Il libro tra le mani di lettrici e lettori non è lo stesso che ha accompagnato l’autrice o l’autore nel tempo della scrittura. Questo oggetto unico, diverso da tutti gli altri, è arrivato alla sua forma compiuta dopo il lungo processo di stesura e riscrittura, frutto del patrimonio di conoscenze di chi lo ha pensato e trasformato. Quando approda laddove ci sono occhi, voci e orecchie pronti a restituirlo al presente, il libro custodisce tra le righe una grande quantità di vita. È verso questa vita che possiamo rivolgere l’attenzione, curiosando senza indiscrezione – giacché nella lettura si entra in una relazione non convenzionale – nelle abitudini, nelle inquietudini, nei rituali e nei pensieri di personaggi e persone che tra le pagine hanno residenza. Vicinanza o lontananza rispetto alle situazioni narrate possono essere due stimoli diversi per affacciarsi sulle vite degli altri ed esercitarsi nell’immedesimazione, nell’empatia, nell’ascolto.
Ci sono cinque letture che brulicano di protagonisti giovani e giovanissimi con cui si può entrare in dialogo per scoprire e indagare sensibilità e problematiche diverse.

Partiamo da Grande, Bro!, un romanzo che racconta in prima persona una vicenda intima, centrata sull’amicizia e sul corpo, in particolare sulle relazioni che il corpo media verso il mondo esterno. Måns, il protagonista, è alle prese con la sua identità di genere. Nel tempo del racconto è in un altrove, in uno spazio nuovo e ancora neutro dove la sua storia passata e i compagni di vecchia data non ci sono e non possono identificarlo con una etichetta univoca, definitiva, immutabile. Il lettore partecipa a un’amicizia in fieri e ancor prima di scoprire come proseguirà si pone delle domande su due fronti: quello intimo del protagonista e quello esteriore di Mikkel, l’amico. A raccontare le vite sono anche gli spazi, quelli chiusi della camera da adolescente di Mikkel e quelli aperti del parco dove corrono le ruote degli skateboard.

Dal nord Europa del primo romanzo si può passare all’Inghilterra di Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine, dove il lettore può confrontarsi con Gaylord, il bambino protagonista che si muove, si destreggia e spesso scompare in mezzo alle articolate e intrecciate vicende famigliari dei Pentecost. Seguirlo nello sviluppo narrativo significa, per il lettore adolescente, ripensare a un tempo passato da poco eppure già distante: quello della fanciullezza ingenua e ironica, della curiosità che conduce troppo vicino al pericolo, fino ad esserne investiti. Con il protagonista spiamo da vicino anche le vite della numerosa famiglia, raccolta nella grande casa del nonno paterno, sporgendoci sugli atteggiamenti bizzarri e sui desideri di ciascuno.

Una prospettiva assai più tagliente e amara è quella di Orzowei, un romanzo del maestro Alberto Manzi, ambientato laddove l’emarginato è il bianco e l’esclusione è una pratica quasi di sopravvivenza. Essere nei panni di Isa, il protagonista, significa non essere accolto mai, nonostante gli sforzi immensi, a causa della diversità fisica o, ancor di più, la somiglianza non riconosciuta con il popolo bianco dal quale comunque si trova a fuggire.

E un poco in fuga sono anche i due ragazzi e le due ragazze protagonisti de Il leggendario tesoro di Hell Gate, le cui vite ai margini negli anni Venti americani si intrecciano con la storia del ritrovamento di un cadavere sotto un ponte. Il lettore può lasciarsi prendere dal filo della narrazione e bersi la vicenda in un fiato, perché gli intrighi e il desiderio di cambiamento e di rivalsa danno alle vicende un ritmo serrato. Ma una lettura più lenta, che cerchi di entrare in dialogo con le singole storie dei quattro protagonisti permetterà di riflettere sulla distanza dei cento anni dal presente: quanto è cambiato oggi per noi? Quanto essere stranieri e appartenere alle classi meno agiate può condizionare gli atteggiamenti e il futuro?

Infine c’è un altro romanzo che attraverso una invenzione letteraria ci propone di guardare con aria interrogativa a delle abitudini apparentemente immutabili e addirittura necessarie del nostro tempo: come bisogna comportarsi con un extraterrestre che arriva sulla terra e di cui non conosciamo il genere? Con chi dovrà giocare? Con i maschi o con le femmine? Come vestirà? Dove andrà in bagno? In Extraterrestre alla pari l’espediente narrativo è potente e, nonostante la leggerezza, invita a una disamina quanto mai attuale su ciò che diamo per scontato, ma che scontato non deve essere. E con questo quinto titolo il cerchio si chiude, andando a toccare il tema di partenza di Grande, Bro!
Se a qualcosa possono servire queste letture, non è a cambiare, bensì ad aprire e ad allargare sguardi e punti di vista: poter guardare gli altri e capire che le storie sono molte, diverse, forse incoerenti da fuori, ma lineari per chi le sperimenta intimamente è un esercizio difficile e salvifico allo stesso tempo. La vera scommessa è incrociare gli scorci su cui si affaccia lo sguardo e moltiplicare le possibilità, mettendo in dialogo testi diversi, eppure affini.
Bibliografia:
- Alberto Manzi, Orzowei, Rizzoli, 2009 (prima edizione 1955)
- Bianca Pitzorno, Extraterrestre alla pari, Einaudi ragazzi, 2014 (prima edizione 1979)
- Davide Morosinotto, Il leggendario tesoro di Hell Gate, Mondadori, 2025
- Eric Malpass, Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine, Vànvere edizioni, 2021 (prima edizione inglese 1965)
- Jenny Jägerfeld, Grande, Bro!, Iperborea, 2024