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L’improvvisa scomparsa dell’imperatore

Federico II di Svevia morì improvvisamente il 13 dicembre 1250, all’età di 56 anni, mentre si trovava a Castel Fiorentino, in Puglia. Secondo le fonti coeve, alcuni giorni prima, al termine di una battuta di caccia, l’imperatore aveva iniziato ad accusare forti dolori addominali e febbre. Poi la situazione precipitò rapidamente: sentendo avvicinarsi la fine, Federico II chiese di indossare l’abito dei monaci cistercensi in segno di penitenza; poi perse conoscenza, fino a giungere al decesso sotto lo sguardo impotente dei dignitari della sua corte.

La scomparsa repentina del sovrano più amato – ma anche più odiato – dell’epoca fu subito guardata con sospetto. E presto si diffuse la voce dell’avvelenamento di Federico II.

Un’ipotesi credibile 

La voce apparve a molti credibile. In quel periodo, infatti, l’imperatore era assediato dai nemici: il papa, i Comuni della Lega lombarda, diversi vassalli italiani e tedeschi. E stava attraversando un momento di grande difficoltà politica e militare, come testimoniano le due sconfitte subite tra il 1247 e il 1249, prima a Parma e poi a Fossalta. 

Ma il problema non erano solamente i nemici: anche tra i suoi amici c’era chi avrebbe potuto tradirlo. Basti pensare che, sempre nel 1249, Federico II aveva fatto arrestare il suo consigliere Pier delle Vigne, accusandolo di congiurare contro di lui. Alcune fonti sostengono che in quella circostanza il vero obiettivo fosse assassinare il sovrano.

Insomma c’erano tutti gli elementi per rendere più che plausibile una morte per avvelenamento.

Accuse incrociate

Ma chi dunque avrebbe avvelenato Federico II nel 1250? 

Secondo i ghibellini, i responsabili erano da cercare tra gli uomini del papa, disposti a tutto pur di eliminare colui che ritenevano l’anticristo sulla Terra.

Secondo i guelfi, invece, il colpevole era addirittura il figlio dell’imperatore, Manfredi, smanioso di salire al trono e non più disposto ad attendere la successione. Quest’ultima versione, tra l’altro, venne ripresa e amplificata circa ottant’anni più tardi da Giovanni Villani (cronista fiorentino di parte guelfa), che raccontò di un Manfredi capace di soffocare il padre in fin di vita con un cuscino.

Oggi la storiografia tende a considerare false tutte le ricostruzioni che alludono a un assassinio di Federico II, ascrivendole alla propaganda politica anti-imperiale o anti-papale. E del resto nelle fonti cronologicamente più vicine agli eventi non compaiono prove concrete di un delitto. 

La profezia della morte e altre leggende

La scomparsa di Federico II fu accompagnata anche da altre leggende, che contribuirono ad accrescerne il mistero.

Celebre fu il racconto di una profezia, circolata negli ambienti di corte, secondo cui l’imperatore sarebbe dovuto morire “Sub flore apud portam ferream”, cioè “sotto un fiore presso una porta di ferro”. Una profezia che sembrò avverarsi quando Federico II venne portato malato a Castel Fiorentino e dal suo letto in agonia osservò una porta di ferro vicino ad una torre.

Un’altra voce – sorta immediatamente dopo il 1250 – sosteneva invece che il sovrano non fosse morto davvero, ma che si nascondesse in un luogo segreto, in attesa di tornare a far sentire la sua voce in tempi più propizi.

L’analisi dei resti e la verità storica

Il corpo di Federico II è conservato in un grande sarcofago di porfido rosso nella Cattedrale di Palermo. 

Anche per tentare di dare una risposta a tante ipotesi e misteri, il sepolcro è stato aperto più volte nel corso del tempo: almeno in due occasioni nel Medioevo, e poi di nuovo nel XVIII, nel XIX e nel XX secolo.

Le ultime ricognizioni sul corpo del sovrano non hanno evidenziato segni di morte violenta o di avvelenamento.

La malattia resta dunque la spiegazione più plausibile, e i sintomi descritti fanno pensare a una grave infezione intestinale. Del resto le malattie febbrili erano frequentemente causa di morte nel Medioevo: basti pensare che nel 1197 anche Enrico VI di Svevia, padre di Federico II, era deceduto a soli 32 anni per una patologia simile.

Dunque la morte di Federico II non fu affatto un mistero. Piuttosto fu la sua straordinaria figura ad alimentare nei secoli leggende e sospetti.