Premi letterari e festival Secondaria di primo grado

Premi letterari 2022

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Ogni anno in Italia vengono assegnati numerosi premi letterari, e molti di questi sono dedicati ai più giovani. In questa pagina abbiamo raccolto alcuni dei romanzi vincitori dei principali Premi assegnati nel 2022, romanzi che sono destinati a una fascia d’età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Esplora la sezione per scoprire gli autori e le opere premiate, le motivazioni della giuria e gli incipit dei romanzi.

Per ulteriori segnalazioni, vi invitiamo a scriverci all’indirizzo email leoperedirosettazordan@gmail.com.

Premio Orbil

Narrativa 11/14

Quattro sorelle. Enid

Malika Ferdjoukh, traduzione di Chiara Carminati, Pension Lepic

Motivazione della giuria: Pension Lepic ha portato in Italia e ai giovanissimi lettori, coetanei delle protagoniste, un vero romanzo; un romanzo familiare capace di affrontare grandi temi con vivacità e leggerezza consapevole, con grazia e fine attenzione nel guardare ai personaggi e alle loro vicende. Vicende minute e vicende grandi, svolte con un andamento pienamente narrativo, vivace e appassionante.

Enid ci conduce dentro al sentire delle sorelle Verdelaine e ci svela un’intimità profonda che genera empatia ed emoziona il lettore. Lo fa, inoltre, senza tralasciare momenti avventurosi e quel ritmo spensierato dello scorrere naturale degli eventi che ha desiderio di futuro. Un insieme di elementi compositivi e stilistici essenziali per appassionare i ragazzi.

La scrittura di Malika Ferdjoukh è precisa, intensa, divertente; ma è soprattutto la ricchezza di parole ad ammaliare il lettore. Una minuzia narrativa cesellata con grande maestria, da artigiana della parola, che la traduzione di Chiara Carminati ha saputo restituire con grande sapienza.

Premio Strega ragazzi e ragazze

Categoria 11+

Giuditta e l’orecchio del diavolo 

Francesco D’Adamo, Giunti Editore

Motivazione della giuria: Francesco D’Adamo orchestra con sensibilità una storia ambientata negli anni della lotta per la liberazione dal nazifascismo, esplora la memoria e la complessità di un passaggio fondante della nostra democrazia facendo emergere dalla pagina gli odori e i rumori della montagna, il freddo delle case e le relazioni tra i protagonisti. 

Premio Andersen

Miglior libro 9/12 anni

Il segreto 

Nadia Terranova e Mara Cerri, Mondadori

Motivazione della giuria: Per un’opera completa in cui testo e illustrazioni si mantengono linguaggi distinti ma capaci di fondersi felicemente, restituendo al lettore le atmosfere della storia e la sensazione di spaesamento e inadeguatezza della protagonista, alle prese con le difficoltà dell’adolescenza. Per la forza e contemporaneamente la delicatezza con cui vengono ritratti i personaggi che si muovono tra le pagine, intensi e affascinanti. Per una narrazione in equilibrio tra reale e fantastico, in una sospensione avvolgente, tanto malinconica quanto festosa.

Miglior libro oltre i 12 anni

Tutto daccapo 

A-Dziko Simba Gegele, traduzione di Raffaella Belletti, Atmosphere Libri

Motivazione della giuria: Per la capacità, attraverso una scrittura di pieno impatto, di far risuonare la voce fresca e autentica di un adolescente alle prese con le difficoltà dell’età, senza minimizzarle. Per la costruzione di una rete di affetti spigolosa e al tempo stesso accudente, in cui non è facile emergere e far prevalere il proprio punto di vista. Per le ambientazioni affascinanti, tra salite e discese di un’isola percorsa in lungo e in largo in bicicletta, trovando lo spazio per essere se stessi, anche solo per un minuto.

Premio Cento

Sezione scuola secondaria di primo grado

Bianco

Laura Bonalumi, Il Battello a vapore editore

La neve non smette di cadere: dopo un mese, la meraviglia iniziale lascia il posto al terrore e alla morte. La città si trasforma in un deserto freddo, affamato, sofferente, disperato, specchio delle azioni dell’uomo. Sette persone si rifugiano in una chiesa, ciascuno ha lasciato sepolto nella neve qualcosa di prezioso, tutte hanno la stessa speranza di salvezza. Le parole eterne dei libri che legge Isabella, la voce narrante, sembrano essere l’unica ancora che li lega alla vita. Un thriller serrato, potente, disarmante, un romanzo di formazione profetico e spirituale, alla ricerca di una divinità perduta, e metafora della condizione umana in cui riscoprire il valore del prendersi cura di sé e degli altri.

Premio Campiello Junior

Questa notte non torno

Antonella Sbuelz, Feltrinelli

Aziz e Mattia si incontrano per caso una notte: Mattia è scappato di casa e Aziz, dopo il lungo viaggio, è arrivato in Italia e dorme vicino a una siepe, solo e affamato. Mentre Mattia gli dà da mangiare il poco che ha e lo accoglie nel suo rifugio segreto nei sotterranei di una scuola, Aziz gli racconta la sua storia. Nella notte, però, Mattia si accorge che il ragazzino afghano scotta e ha la febbre alta. Cercando di aiutarlo, Mattia scopre la vera identità di Aziz, che non è affatto chi sembra. Un finale inatteso per una storia che alterna ai colpi di scena la scoperta più emozionante: quella dell’amicizia, dell’amore, dell’umanità.

Premio Leggimi forte

Sezione ragazzi

Senza una buona ragione 

Benedetta Bonfiglioli, Pelledoca

Motivazione della giuria: Per una scrittura ficcante e tagliente, che nulla tace nel raccontare una vicenda dolorosa ma vera, in cui dinamiche e conseguenze del bullismo vanno a incidere sul percorso di autodeterminazione di una adolescente. Per la capacità di evitare didascalismi, mantenendo lucida aderenza alla realtà nel raccontare le difficoltà del crescere e di intessere relazioni, anche e soprattutto in un contesto crudele. Per un romanzo che non lascia nulla al caso e tiene col fiato sospeso, riuscendo a sorprendere il lettore di fronte all’insensatezza di alcune azioni.

Premio Gigante delle Langhe

Narrativa adolescenza

Città d’argento

Marco Erba, Rizzoli

A Srebrenica, nel 1995, viene scritta una delle pagine più nere della storia europea degli ultimi settant’anni. Ma Greta non ne sa quasi nulla: lei, nata a Milano, è concentrata sulla scuola e sulla sua passione, il nuoto. Non è mai stata in Bosnia, anche se metà della sua famiglia viene da lì. Non sa nulla dell’infanzia di suo padre Edin, delle intere giornate che ha passato, lui musulmano, a giocare nei boschi con Goran, l’inseparabile amico serbo. Dal passato, però, non si può fuggire, e così Greta si ritrova a scavare nella storia della sua famiglia, tornando laggiù dove tutto è cominciato. Dall’autore di Fra me e te, un romanzo che ci riporta a vicende dei Balcani di ieri e che ci insegna tanto anche sull’oggi, mettendoci in guardia dal fatto che la paura (in questo caso del diverso per religione) può diventare odio e persino guerra. E che ci restituisce con tocco lieve e potente insieme un ritratto di ragazzi stupendi, capaci di ripartire, di sognare un futuro diverso, oltre ogni frontiera e distanza.

Premio La storia più importante

Un pinguino a Trieste

Chiara Carminati, Bompiani

Sono molte le cose che Nicolò non sa di suo padre. Non sa dove si trovi, prima di tutto: in un campo di prigionia in Eritrea, così si diceva. Ma la guerra è finita e lui non è tornato. Quando un articolo di giornale lascia intravvedere un’altra possibilità, per inseguirla Nicolò s’imbarca come piccolo di camera sulla motonave Europa, undicimila tonnellate, velocità venti nodi, destinazione Sud Africa. È la fine di marzo del 1953. A quindici anni lascia tutto ciò che conosce: Trieste, lo zio Franco che l’ha ospitato e l’ha fatto studiare, Irma, la bella sarta che gli fa da sorella maggiore e da confidente. A bordo affronta mille regole, lavora con persone che gli vogliono bene e con persone che lo detestano, e incontra Susanna, capelli di cannella, lentiggini come miele, occhi verdissimi dietro le lenti, da subito sua complice. E a terra, in città sconosciute – Durban, Cape Town – dove si parlano lingue sconosciute, insegue, solo e ostinato, la pista che lo porterà davanti a un uomo segnato dal dolore. Un romanzo di crescita e di scoperta del mondo, ideale compagno di Fuori fuoco, con cui ha in comune lo stile limpido e la tessitura fitta e precisa di storia, cronaca e immaginazione: e c’è posto anche per un piccolo pinguino vero, clandestino a bordo dell’Europa e poi consegnato a una lunga, onorata carriera come mascotte della città di Trieste.