro, ma anche di prevenzione dell’abbandono scolastico e di rientro in formazione.

TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
Nello sviluppo delle competenze di orientamento, le Linee guida sottolineano il potenziale delle tecnologie come, ad esempio, “software per l’esplorazione delle professioni, strumenti per realizzare e condividere il proprio e-portfolio e ambienti di apprendimento a distanza”. L’uso delle tecnologie deve essere quindi incentivato ma si rende anche necessaria “una riflessione metodologica e progettuale che aiuti la scuola a superare l’idea di un orientamento informativo, per esplorare invece le dimensioni formative dell’orientamento in una società che cambia rapidamente e che è sempre più fondata sull’espansione delle tecnologie digitali”.

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