Quell’ansia da tabelline che non ci abbandona mai

Nel momento stesso in cui ci viene chiesta una tabellina, il nostro battito cardiaco aumenta e proviamo una certa ansia. Tutto questo perché noi abbiamo memorizzato non solo le tabelline, ma anche l’ansia con cui le abbiamo studiate, e quella memoria rimane nel tempo. Perciò ogni volta che chiederemo al bambino di dirci le tabelline, anche quando diventerà adulto, ritornerà a prendere dal cassettino della memoria oltre alla tabellina anche l’ansia e la paura con cui l’ha tracciata. L’ansia e la paura faranno da alert continui.

L’organismo vivente è un mistero sacro, in senso laico. Per capire come funziona il nostro cervello, centrale operativa dell’intero organismo, dobbiamo pensare a un radar che riceve continuamente stimoli e informazioni, li elabora, li riconosce e da questi prende, in ogni millesimo di secondo, la decisione del suo futuro immediato.

Immaginiamoci questo radar e la serie di interruttori che aprono e chiudono le innumerevoli connessioni che regolano il suo funzionamento e le nostre reazioni al mondo esterno. Capire quali sono questi interruttori ci renderà liberi di accenderli e spegnerli. Se provate a mettervi nella pienezza del vostro sé e cercate di comandare alla vostra memoria emozionale di cancellare tutti i dolori della vostra vita, sicuramente non funzionerà. Perché non è quello l’interruttore che cancella il dolore della propria vita e se non conosciamo l’interruttore “giusto”, non possiamo attivare il circuito.

L’interruttore che in 30 secondi comanda all’amigdala (un complesso nucleare del lobo temporale del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura) di produrre ossitocina, ormone che consente di controllare il dolore. I neuroscienziati l’hanno trovato subito perché è uno dei meccanismi filogenetici più interessanti. Trenta secondi di abbraccio comandano all’amigdala di attivare i circuiti neurochimici e neuroelettrici e nel nostro cervello si attiva un meccanismo che immediatamente porta conforto e consolazione. Quei trenta secondi hanno cambiato il nostro sistema d’umore, al punto che non solo è cambiato il battito cardiaco ma perfino la pelle si è rilassata perché le periferie del sistema nervoso centrale hanno rilassato i tessuti.

Un interruttore che educa l’umano verso l’umano è un interruttore fatto di occhi negli occhi, fatto di connessione nel sorriso e nell’umano, di meccanismi che stanno nella periferia intera del nostro sé e attraverso la pelle permettono al nostro sistema nervoso periferico di andare alla centralina e di dare immediatamente una risposta di conforto, cioè un’emozione di cura, di consolazione. Una didattica che passa attraverso sguardo e contatto, occhi e pelle, consente un apprendimento dolce e privo di ansie, che ci permetterà di ricordare la tabellina del 9 anche da adulti, senza alcuna ansia.

Divertirsi con l’arte

Rizzoli Education e Canson organizzano un tour a tappe in dieci scuole italiane dedicato all’arte con la partecipazione di Valentina Scagnolari nella primavera 2020!

Valentina Scagnolari è autrice del volume A del nuovo corso di Arte e Immagine “Come d’incanto”, edito da Sansoni per la scuola in collaborazione con Erickson e con il museo MART di Trento e Rovereto.

I temi del workshop

L’argomento dei workshop sarà l’illustrazione a tecnica mista. Mescolare le tecniche pittoriche è un modo divertente ed estremamente creativo di fare arte. Questo approccio garantisce ottimi risultati anche per i principianti, che potranno creare senza basarsi necessariamente su nozioni tecniche complesse. Dalle fioriture del bagnato su asciutto con l’acquerello, all’interazione dell’acquerello col sale, passando per la negative painting. Verranno analizzati e affrontati alcuni dei temi più in voga e  amati dai ragazzi come la tecnica della double exposure, il low poly, l’effetto galaxy, la boubble paint. I ragazzi potranno non solo assistere ad una dimostrazione dal vivo di queste possibilità espressive ma potranno dipingere insieme a Valentina sperimentando in prima persona i trucchi del mestiere e creare i loro piccoli capolavori perfetti da incorniciare.

Valentina Scagnolari è artista e illustratrice per ragazzi, già ambassador di Canson. È autrice del nuovo corso di Arte e Immagine Rizzoli Education 2020 per la scuola secondaria di primo grado. Lavora da anni con i più famosi brand di prodotti artistici e ha inoltre collaborato con agenzie pubblicitarie e come designer per aziende di moda. Dal 2010 gestisce il canale Youtube Fantasvale Art Lab, che a oggi conta 300mila followers e 47 milioni di views. Attraverso i suoi video e video corsi, Valentina insegna a ragazzi e adulti diverse tecniche pittoriche, con un focus sull’acquerello, al crafting, e DIY.

I materiali offerti dal gruppo Fila

Le dieci classi selezionate, riceveranno in omaggio tutti i materiali necessari alla realizzazione del workshop. In particolare:

  • set assortiti di acquerelli, colori acrilici e pennelli di Daler-Rowney
  • fornitura di album nel formato confezione richiudibile con carta da disegno di alta qualità Canson
  • confezioni di matite colorate, matite colorate acquarellabili, matite di grafite, pennarelli doppia punta e gomme pane della gamma Lyra

Come candidarsi

Compila il form d’iscrizione e specifica perché vuoi fare partecipare i tuoi ragazzi al progetto. Le motivazioni saranno il criterio di selezione. Il numero di partecipanti è limitato a una classe (solo seconde e terze medie).

Secondo Henri Poincarè, “creatività” è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili. Insegnare l’arte significa necessariamente creare un ponte tra passato e presente, nuovo e antico; solo così possono venire alla luce legami mai visti prima. Raccontaci la tua esperienza come docente e le ragioni di merito per cui dovremmo scegliere proprio la tua classe.

Le iscrizioni saranno aperte dal 5 novembre fino al 15 dicembre 2019. Cosa aspetti? candida la tua classe!

ISCRIVITI

La guerra dell’acqua

L’acqua è un bene comune dell’umanità, una risorsa primaria e sempre più preziosa tanto da essere ormai considerata alla stregua di un bene di consumo e per questo soggetta alle leggi del mercato. Intorno all’acqua infatti oggi si muovono grandi interessi economici, tanto che ci si riferisce a essa come “l’oro blu” e per essa si arriva ormai a combattere vere e proprie guerre. Questo principalmente perché, quando l’acqua inizia a scarseggiare, una delle conseguenze più immediate e più gravi è il crollo della produzione di derrate alimentari, come il mais o il riso. Come abbiamo visto, la carenza di acqua ha numerose cause e tra esse non vanno dimenticati il cambiamento climatico, il water grabbing (furto dell’acqua, da parte di un Governo o un’autorità che la sottrae alla popolazione), le infrastrutture carenti che favoriscono la dispersione dell’acqua, l’aumento dei prezzi a causa delle privatizzazioni (sempre più Governi scelgono di cedere la gestione delle acque a società private), la competizione con altri settori (per esempio produzione di elettricità da fonti fossili).

La Banca mondiale ha contato ben 507 conflitti legati al controllo delle risorse idriche, compresa la recente guerra civile in Siria, dove secondo diversi esperti molti anni di siccità hanno contribuito allo scatenarsi della crisi.

Ricordiamo anche la siccità globale del 2016, che ha aggiunto 50 milioni di persone nella lista della popolazione colpita da “fame estrema”; la tragedia in Sud Sudan di inizio 2017, dove le persone si sono letteralmente uccise a vicenda per la poca acqua rimasta nei pozzi; le proteste in Bolivia e Cile contro le privatizzazioni. In alcuni casi questi conflitti possono assumere una dimensione internazionale. Uno dei punti “caldi” è, per esempio, il fiume Indo che alimenta il settore agricolo ed energetico di due Paesi nemici di lunga data, India e Pakistan. Il fortissimo prelievo di acqua per scopi agricoli ha spesso scatenato dure invettive politiche da entrambe le parti, ma per fortuna, finora, non si è mai arrivati a un vero e proprio scontro.

Come affrontare il tema in classe con gli studenti? Eccoti un estratto del nostro volume di Educazione Civica che tratta l’argomento.

L’acqua: un bene prezioso

L’acqua è un bene comune dell’umanità, una risorsa primaria e sempre più preziosa tanto da essere ormai considerata alla stregua di un bene di consumo e per questo soggetta alle leggi del mercato. Se i rifiuti non vengono smaltiti correttamente, possono contaminare le falde acquifere o finire nei fiumi e poi in mare, con gravi conseguenze per l’ambiente marino. L’inquinamento delle acque è un fenomeno molto grave, che desta grande preoccupazione perché l’acqua è una risorsa fondamentale per la vita: senza acqua, nessuna forma di vita animale o vegetale può esistere e sopravvivere, inoltre essa è necessaria a soddisfare i bisogni della popolazione umana e delle attività agricole e industriali. In particolare, risulta preziosa l’acqua dolce, cioè quella che si trova in fiumi, laghi, ghiacciai e falde acquifere e che rappresenta solo il 3% dell’insieme delle acque del pianeta. Ecco alcuni semplici consigli che ti aiuteranno a contenere gli sprechi di acqua e anche a ridurre la spesa per la bolletta idrica:

preferire la doccia, che consuma in media 25 litri, alla vasca da bagno, che si riempie con 80 litri;

chiudere il rubinetto quando ti insaponi, lavi i denti o i capelli;

installare uno sciacquone a doppio pulsante, che consente uno scarico limitato;

accendere lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico;

raccogliere l’acqua piovana e quella prodotta dai climatizzatori e utilizzarla per innaffiare le piante;

conservare l’acqua con cui si è lavata la frutta e usarla per irrigare il giardino

 

Come affrontare il tema in classe con gli studenti? Eccoti un estratto del nostro volume di Educazione Civica che tratta l’argomento.

L’acqua è preziosa, come evitare sprechi

Gli umani usano una grande quantità d’acqua per vivere, per coltivare, per allevare gli animali e per produrre tutto ciò di cui hanno bisogno. Negli ultimi decenni i consumi mondiali di acqua sono aumentati di quasi dieci volte: circa il 70% dell’acqua consumata sulla Terra è impiegata per l’uso agricolo, il 20% per l’industria, il 10% per gli usi domestici. In Italia il settore agricolo assorbe il 60% dell’intera domanda di acqua del Paese, seguito dal settore industriale ed energetico con il 25% e dagli usi civili per il 15%. Come fare allora per evitare sprechi quotidiani? Vediamo 5 semplici consigli molto semplici da applicare, ma che possono fare la differenza.

  • Chiudere i rubinetti mente ci si lava i denti. Questa semplice accortezza permette di risparmiare 6 litri ogni minuto.
  • Diminuire il tempo della doccia. E’ davvero bello perdere un po’ di tempo sotto il getto d’acqua calda ma bisogna tenere presente che ogni minuto passato nella doccia consuma dai 6 ai 10 litri, pertanto è molto importante stare attenti al tempo che utilizziamo per lavarci, tenendo presente questo dato forse riusciremo anche ad arrivare più puntuali al lavoro.
  • Riparare i rubinetti che gocciolano. Con l’intervento di un idraulico in pochi minuti si può risolvere un problema che causa la perdita di 21.000 litri di acqua all’anno per ogni rubinettoFare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Quest’accortezza comporterà un risparmio di elettricità di diminuire i consumi  di 8200 litri all’anno.
  • Fare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Quest’accortezza comporterà un risparmio di elettricità di diminuire i consumi  di 8200 litri all’anno.
  • Scongelare gli alimenti all’aria o in una bacinella. L’abitudine di lasciarli sotto l’acqua corrente spreca sei litri al minuto.

Come affrontare il tema in classe con i bambini? Eccoti un estratto del nostro volume di Educazione Civica che tratta l’argomento con un esercizio.

Acqua pulita: come è distribuita sulla Terra

Lo 0,2% della massa del pianeta Terra è costituito da acqua: sembra una quantità esigua, in realtà si tratta di un volume di enormi proporzioni – 1 miliardo e 400 milioni di km³ – e occupa il 71% della superficie terrestre. Dallo spazio, la Terra sembra infatti un pianeta blu punteggiato da batuffoli bianchi che sono le nuvole. Il 97% di questa grande quantità di acqua è salato, con un grado di salinità troppo elevato per essere sfruttabile dall’uomo, e si trova prevalentemente negli oceani. Quella che noi comunemente chiamiamo acqua dolce rappresenta invece solo una piccola parte delle acque emerse e il 68% di essa non è facilmente accessibile alle popolazioni, in quanto congelato nei ghiacciai permanenti nelle aree montuose e in particolare nelle zone artiche, antartiche e in Groenlandia (l’acqua allo stato solido costituisce il 10% della superficie terrestre). Le acque dolci effettivamente a disposizione dell’uomo si trovano nei ghiacciai alpini e alimentano le sorgenti dei fiumi; si trovano anche nel sottosuolo, accumulate nel corso dei millenni fino a notevoli profondità, e costituiscono una delle principali fonti di approvvigionamento idrico per più di 1 miliardo di persone. Anche il ciclo idrogeologico contribuisce a rinnovare tale risorsa, ma sulla terraferma finisce solo una parte dell’acqua caduta sotto forma di pioggia o neve.

Come affrontare il tema in classe con gli studenti? Eccoti un estratto del nostro volume di Educazione Civica che tratta l’argomento.

Il testo di legge

È entrata in vigore la legge relativa all’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica in tutti i cicli scolastici a partire dal 2020. Si tratta di una grande novità che impatterà sul programma didattico, coinvolgendo insegnanti di diverse materie. Ma qual è il contenuto della legge? Scopriamolo brevemente in tre punti!

In quali scuole e per quante ore sarà insegnata l’Educazione civica?

L’insegnamento è istituito nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, ma iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza sono attivate già dalla scuola dell’infanzia.
L’Educazione civica sarà insegnata per non meno di 33 ore annuali, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

Quali sono i temi?

Di seguito è riportato un elenco contenente le macro-tematiche che dovranno essere trattate:

  • Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
  • educazione alla cittadinanza digitale;
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
  • educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  • educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  • educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
    formazione di base in materia di protezione civile.
    Ricordiamo che l’insegnamento è trasversale e l’assimilazione di queste tematiche da parte degli studenti sarà oggetto di valutazioni periodiche e finali.

Chi la insegna?

Nelle scuole del primo ciclo, l’Educazione civica sarà insegnata in contitolarità, utilizzando le risorse dell’autonomia.
Nelle scuole del secondo ciclo, la disciplina sarà insegnata dai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili in organico.
Per ciascuna classe è individuato un docente coordinatore, il cui compito è formulare una proposta di voto espressa in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento della materia. Il dirigente scolastico verificherà poi la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.

Questo è, in estrema sintesi, il contenuto della legge.
Se hai dubbi o vuoi approfondire, qui sotto puoi scaricare il testo di legge integrale, così come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Leggi il testo integrale

Analizzare e rielaborare un testo scientifico

La scienza è sempre più pervasiva nel mondo moderno: si trova sui giornali, alla televisione, sul web… Basta pensare agli organismi geneticamente modificati, ai vaccini e al cambiamento climatico per rendersi conto che temi un tempo prettamente scientifici sono ormai entrati nella nostra quotidianità. Questi temi, tuttavia, portano con sé un bagaglio di lessico e di conoscenze che rende spesso difficile la loro interpretazione. Per questo motivo, è importante che gli studenti imparino fin da subito a comprendere e rielaborare testi a carattere scientifico.

Obiettivi

L’attività permetterà allo studente di sviluppare le seguenti competenze chiave:

comunicazione nella madrelingua;
• competenze di base in scienze;
• imparare a imparare;
• competenze sociali e civiche.

Il progetto

Lo studente analizzerà e comprenderà un testo di divulgazione scientifica, per poi rielaborarlo in maniera originale.

Percorsi pluridisciplinari

L’attività può essere organizzata dal solo docente di scienze, oppure in collaborazione con il docente di italiano.

Verso il nuovo esame

L’attività permetterà allo studente di esercitarsi in vista della prova di italiano dell’esame di Stato, che potrebbe prevedere una traccia dedicata alla comprensione e alla riformulazione di un testo a carattere scientifico.

Pensa a un tema scientifico che ti interessa, per esempio la nascita dell’Universo: saresti in grado di spiegarlo in maniera semplice e coinvolgente a qualcuno che non ne sa nulla? Difficile, vero? Questo succede perché la scienza si porta dietro un bagaglio di conoscenze e di lessico specifico che rende difficile la sua “traduzione” nel linguaggio di tutti i giorni. Ma questo non vuol dire che non si possa fare! Con un poco di esercizio sarai in grado di scrivere testi chiari ed efficaci su qualsiasi argomento scientifico. Alla fine del percorso avrai prodotto un elaborato in cui analizzi e riformuli un testo di divulgazione scientifica. Una delle possibili tracce della prova di italiano all’esame di Stato consiste proprio nella analisi e nella riformulazione di un testo a carattere scientifico. Esercitati per arrivare preparato!

Fase 1 – Scelta del testo

Scegli un testo di divulgazione scientifica  incentrato su un argomento che ritieni particolarmente interessante: può essere un articolo ritagliato da un giornale o scaricato da Internet, oppure un brano tratto da un libro. Porta il tuo articolo in classe e consegnalo al docente. Quando li avrà raccolti tutti, l’insegnante ne assegnerà uno a ogni alunno in maniera casuale.

Fase 2 – Lettura

Fai una prima lettura veloce del testo che ti è stato assegnato, in modo da capire di che cosa si tratta, dopodiché rileggilo con più calma soffermandoti su quelli che ti sembrano i punti più importanti. Sottolinea i termini che non conosci e consulta il dizionario per capirne il significato. Infine, rispondi alle domande che seguono.

Chi è l’autore?
Quando è stato pubblicato il testo?
Qual è l’argomento principale?

Fase 3 – Comprensione

In questa fase dovrai assicurarti di aver compreso appieno il tuo testo: per prima cosa, dai una risposta alle domande delle 5W (When, Why, What, Who, Where). Poi, prova a riassumere il testo che hai letto in sole cinque righe. Questo esercizio è utilissimo, perché ti spinge a considerare con attenzione tutte le informazioni contenute nel testo originario e ti obbliga a selezionare solo le più importanti!

Fase 4 – Scrittura

È giunto il momento di riscrivere il testo “con parole tue”. Questo tipo di rielaborazione è detto parafrasi esplicativa; la sua funzione è quella di spiegare il significato di un testo, riformulandolo in maniera più semplice. Per fare una buona parafrasi esplicativa devi intervenire principalmente sui due livelli seguenti.

Il lessico. I testi a carattere scientifico contengono spesso termini specifici della disciplina e parole poco usate nel linguaggio quotidiano. Sostituiscili con delle espressioni più semplici, comprensibili a tutti.

Le informazioni. Spesso, il motivo per cui un testo non è chiaro è che non tutte le informazioni sono esplicitate. Il tuo compito è dedurre queste informazioni ricavandole da altre parti del testo oppure da ciò che sai già sull’argomento. Tenendo bene a mente queste informazioni, scrivi un testo di una pagina al massimo che rielabori in maniera personale l’articolo che hai analizzato.

Fase 5 – Confronto in classe

Ognuno dovrà leggere ad alta voce il proprio elaborato. Presta attenzione quando parlano i tuoi compagni, potresti scoprire cose interessanti! Al termine della lettura, ti sarà chiesto di esprimere il tuo parere sul testo scritto dai tuoi compagni. Che cosa ne pensi? Sei riuscito a capire tutto, o hai individuato punti in cui il discorso non era molto chiaro? Come potrebbe essere ulteriormente migliorato? Sii rispettoso del lavoro altrui, ma non esitare a guardare con occhio critico le proposte dei tuoi compagni.

Le specifiche disposizioni per gli alunni con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento

La normativa

L’art. 11 del decreto legislativo 62/20017 e l’art. 14 del decreto ministeriale 741/2017 sono dedicati alla valutazione degli alunni con disabilità e di quelli con disturbi specifici di apprendimento. L’ammissione all’esame degli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992  è deliberata tenendo come riferimento il piano educativo individualizzato. Essi sostengono le prove d’ esame al termine con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario, utilizzato nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del piano educativo individualizzato o comunque ritenuto necessario allo svolgimento delle prove.

La Sottocommissione, sulla base del piano educativo individualizzato relativo alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza eventualmente prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone prove differenziate idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

La valutazione

Agli alunni con disabilità che non si presentano agli esami viene rilasciato un attestato di credito formativo, che costituisce un titolo valido per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale, ai soli fini del riconoscimento di ulteriori crediti formativi da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione.

Per quanto riguarda gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge n. 170/2010, l’ammissione e la partecipazione all’esame sono coerenti con il piano didattico personalizzato predisposto dal consiglio di classe. Per lo svolgimento delle prove d’esame la commissione può riservare agli alunni con DSA tempi più lunghi di quelli ordinari. L’utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici può essere consentita solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.

Un principio generale, esplicitato nel Decreto ministeriale 12 luglio 2011 di attuazione della legge n. 170/2010 e da successive note MIUR, è quello di utilizzare modalità che consentano allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, prevedendo particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno il clima durante l’esame e adottando criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma. Se la certificazione prevede la dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, la sottocommissione stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta.

Se l’alunno, in casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbidità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, su richiesta della famiglia e con l’approvazione del Consiglio di classe, è stato esonerato dall’insegnamento delle lingue straniere e ha seguito un percorso didattico personalizzato, in sede d’esame sostiene prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, con valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma. Anche questa è una novità rispetto al decreto ministeriale 12 luglio 2011, che in tal caso (art. 6, comma 6) prevedeva che venisse rilasciata solamente l’attestazione di cui all’art. 13 del DPR n. 323/1998.

Per gli alunni con altri tipi di bisogni educativi speciali, formalmente individuati dal consiglio di classe, il decreto legislativo 62/2017 non contiene specifiche disposizioni.

In classe

In relazione a questi casi sembra logico agire in analogia a quanto previsto dall’ordinanza ministeriale sugli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, secondo la quale occorre consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato, anche concedendo strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per gli studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.

Analizzare un film di fantascienza

Da tempo ormai il cinema ha assunto un ruolo importantissimo nelle nostre vite, fino a diventare parte integrante della nostra identità culturale. Niente ci stupisce più quando lo vediamo sullo schermo e oggi, grazie agli effetti speciali e alle moderne tecniche di computergrafica, è sempre più difficile distinguere tra realtà e fantasia. Nella fantascienza, in particolare, i confini tra reale e immaginario sono particolarmente sfocati. Perché non cogliere l’opportunità di far riflettere gli studenti e sviluppare il loro spirito critico sfruttando un’attività piacevole come la visione di un film?

Obiettivi

L’attività permetterà allo studente di sviluppare le seguenti competenze chiave:

comunicazione nella madrelingua;
• competenze di base in scienze;
• imparare a imparare;
• competenze sociali e civiche.

Il progetto

Alla fine dell’attività lo studente avrà prodotto, lavorando in gruppo, un breve testo in cui analizza criticamente un film di fantascienza a scelta.

Percorsi pluridisciplinari

L’attività può essere organizzata dal solo docente di scienze oppure in collaborazione con il docente di italiano o con quello di arte.

Verso il nuovo esame

Lo studente avrà l’opportunità di esercitare il pensiero critico, la capacità di analisi, l’abilità nel reperire informazioni affidabili e approfondite. Questi potranno essere sfruttati con profitto durante l’esame di Stato, sia al colloquio sia nelle prove scritte.

La fantascienza è uno dei generi cinematografici più amati e diffusi. Nei film di fantascienza l’elemento scientifico è sempre presente, anche se è spesso rielaborato fino a sconfinare nell’immaginario (il fantastico, appunto). Che si tratti di viaggi nel tempo, di scoperte rivoluzionarie nel campo delle biotecnologie o di invasioni aliene, la “scienza” è la protagonista. Ma come distinguere la realtà dalla fantasia? Alla fine dell’attività avrai elaborato, insieme ai tuoi compagni di gruppo, un breve testo scritto in cui analizzi criticamente un film di fantascienza. Il pensiero critico, la capacità di analisi, l’abilità nel reperire informazioni e nel discriminare ciò che ha solide basi scientifiche da ciò che invece ne è privo, sono tutte abilità che ti aiuteranno nella preparazione per il colloquio dell’esame di Stato.

Fase 1 – Divisione in gruppi e scelta del film

La classe si dividerà in gruppi da due o tre persone, e ogni gruppo dovrà occuparsi dell’analisi di un diverso film di fantascienza. Per esempio, potreste decidere di vedere e scrivere l’analisi di Jurassic Park, il classico film del 1993 diretto da Steven Spielberg. Se nutrite uno speciale interesse per questo genere cinematografico e volete suggerire un titolo, non esitate a proporlo al vostro docente.

Fase 2 – Visione critica del film

È arrivato il momento più piacevole dell’intera attività: guardare il film. Fai attenzione però, non sarà la stessa cosa di quando vai al cinema con gli amici! In questo caso ti è richiesta una visione critica; questo significa che dovrai prestare molta attenzione, possibilmente prendendo appunti nel corso del film. Tieni sempre a mente il tuo obiettivo: distinguere tra ciò che è scienza e ciò che invece è finzione. Quindi prendi nota di tutto ciò che secondo te ha a che fare con il mondo della scienza o della fantascienza.

Fase 3 – Raccolta delle informazioni

Per prima cosa, confronta gli appunti che hai preso durante il film con quelli dei tuoi compagni di gruppo: avete individuato gli stessi punti? Quali vi sembrano i più interessanti? Poi dovrai verificare le informazioni contenute nel film. In alcuni casi sarà semplice: per esempio, sai già che i dinosauri sono esistiti davvero e che si sono estinti. In altri casi, tuttavia, potrebbe essere più difficile distinguere il falso dal vero: è realmente possibile ricreare un animale in laboratorio partendo solo dal suo DNA? E si può estrarre il DNA in questione da una zanzara fossilizzata nell’ambra? Per ottenere risposte a queste domande dovrai fare una ricerca in Internet. Scegli le parole chiave più adatte per trovare i risultati che ti servono e seleziona siti affidabili (come quelli di giornali, riviste scientifiche ed enciclopedie).

Fase 4 – Stesura del testo

Insieme ai tuoi compagni di gruppo dovrai scrivere un testo (massimo due pagine) in cui descrivete brevemente il film e spiegate cosa avete scoperto nelle fasi precedenti. Ogni elaborato deve comprendere i seguenti punti:

breve trama;
gli elementi scientifici presenti nel film;
gli elementi di fantasia;
il vostro giudizio critico: le invenzioni sono state sviluppate a partire da reali acquisizioni scientifiche? Le invenzioni sono credibili? Nel film ci sono elementi che contraddicono la scienza? Cosa vi è piaciuto di più e cosa invece non vi è piaciuto?

Quando avrete finito di scrivere, uno di voi rileggerà ad alta voce mentre gli altri ascoltano con attenzione: avete scritto tutto? Vi sembra che le spiegazioni siano logiche e convincenti?

Fase 5 – Confronto in classe

Ogni gruppo dovrà consegnare al docente il proprio elaborato, e poi si aprirà una fase di discussione e confronto all’interno della classe. A turno, ciascun gruppo dovrà raccontare la trama del film che ha visto, per poi spiegare qual è stato il risultato dell’analisi svolta. Presta attenzione quando parlano i tuoi compagni, potresti scoprire cose interessanti! Al termine dell’esposizione, ti sarà chiesto di esprimere il tuo parere sull’intervento fatto dai tuoi compagni. Hai già visto il film in questione? La trama ti è sufficientemente chiara? Cosa sai dei temi che vengono affrontati? Che cosa pensi delle idee formulate dai tuoi compagni? Come possono essere ulteriormente migliorate? Sii rispettoso del lavoro altrui, ma non esitare a guardare con occhio critico le proposte dei tuoi compagni.