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Chi è il famigerato prete cristiano?

Nei racconti e nelle cronache dell’Europa medievale ricorre con una certa frequenza il nome del Prete Gianni, un misterioso sacerdote e sovrano cristiano che, nel lontano Oriente, avrebbe governato un vasto regno circondato da popolazioni musulmane e pagane.

Del Prete Gianni si comincia a parlare nel corso del XII secolo, ma la sua fama cresce e si alimenta con il passare del tempo, tanto che ancora nel XVII secolo si trovano testi che fanno riferimento a lui.

La sua figura presenta tratti quasi mitologici e non è ben definita. Talvolta viene anche sovrapposta ad altri personaggi orientali, come alcuni imperatori mongoli, di cui in Occidente arrivano informazioni assai vaghe. Aderente al nestorianesimo (un’antica dottrina dichiarata eretica dalla Chiesa, e che sosteneva una rigida separazione tra la natura umana e la natura divina di Cristo), il Prete Gianni presenta una caratteristica che ritorna in tutti i racconti: amministra un Paese favoloso e paradisiaco, in cui regnano incontrastate la pace e l’armonia.

Molte citazioni e una lettera misteriosa

Ma andiamo con ordine. Nel 1122 uno scritto dell’abate Oddone di Saint-Remi allude a un oscuro “arcivescovo delle Indie” che avrebbe fatto visita al papa di allora, Callisto II, nella città di Roma: è il primo riferimento al nostro protagonista, ma appare alquanto generico.

Circa venti anni dopo troviamo invece la prima attestazione del nome “Prete Gianni”: Ottone di Frisinga, nella sua Chronica, riferisce che il vescovo siriano Ugo di Gabala sostiene l’esistenza di “un certo Prete Gianni”, discendente dei re magi, e proveniente dai territori che si trovano “oltre la Persia e l’Armenia”.

Il colpo decisivo giunge però nel 1165, quando compare una misteriosa lettera scritta in latino e proveniente da Oriente, indirizzata all’imperatore bizantino Manuele I Comneno, e da quest’ultimo fatta poi pervenire in Occidente. A firmare la lettera è il Prete Gianni in persona.

La missiva celebra le meraviglie degli immensi territori (“le tre Indie”) governati dal prete, i cui sudditi sono esseri umani, ma anche creature fantastiche come centauri, giganti e folletti, unicorni e minotauri… 

Presto in tutta Europa iniziano a circolare le notizie contenute nella lettera, senza che nessuno le metta minimamente in discussione. Anzi, la lettera è ritenuta tanto attendibile che persino il papa Alessandro III decide di scrivere una risposta.

Da quel momento i codici medievali cominciano con sempre maggior insistenza a citare il re-sacerdote d’Oriente. Nel 1298, persino Il Milione di Marco Polo chiama in causa il Prete Gianni, presentandolo come un grande imperatore del secolo precedente, sconfitto però da Gengis Khan, alla guida della popolazione dei Tartari. 

Anche nei secoli successivi, come detto, il mito del Prete Gianni continua, e si modifica, assumendo i contorni più vari: lo troviamo nelle vesti di re d’Egitto o di imperatore d’Etiopia… Cambiano dunque le coordinate geografiche in cui vive, ma non cambiano le meraviglie che fioriscono attorno alla sua figura: il suo regno continua ad essere magnifico, senza povertà, con strade lastricate d’oro, popolato da draghi… 

L’inattendibilità delle fonti

Se da una parte le fonti che citano il Prete Gianni sono molteplici, dall’altra tutte tendono a richiamarsi (e a copiarsi) a vicenda, risultando di fatto inattendibili. E non solo perché dipingono un regno fiabesco e magico.

Il documento-chiave è evidentemente la celebre lettera del 1165; ed essa è riconosciuta dalla storiografia come un chiaro falso storico, prodotto con buona probabilità della cancelleria di Federico Barbarossa. L’intento di quest’ultima pare fosse quello di stabilire un’ideale connessione tra l’imperatore tedesco e il prete-sovrano dei territori orientali.

A smentire l’esistenza del Prete Gianni concorre anche il fatto che di lui parlano esclusivamente fonti occidentali, mentre nessuna fonte orientale ne fa menzione. Insomma, tutto fa pensare che sia una pura invenzione dell’Europa medievale.

Le ragioni (consapevoli o meno) della leggenda

Quali sono però i motivi per cui la leggenda del Prete Gianni si diffuse tanto e tanto a lungo? Sicuramente essa fu alimentata dalle speranze dei cristiani d’Occidente di avere un alleato in Oriente nella lotta contro l’Islam, una minaccia assai temuta e che in quelle terre pareva senza rivali.

Il favoloso regno del Prete Gianni risponde poi a uno stereotipo ben radicato nella mentalità medievale: quello di un Oriente ignoto e magico, un luogo lontano e incantato, le cui meraviglie fiorivano nella fantasia degli abitanti dell’Europa.

Una storia decisamente inventata, dunque, ma capace di affascinare popoli e studiosi di diverse epoche e di generare un’eco che dai tempi più remoti sembra risuonare ancora oggi.