Parole di disprezzo
All’epoca della Rivoluzione francese, divenne celebre un controverso episodio di cui sarebbe stata protagonista Maria Antonietta. La consorte di Luigi XVI e regina di Francia, vedendo i popolani esasperati dalla fame e in rivolta per la mancanza di pane, avrebbe pronunciato parole sprezzanti, destinate a passare alla storia: “Se non hanno più pane, che mangino brioche”.
Questa frase ebbe l’effetto di rafforzare l’idea di una sovrana arrogante, lontana dal popolo di Francia, simbolo stesso di tutti quegli odiosi privilegi che i rivoluzionari volevano abbattere una volta per tutte.
Il punto è che Maria Antonietta, quella frase, non la pronunciò mai.
La principessa e il filosofo
Come si giunse dunque ad attribuire alla sovrana queste parole? Proviamo a ricostruire la vicenda.
Nel 1782 erano state pubblicate postume Le Confessioni di Jean-Jacques Rousseau, in cui il noto philosophe raccontava un aneddoto risalente al 1741: egli sosteneva di aver incontrato una “grande principessa” (di cui però non faceva il nome) che, rivolgendosi ai contadini che non avevano pane, aveva pronunciato con tanto di sarcasmo la frase: “Che mangino brioche”.
Pochi anni più tardi, in molti si affrettarono a vedere in quella misteriosa principessa proprio Maria Antonietta.
Negli scritti dell’epoca – tuttavia – non esistono riscontri di questo episodio, che secondo alcuni fu completamente inventato da Rousseau.
Ma il punto non è tanto questo. Se anche infatti prendessimo per vero il racconto di Rousseau, resterebbe il fatto che nel 1741 non solo Maria Antonietta non si trovava in Francia (dove giunse dopo il 1770), ma non era neppure ancora nata!
Un modo per screditare la monarchia
Perché allora la tradizione attribuisce a Maria Antonietta queste parole?
Di origini austriache, figlia di Maria Teresa d’Asburgo e di Francesco Stefano di Lorena, la regina non fu mai accettata fino in fondo dal popolo francese, per il quale fu sempre e solo “l’austriaca”. Anzi, presto divenne nota per i suoi comportamenti eccentrici, all’insegna della mondanità e dello sfarzo, e ciò la rese ancor più invisa alle classi popolari.
Furono proprio i suoi nemici – diversi rivoluzionari, ma anche qualche cortigiano malevolo – ad alimentare le voci sulla sua ostentazione del lusso e sulla sua arroganza.
Ed ecco che l’attribuzione della frase sulle brioche si inserisce in questo tentativo di delegittimare la figura di Maria Antonietta, e con lei la monarchia stessa, screditandola ulteriormente agli occhi dell’opinione pubblica.
Una frase con più varianti
Per tornare alla frase attorno a cui ruota tutta la vicenda, un’ultima chiosa. Ripercorrendo il passato si scopre che esistono altri aneddoti (spesso assai incerti), con altre varianti di questa espressione, di volta in volta messa in bocca a personaggi poco amati. È questo il caso di un imprecisato imperatore cinese che avrebbe detto ai suoi sudditi affamati: “Non hanno più riso, che mangino la carne!”. O di un generale francese che si sarebbe scagliato contro un popolano dicendo: “Se non ha pane, che mangi fieno!”. E via di seguito.
Certo, la frase con la brioche ha in sé qualcosa di particolarmente vivido, capace di colpire più di altre l’immaginario collettivo, e che l’ha resa così incisiva da sembrare vera.
Come spesso capita quando si ha a che fare con le fake news di ieri e di oggi, del resto, la notizia che si vuole alimentare appare a un primo sguardo fondata e comunque dispone di tutti gli ingredienti per essere credibile. E per essere usata per colpire qualcosa o qualcuno.