Era il 1915 quando David Wark Griffith, il più discusso tra i padri fondatori del cinema narrativo americano, sostenne tutt’altro che provocatoriamente che i film avrebbero sostituito i libri di Storia. Oltre un secolo dopo, la sua “profezia” non si è avverata ma non è distante dal riservare interessanti novità nel prossimo futuro.
Sebbene il Cinema, come strumento didattico per insegnare la Storia, stenti ancora a ritagliarsi un posto e un ruolo significativi nella Scuola italiana e forse non sarà mai materia di studio scolastico – diversamente da quanto avviene da decenni nelle scuole americane, anglosassoni o francesi –, da alcuni anni qualcosa si muove nella direzione di un uso più concreto e consapevole.
I segnali di un lento e necessario cambiamento
L’approccio all’insegnamento della Storia sta infatti subendo, nella nostra società digitale, una trasformazione notevole. Il potere delle immagini e degli audiovisivi, in particolare di cinema e documentari, sta acquisendo una rilevanza senza precedenti nella divulgazione rivolta al pubblico televisivo. Chi per professione si occupa di didattica non può non tenerne conto, in maniera specifica nell’insegnamento della Storia alla Scuola Secondaria di II grado. Questi mezzi, grazie alle nuove tecnologie digitali e ad un’offerta sempre più vasta e diversificata che richiama e interessa il pubblico di ogni età, forniscono oggi agli insegnanti un’opportunità unica per coinvolgere studentesse e studenti in un modo che va ben oltre il solo studio della Storia coi manuali.
Già da qualche anno i segnali della necessità di un rinnovamento metodologico che va verso questa direzione si iniziano a vedere, partendo dai percorsi formativi riservati ai docenti neoassunti, le cui linee guida forniscono indicazioni sull’utilizzo dei film e dei documentari nell’insegnamento della Storia, riconoscendo così validità all’uso del cinema nel mondo della Scuola. Quest’ultimo, infatti, dopo aver resistito per moltissimo tempo all’utilizzo degli audiovisivi, considerati solo fonti di svago e strumenti licenziosamente adoperati da qualche isolato ed intraprendente docente, e dopo aver inutilmente lamentato il fatto che le nuove generazioni preferiscano il linguaggio audiovisivo e multimediale a quello scritto, sta finalmente comprendendo le potenzialità implicite fornite da questi strumenti e li sta usando con sempre più regolarità, anche grazie alla capillare presenza di dispositivi tecnologici nelle aule di tutte le scuole. Gli stessi libri di testo, negli ultimi anni, iniziano a fornire indicazioni e suggerimenti su film che possono essere collegati ai diversi argomenti storici proposti nei capitoli o propongono schede con approfondimenti cinematografici. Sempre più immagini e locandine di film richiamano e accompagnano, nel manuale scolastico, la collocazione nel tempo di un argomento ed è sempre meno raro trovare tra le pagine dei QR-code che rimandino alla visione di sequenze di film o a video esplicativi.
La scelta di un uso didattico del cinema di fiction
Sia la fiction che i documentari, negli ultimi anni, hanno cominciato ad essere usati con maggior frequenza all’interno di percorsi disciplinari ed interdisciplinari, come utili supporti alla didattica della Storia, in alcuni casi come “storie” da scomporre, analizzare e indagare. In particolare, il cinema, per la sua connotazione sociale, è uno strumento particolarmente potente perché, utilizzando un linguaggio che i giovani conoscono e comprendono spesso meglio di quello scritto, consente di stimolarli diversamente rispetto all’insegnamento tipicamente verbale offerto della Scuola. La possibilità che ha un film storico di rimandare in modo immediato e concreto ad ambiti spaziali e temporali definiti, alla rappresentazione visiva di personaggi in carne ed ossa, al modo in cui può facilmente descrivere o raccontare “facendo vedere” un evento o presentare un problema, è senza alcun dubbio la sua forza principale. In più, grazie alla sinergia tra linguaggio visivo, parlato e musicale, la fiction storica ha una forte presa emozionale sugli spettatori, siano essi studenti o meno, consentendo il coinvolgimento e l’identificazione, suscitando interesse ed interrogativi, incuriosendo e motivando allo studio, stimolando alla ricerca e all’approfondimento storici.
I vantaggi di un approccio “cinematografico” alla didattica della Storia
L’utilizzo di film storici, serie tv, docufilm e documentari nella didattica della Storia, in modo specifico alla scuola secondaria di II grado, è ormai di fondamentale importanza. Questi mezzi audiovisivi, non sostituendo ma integrando la tradizionale didattica, offrono un approccio didattico diversificato e coinvolgente, che arricchisce l’apprendimento della classe in diversi modi. Innanzitutto, i film e la fiction storica possono trasportare studenti e studentesse direttamente nel contesto storico, impressionandoli con le immagini e rendendo perciò il passato più accessibile ed emozionante. Attraverso la rappresentazione visiva e l’interpretazione degli eventi, per quanto talvolta edulcorate ed in parte adattate e “riscritte” dai cineasti per ragioni narrative, si può sviluppare una comprensione più profonda delle epoche passate e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche. L’uso di film e serie tv storici, soprattutto se prodotti nell’ultimo trentennio, catturano con maggior facilità l’interesse e l’attenzione, rendono l’apprendimento della Storia più coinvolgente e motivante, aiutano a trattare temi complessi o controversi in modo sensibile, incoraggiano il dibattito e la riflessione critica, allenano al confronto tra diverse prospettive e sviluppano in questo modo una comprensione meno sfumata della Storia. Gli studenti, che risultano dunque già molto più propensi a ricordare ed apprezzare le lezioni quando sono presentate in un formato audiovisivo, lo sono ancora di più quando questo è rappresentato nella forma della fiction cinematografica.
Un discorso articolato che richiede un serio approfondimento
Il mondo della Scuola Secondaria, per la sua varietà e complessità e per il numero di studenti e studentesse su cui opera e può contare, può e deve fungere da laboratorio di idee e metodologie in tale direzione, dando l’avvio ad un processo di rinnovamento metodologico e storiografico. Due dei precursori e sostenitori di questo rinnovamento, i francesi Marc Bloch (1886-1944) e Lucien Febvre (1878-1956), già oltre ottant’anni fa sostenevano su Les Annales la necessità per la disciplina di ampliare e moltiplicare le fonti possibili nella ricerca storica, tra le quali proprio quelle audiovisive, ridefinendo di conseguenza la relazione dello storico con le fonti. Questo rinnovamento storiografico, anticipato decenni fa da due tra i massimi storici del XX secolo, può dunque essere la premessa di un ampio discorso sulla didattica della Storia con la fiction, che è tuttavia articolato e complesso e richiederebbe un serio approfondimento anche a livello accademico, su basi che devono essere al contempo pedagogiche e multidisciplinari. Questo perché ci si approccia ad una tematica che è storica, ma anche ideologica e metodologica, raccontata attraverso il linguaggio cinematografico, che coinvolge direttamente o indirettamente anche altri processi e meccanismi di condizionamento e persuasione utilizzati nel marketing e nella pubblicità, come pure nella comunicazione politica e nella formazione.
Rompere gli schemi tradizionali e accogliere la fiction storica nei processi di insegnamento
Le innovazioni della metodologia didattica della Storia implicano, dunque, che i docenti escano dagli schemi convenzionali se vogliono rendere efficace il proprio insegnamento. L’uso significativo e sistematico di materiali audiovisivi genera una decisa rottura con la didattica tradizionale. In particolare, film e serie tv storici, rispetto a documentari, docufilm e filmati d’epoca, consentono un’immersione anche emozionale nell’epoca in cui le vicende si svolgono e avvalendosi di innovazioni tecnologiche ed effetti visivi che oggi si riescono a realizzare, riescono a ricostruire e far vedere e rivivere il passato come non avremmo mai potuto immaginare e come nessun altro strumento didattico potrebbe mai fare.
La fiction storica, se presentata a scuola nell’ambito di una programmazione didattico-laboratoriale abituale e continuativa, coinvolge e induce ad una partecipazione emotiva del discente-spettatore, che condivide con i personaggi, presentati in carne ed ossa ed in maniera visibilmente realistica, i sentimenti e le emozioni, le ansie, le paure, i problemi, le sofferenze e le gioie. Perché ciò che si radica maggiormente in noi trae origine dalle emozioni profonde che ci suscita. L’intento di mostrare – e non più solo di parlare – dei particolari della Storia tramite i film è proprio quello di aiutare i giovani ad avvicinarsi emotivamente alle persone del passato, percepite come lontane temporalmente e geograficamente, che hanno fatto parte di un determinato fenomeno o periodo storico. Fargli capire che la Storia non è quella fredda, sterile e distante raccontata nei manuali, ma è quella fatta e vissuta da persone un tempo “vive”, come lo sono oggi loro, e che hanno lasciato un pezzetto di sé stesse in ogni traccia del passato, ma anche del presente che noi viviamo.
La tradizionale didattica della Storia svolta dai docenti delle scuole secondarie, soprattutto quelle di II grado, deve dunque aprirsi alla straordinaria capacità divulgativa fornita dagli audiovisivi, e soprattutto dalla fiction storica, “sfruttandoli” anziché guardarli con sospetto, ed integrandoli stabilmente tra le pratiche laboratoriali. Non si può più ignorare questo fenomeno, né si può oggi prescindere da esso nei processi di insegnamento.