Arte di Insegnare è il progetto di Rizzoli Education che racconta la magia di essere insegnanti.

Ogni docente sa che il proprio mestiere è fatto di passione, creatività, dedizione e condivisione, proprio come quello dell’artista. Per celebrare il mestiere più bello del mondo abbiamo chiesto a una squadra di artisti – protagonisti in molteplici campi espressivi – di interpretare i significati profondi e creativi del ruolo del docente.

Di seguito potete trovare i pensieri e i racconti che gli autori di narrativa, saggistica e scolastica hanno scritto sull’insegnamento, l’arte che dà vita a tutte le arti.

Vuoi saperne di più? Visita il sito ufficiale dell’iniziativa.

VISITA IL SITO

Massimo Birattari

Massimo Birattari, autore di “Invece di fare i compiti; 27 idee e ½ per divertirsi come matti e scoprire un sacco di cose” (Rizzoli), ha scritto per il progetto Arte di Insegnare:

“Come si diventa ciò che si è? Ogni volta che mi sono fermato a riflettere sulla mia personalità e la mia formazione sono arrivato a identificare alcuni elementi chiave: i miei genitori, certo, per quello che mi hanno trasmesso (sia come patrimonio genetico sia come educazione familiare); le attività che hanno assorbito gran parte della mia infanzia nei lontani anni Sessanta (la lettura, in particolare quella del Corriere dei Piccoli, poi Corriere dei Ragazzi, e dell’enciclopedia Conoscere, e le costruzioni con il Lego); e alcuni insegnanti che ho avuto la fortuna di incontrare. La mia maestra delle elementari (tutte le materie per cinque anni), a cui devo direi tutta la matematica che conosco e il 90 per cento delle mie nozioni grammaticali, e soprattutto, grazie al suo esempio, il bisogno di fare le cose per bene. La professoressa di italiano di seconda e terza media: grazie a lei ho capito che non era vietato scrivere, anche a scuola, per interessare e perfino divertire i lettori (in questo caso, lei e il marito preside). La professoressa di storia e filosofia del terzo e del quarto anno di liceo: è colpa sua se ho scelto di studiare storia all’università, e soprattutto è per merito suo se ho letto una lunga serie di grandi libri di tutti i generi (ne citava uno, ed era un irresistibile consiglio di lettura). I bravi insegnanti sono quelli che trasmettono una passione (la passione per le materie che insegnano; più in generale, l’importanza di avere passioni). Li ho incontrati da ragazzo, e continuo a incontrarli oggi, quando giro per le scuole a parlare dei miei libri. Sono una risorsa, per usare un’espressione di moda. Sono una ricchezza a cui non possiamo permetterci di rinunciare, dico io.”

Lucia Nazzaro

Lucia Nazzaro, docente e autrice Tramontana, ha contribuito al progetto Arte di Insegnare raccontando un importante episodio del suo percorso formativo:

Per fare il docente servono professionalità e spirito ben disposto nei confronti degli studenti; come mi ha detto una volta un collega: “l’importante è sorprenderli mentre fanno qualcosa di bello, qualcosa di giusto”.

Quella frase mi fece tornare alla memoria un ricordo dei tempi dell’università. Mi trovavo a una lezione di storia economica. Io ero una studentessa riservata, diligente ma timida, per questo prendevo i miei appunti seduta in una fila abbastanza arretrata. Ascoltavo questo anziano professore che raccontava fatti di vita quotidiana, a partire dagli antichi greci e avanti fino al medioevo: storie che avevano comportato la nascita delle prime teorie economiche. Storie curiose e affascinanti.

Mi sono quindi spostata avanti di una fila per ascoltare meglio, poi di un’altra e un’altra ancora, fino a ritrovarmi a pochi passi dalla cattedra. Alla fine della lezione, il professore si rivolse a me e disse: “Ho visto come ha preso appunti sul quaderno, e saprei già che voto darle”. Aveva notato una studentessa fare qualcosa di bello.

Storia economica fu un trenta e lode.

Michele D’Ignazio

Michele D’Ignazio, autore di “Storia di una matita. A scuola” (Rizzoli), ha scritto per il progetto Arte di Insegnare:

“Il mio augurio a studenti e insegnanti è di non abbandonare mai lo spirito del gioco, di nuotare fra le pagine di cento libri, di usare la testa, il cuore, ma anche di non tenere le mani sempre in tasca. Auguro di coltivare il futuro così come si coltiva un orto. Un buon terreno e una buona semina garantiscono un raccolto soddisfacente.

Se tutto va bene, capiterà qualche volta di sbagliare. Nessun problema! Perché sbagliando s’impara. Comprendendo gli errori, si cresce. E talvolta un errore è l’occasione per una buona idea. Sarà normale anche distrarsi, di tanto in tanto, perché a volte c’è bisogno di lanciare uno sguardo fuori dalla finestra, con animo sognante. Spero che tutti, almeno una volta, arriviate in ritardo. Perché questo mondo va troppo di fretta. Spero anche che incontriate qualcuno che non la pensa come voi, perché è attraverso gli innumerevoli punti di vista che si compone il meraviglioso mosaico del mondo. Auguro a tutti di maturare senso dell’ironia e, soprattutto, dell’autoironia. Auguro a tutti di incontrare l’amicizia autentica.

Spero, infine, che troviate il coraggio di disobbedire, almeno una volta (ma non troppo), perché è da un gesto di disobbedienza che sono iniziate importanti e pacifiche rivoluzioni. Auguro a tutti di vivere a pieno la vostra vita, dentro e fuori dalla scuola. Buon anno scolastico!”

Lorella Carimali

Lorella Carimali ha contribuito all’iniziativa con una riflessione sugli aspetti veramente importanti e meravigliosi del mestiere del docente:

 

Ho rinunciato a un buon lavoro in azienda per fare l’insegnante, perché credo che nella vita ci siano due tipi di ‘ricchezze’, quella monetaria e quella dei rapporti umani. Per quanto mi riguarda la gioia che deriva dalle relazioni umane è ineguagliabile, non esiste moneta che valga quanto questa bellezza. Non mi credete?

L’altro giorno è venuto a casa mia un ex studente per farmi gli auguri di compleanno.

Oggi è un signore di 47 anni. Non penso ci sia altro da aggiungere.

Angela Matteo

Angela Matteo, docente e autrice Fabbri Editori, ha voluto condividere con noi un importante ricordo degli anni di scuola:

Nutrivo un timore reverenziale nei confronti del mio professore di matematica della prima media, ma sarà per sempre legato a uno splendido ricordo.

Durante una lezione aveva chiesto alla classe di realizzare a casa un modellino di decimetro cubo, attraverso il quale avrebbe proseguito la spiegazione sulle unità di misura di volume. La mattina successiva, non essendo riuscita a realizzarlo, mi svegliai piangendo. Non volevo andare a scuola. Mio padre mi aiutò a ritagliare gli angoli opposti di una scatola da scarpe e a incollarli insieme.

Quando arrivai a scuola con il materiale, il professore mi chiese cosa sapevo delle unità di misura di volume, e io risposi a tutte le domande. Mi incoraggiò allora a mettere a frutto le mie conoscenze facendomi partecipare alla spiegazione in classe.

Mi diede fiducia.

E io capii che la sua materia mi appassionava veramente.

Nicoletta Onida

Nicoletta Onida, docente e autrice Sansoni per la scuola, presenta con il suo contributo al progetto le caratteristiche imprescindibili di una buona azione didattica:

È fondamentale saper mostrare una grande passione per la materia che si insegna, evitando una pura esibizione della propria cultura. Bisogna chiedersi sempre, qualsiasi sia l’argomento che si affronti, cosa possa essere veramente utile ai ragazzi, come possa aiutarli a capire il mondo che li circonda e a migliorare, possibilmente, quello di domani. Bisogna inoltre essere corretti e coerenti nei loro confronti, disponibili ma anche inflessibili, se l’occasione lo richiede.

Anna Flocchini

Anna Flocchini, docente e autrice Sansoni per la scuola, ci spiega con il suo pensiero qual è la vera missione dell’arte di insegnare al giorno d’oggi:

L’insegnamento dovrebbe essere un argine contro la superficialità e il qualunquismo. Pensiamo ad esempio all’impoverimento del linguaggio; è un fattore che ha ripercussioni molto più serie di quanto si possa immaginare. Il linguaggio è lo strumento attraverso cui concepiamo i pensieri, il suo indebolimento porta i ragazzi all’incapacità di formulare e a volte decodificare pensieri complessi. La scuola non può permettere tutto ciò. L’insegnamento dovrebbe essere come un integratore alimentare che accresce le difese immunitarie degli studenti contro questa deriva.

Agnese Dionisio

Per Agnese Dionisio, docente e autrice Sansoni per la scuola, l’insegnante ha la responsabilità di scoprire e valorizzare le qualità nascoste in ogni studente.

C’è una potenzialità che gli studenti nascondono e che sta all’insegnante scoprire. Se consideriamo e valutiamo gli alunni solo come “recettori di nozioni”, questo tesoro non vedrà mai la luce. Prendersi cura di uno studente significa aiutarlo a identificare la scuola come il luogo in cui esplorare se stesso, oltre che quello in cui acquisire competenze tecniche. Uno studente motivato allo studio scopre di possedere talenti anche al di fuori delle discipline che insegniamo.

Lucia Barale

Lucia Barale, docente e autrice Tramontana, ha voluto condividere il ricordo dell’insegnante che nel suo percorso di studi ha rappresentato un vero punto di riferimento.

La mia maestra delle elementari è stata l’insegnante migliore che abbia mai conosciuto. Io venivo da una famiglia in cui si parlava dialetto, in casa non c’erano libri né televisione, ma i miei genitori erano convinti che noi dovessimo studiare.

Ho avuto la fortuna di incontrare lei, una maestra davvero all’avanguardia. Talmente all’avanguardia che molti anni dopo, accompagnando i miei figli ad acquistare i loro primi blocchi logici per le lezioni, mi resi conto che erano gli stessi oggetti che lei ci aveva chiesto di costruire a casa – col cartone – tanto tempo prima.

Ricordo ancora il momento in cui ci aveva fornito i materiali, prima di spiegarci cosa avremmo dovuto fare. Era una donna votata al mestiere. Molto di ciò che ho potuto costruire come insegnante lo devo a lei.

Lei era l’”insegnante”.

Giovanna Ricci

All’interno del variegato universo di fattori che costituiscono l’arte di insegnare, un ruolo imprescindibile è rivestito dall’aggiornamento continuo. Lo sa bene Giovanna Ricci, docente e autrice Tramontana, che ha partecipato all’iniziativa con il seguente contributo.

Sii flessibile. Non arroccarti sulle tue conoscenze, perché quelle passano. Lo studio è fondamentale per comprendere la realtà in cui viviamo e agire di conseguenza. L’insegnamento è aggiornamento, sperimentazione e interazione con i ragazzi. Non essere cupo. Coltiva l’empatia. Per un insegnante è fondamentale avere fiducia nei propri studenti: non è che se un alunno non studia oggi, non studierà neanche domani. Avere fiducia in loro è lo spunto per motivarli e per sviluppare l’autostima.

 

Daniele Frattolin

Daniele Frattolin, illustratore e docente, ha voluto condividere per il progetto Arte di Insegnare il ricordo di un docente che ha segnato in modo particolare il suo percorso universitario.

L’arte di insegnare è dare il meglio di sé. E non usare un insegnamento stereotipato.

Dobbiamo raccontare agli studenti chi siamo, cosa facciamo e soprattutto perché lo stiamo facendo. All’università avevo un docente che mi ha appassionato al disegno e all’illustrazione. Non era certo la tecnica, il fulcro delle sue lezioni. Era il modo in cui riusciva a trasmettere quello che era il suo mestiere.

La sua vita.

Mauro Comoglio

Mauro Comoglio, insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Classico Massimo d’Azeglio di Torino e autore ETAS scuola, ci ha raccontato nell’intervista per il progetto Arte di Insegnare la sua personale concezione di “buona azione didattica”.

Io non credo che la perfezione sia di questo mondo, anche perché è un termine che genera spesso equivoci pericolosi. Un buon docente deve avere la capacità di far capire che la strada da percorrere è lunga e che non è importante l’obiettivo finale, ma quello che ciascuno raccoglierà strada facendo. Ecco, diciamo che la buona azione didattica sta nell’accompagnare gli studenti suscitando curiosità, domande ed emozioni, animati ogni giorno da una forte tensione morale.

Luciana Ferri

Luciana Ferri, docente e autrice Fabbri Editori, ci spiega quali sono i valori alla base di un’azione didattica consapevole.

Credo in una scuola che educa, prima di istruire. Che dà importanza a ciò che si fa, ma soprattutto a come lo si fa. In una scuola in cui contano le relazioni umane e grazie alla quale si impara a stare bene insieme. In una scuola in cui valori quali l’amicizia, la giustizia, la tolleranza e la libertà vengano vissuti e interiorizzati. Insieme alla responsabilità e all’impegno.

Noi insegnanti  dobbiamo educare “al piacere dello studio”, perché questa è l’unica strada che può consentire ai nostri alunni di acquisire uno spirito critico. Una coscienza libera.

Carmelo Sbriziolo

L’insegnante ha una grossa responsabilità nei confronti della società. Carmelo Sbriziolo, docente e autore Tramontana, ce ne ha parlato durante l’intervista per il progetto Arte di Insegnare:

Il docente lavora con il futuro dell’umanità. Il suo obiettivo è educare a uno stile di vita, stimolando lo sviluppo del senso critico e delle idee degli studenti. L’azione didattica dovrebbe motivare l’interesse verso il nuovo, la curiosità e il desiderio di conoscere: insegnare significa educare alle meraviglie dell’apprendimento.
Come è possibile farlo? Prendendo per mano gli studenti e accompagnandoli in un percorso attivo, alla scoperta dei contenuti.

Germana Grazioli

Il pensiero di Germana Grazioli, docente e autrice Tramontana, riguardo il “vero” apprendimento, quello che deriva dall’impegno costante e che porta alla crescita dello studente.

Insegnare è un’arte, ma non un gioco. Bisogna veicolare il messaggio che senza impegno, continuità e fatica non è possibile crescere. Bisogna convincere gli studenti ad appropriarsi veramente degli argomenti, a non dire nulla che non siano in grado di spiegare. E bisogna farlo con chi si esprime e con chi non lo fa, con chi raccoglie subito ciò che il docente ha seminato e con chi fa più fatica. Si deve avere fiducia, si deve mostrare rispetto e dedizione.

Carlo Campanini

Carlo Campanini, docente di Latino e Greco e autore Sansoni per la scuola, ha ben presente l’importanza di una didattica versatile e a misura di studente.

Il buon docente è un camaleonte. Pur rimanendo sempre se stesso, cambia colore a seconda dell’ambiente che lo circonda, cioè a seconda dei bisogni e delle caratteristiche dei ragazzi che gli sono affidati.

Manuela Adreani

Com’è fatta la scuola che vorrebbero gli illustratori e le illustratrici di Arte di Insegnare? Ecco il pensiero di Manuela Adreani, che ha partecipato al progetto con le opere Strada maestra e La guida luminosa:

[…] immagino una scuola dove gli insegnanti possano sentirsi liberi di coltivare il talento degli studenti, entrando in empatia con loro, e dove allo stesso tempo la classe diventi un gruppo in cui ogni elemento si senta gratificato e valorizzato; per capire che è solo attraverso la collaborazione che si arriva a un progetto concreto, alla realizzazione di un obiettivo comune.

Alice Beniero

Alice Beniero, che ha realizzato per il progetto Arte di Insegnare le illustrazioni Maestri geniali, Equilibrismi e Una storia da scrivere insieme, ha condiviso con noi la sua idea di insegnamento:

Uno degli obiettivi fondamentali dell’insegnamento credo sia quello di costruire lezioni in modo trasversale, chiamando in causa ambiti e competenze diverse che diano una visione più ampia possibile della disciplina e che mettano in luce tutti i campi didattici con i quali essa è in relazione. Così facendo è possibile fornire una panoramica completa di ogni materia e focalizzarsi sulla capacità degli studenti di ragionare in modo personale.

Giulia Zoavo

Giulia Zoavo, che ha realizzato per Arte di Insegnare l’illustrazione dal titolo Il futuro del mondo, ha voluto condividere con noi un bellissimo ricordo dei tempi delle elementari:

Un docente è una persona, e alla fine ci si trova meglio a lavorare con le persone che stimiamo, che mettono passione e personalità in ciò che fanno.
Ricordo che alle elementari avevo una docente di italiano, grande lettrice, che ci motivava non soltanto a fare i compiti ma anche a scrivere e disegnare: io le portavo le mie storie illustrate, e penso proprio che quello sia stato il punto di partenza della mia carriera. Il momento in cui ho capito che cosa avrei fatto nella vita.

Laura Colombo

Laura Colombo, docente e autrice Sansoni per la scuola, ha un’idea chiara sull’importanza dell’arte di insegnare:

È importante comunicare il piacere di costruire qualcosa. Il nostro è un lavoro che si svolge con le persone. Deve essere un percorso che si intraprende giorno dopo giorno, insieme a ciascuno studente. Nessun obiettivo è perseguibile se non attraverso la relazione: l’insuccesso è spesso il risultato della solitudine dell’allievo.

Gruppo Mondadori | Copyright 2018 © Rizzoli Education S.p.A. - P.Iva 05877160159 | Privacy Policy - Cookie Policy