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La musica islamica di stampo religioso: tradizione, spiritualità e devozione

di  Elisabetta Marchetti

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Immagiamo di fare un salto nel tempo di oltre millequattrocento anni e di essere per le strade polverose e calde di Medina, in pieno deserto!

È l’anno 622 e l’aria è piena di emozione perché sta per arrivare il Profeta Maometto, che ha appena concluso un lungo e faticoso viaggio chiamato Egira. Per accoglierlo con gioia, tutti gli abitanti della città iniziano a intonare un canto dolcissimo che ancora oggi i bambini musulmani imparano a memoria: si chiama Tala’a al-Badru ‘Alayna

Ancora oggi, quel legame speciale con il cielo continua attraverso la Salat, la preghiera che ogni fedele compie cinque volte al giorno seguendo il ritmo del sole, dall’alba fino a notte fonda con particolari posizioni del corpo. La voce suggestiva del muezzin intona la cantillazione dall’alto del minareto della moschea. Prima di pregare, ci si lava con cura per sentirsi puri e ci si dispone su un tappetino colorato, rivolgendosi con il cuore e con il corpo verso la prima città santa per l’Islam, la Mecca.

Tutto il corpo partecipa alla preghiera con gesti precisi. 

 

Scopriamo insieme parole e posture nella rubrica di Musica di questo mese!