News Secondaria di primo grado Scienze

La ricerca scientifica come strada di pace

di  Giuliana Galati

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Sono le 4 di notte. Ci sono una svedese, un’italiana, un greco e un bulgaro davanti a un rivelatore di particelle subatomiche. Potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, ma è una scena reale, una notte qualunque in uno dei luoghi più incredibili al mondo: il CERN. Era il 29 settembre 1954 quando dodici Stati firmarono la convenzione per fondarlo, facendosi promotori non solo della necessità di un centro di ricerca scientifica all’avanguardia anche in Europa, visto che in quel momento i maggiori centri erano tutti in America, ma soprattutto del bisogno di ritrovare uno spirito di fratellanza tra Paesi che uscivano dilaniati dalla Seconda Guerra Mondiale. Quando il CERN fu fondato, erano passati meno di dieci anni dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945). Quelle bombe, frutto della ricerca scientifica, avevano mostrato al mondo il lato più oscuro della conoscenza. Eppure, invece di chiudere i laboratori per paura, l’Europa scelse di costruirne uno nuovo, dedicato alla cooperazione e alla pace. Nella proposta e nel successivo statuto, fu scritto chiaramente che nessuna delle ricerche condotte al CERN sarebbe potuta essere motivata da scopi militari e che ogni risultato sarebbe stato liberamente accessibile a tutti. Del resto, come già scriveva Tibullo, poeta romano vissuto nel primo secolo a.C.:

Chi per primo inventò l’orrore delle spade?
 Feroce quell’uomo, veramente di ferro!
 Cosí per il genere umano
ebbero inizio le stragi, ebbero inizio le guerre;
cosí si schiuse la strada piú breve
d’una morte violenta.
Ma forse non ha colpa quello sventurato:
noi, noi a nostro danno abbiamo volto
ciò che ci diede contro le belve feroci. 

Tibullo, Elegie, “Alla Pace immacolata”

 Parole scritte più di duemila anni fa, ma che sembrano parlare con forza anche al nostro presente.

Isaac Rabi, uno dei fondatori del CERN, ha affermato: «Il CERN è stato fondato meno di 10 anni dopo la costruzione della bomba atomica. Penso che l’esistenza della bomba abbia avuto una grande importanza nel rendere possibile il CERN. L’Europa è stata teatro di violente guerre per più di duecento anni. Adesso, con la fondazione del CERN, abbiamo qualcosa di diverso. Spero che gli scienziati al CERN si ricordino di avere anche altri doveri oltre che proseguire la ricerca nella fisica delle particelle. Essi rappresentano il risultato di secoli di ricerca e di studio per mostrare il potere dello spirito umano, quindi mi appello a loro affinché non si considerino tecnici, ma guardiani di questa fiamma dell’unità europea, così che l’Europa possa salvaguardare la pace nel mondo.»

© image Courtesy of @CERN

Oggi, più di settant’anni dopo, il CERN continua a incarnare quello spirito. È ancora un luogo dove menti da tutto il mondo lavorano insieme, giorno e notte, pranzano alla stessa mensa, si rilassano con una partita a calcio balilla, condividono gli stessi uffici e laboratori.

Ma la pace nel mondo, purtroppo, non è durata. Negli ultimi anni è tornata a farsi fragile, persino vicina. Colleghi che fino al giorno prima prendevano il caffè insieme mentre discutevano di come migliorare l’analisi dati o le performance del loro apparato sperimentale si sono trovati uno ad avere la famiglia sfollata o sotto le bombe e l’altro a essere giudicato come colpevole in quanto proveniente dal paese attaccante.

Questo, a dire il vero, è successo in tutti gli ambiti di ricerca caratterizzati da collaborazioni internazionali. Per la prima volta, molti di noi si sono trovati ad avere colleghi, spesso amici, che non rispondevano più al telefono per giorni e quando finalmente potevano mandare notizie il loro messaggio conteneva la foto di un palazzo distrutto: “lì c’era casa mia”.

La ricerca scientifica, ahimè, non può fermare una guerra o risolvere i conflitti in corso. Ma può costruire, giorno dopo giorno, quel tessuto di fiducia, dialogo e amicizia che rende la pace più solida. Come dice John Galtung, fondatore del Peace Research Institute Oslo, la pace non è solo assenza di guerra: il concetto di pace include tutto ciò che, orientato alla prevenzione della guerra, è volto alla costruzione di società pacifiche. In questo, sicuramente, la ricerca scientifica ci aiuta a costruire, giorno dopo giorno, quel tessuto di fiducia, collaborazione e amicizia tra persone con culture, religioni e abitudini diverse che rende la pace più solida.

E questo, forse, è il suo esperimento più importante.

© image Courtesy of @CERN