Un compito di realtà come pratica didattica autentica: la progettazione di una mostra virtuale sul Romanico, frutto di un’esperienza di lavoro in classe condotta da una docente di storia dell’arte, architetta di formazione.
Un’esperienza didattica rivelatasi molto efficace, svolta da alcune classi seconde del Liceo Scientifico Majorana di Torino, è stata la realizzazione di una mostra virtuale sulle caratteristiche delle scuole regionali dell’architettura romanica. L’attività poi è stata riproposta, in altre classi, negli anni successivi.
Il compito di realtà: progettare una mostra
Il cuore dell’attività è l’allestimento simulato di una mostra, concepita come un percorso articolato in pannelli espositivi con immagini e testi. Agli studenti è richiesto che i testi siano abbastanza brevi e soprattutto incisivi, ossia capaci di porre in luce i caratteri peculiari delle diverse declinazioni regionali del Romanico.
La mostra deve mettere in luce, in modo efficace, i caratteri generali dell’architettura romanica e, soprattutto, le peculiarità delle diverse scuole regionali italiane, evidenziandone le relazioni con i contesti storici, geografici e materiali.
Dalla lezione frontale al lavoro attivo
Nella fase preliminare, alcune lezioni frontali inquadrano l’argomento sotto il profilo storico e artistico, illustrando gli elementi e le soluzioni architettoniche che contraddistinguono lo stile romanico, nei suoi caratteri generali e nelle peculiarità delle diverse scuole regionali italiane, chiarendo le principali ragioni a cui sono dovute.
In seguito, gli studenti, hanno modo di rendersi parte attiva lavorando suddivisi in gruppi, ciascuno dei quali realizza una sezione della mostra dedicata a una singola scuola regionale. Gli elaborati sono prodotti in formato digitale e illustrati alla classe da ciascun gruppo di lavoro.
Il percorso della mostra
La mostra è composta di una serie di pannelli virtuali, simulati da slides digitali, realizzate in formato grafico coordinato. Gli studenti sono invitati a porre la massima cura nel creare uno stretto collegamento tra testo e immagini, anche avvalendosi di elementi grafici (come linee, frecce) e a inserire nei pannelli tutto quanto necessario (compresi i titoli di varie gerarchie, le didascalie delle immagini, ecc..). Le indicazioni fornite per lo svolgimento dell’attività chiariscono esplicitamente che ciascun gruppo, per rendere il più chiaro possibile i concetti da illustrare, ricorra a schemi, disegni, ecc. e che nei testi ogni riferimento a parti o elementi dell’architettura (o plastici) richieda un esplicito collegamento (tramite un segno grafico o alfa-numerico) con l’immagine, o la parte di essa, a cui è riferito.
La prima sezione della mostra è dedicata a un’introduzione storica di carattere generale e all’illustrazione delle caratteristiche generali dell’architettura romanica, anche del rapporto che si stabilisce tra l’architettura e gli apparati decorativi plastici, con una breve panoramica di introduzione alle scuole regionali italiane.
Ciascuna sezione dedicata a una scuola regionale prevede:
- uno o più pannelli di introduzione sul contesto storico e artistico;
- l’analisi di un edificio-simbolo, accuratamente studiato all’esterno e all’interno nelle sue caratteristiche strutturali, compositive, spaziali, funzionali e negli apparati decorativi, allo scopo di illustrare i caratteri peculiari della scuola regionale; si richiede che vengano ben esplicitate le ragioni che collegano le soluzioni architettoniche ai rispettivi territori di appartenenza (materiali locali, tradizioni costruttive, influenze culturali e commerciali);
- la presentazione di alcuni edifici “minori” del territorio in esame, per evidenziare non solo le analogie con l’edificio-simbolo, ma anche le differenze e le peculiarità.
Il territorio come risorsa didattica
Il lavoro di ciascun gruppo si completa poi con una ricerca sugli edifici più rappresentativi dell’arte romanica tuttora presenti nella nostra regione, non necessariamente grandi cattedrali, ma soprattutto edifici “minori” che mantengano sostanzialmente integri i caratteri tipici del linguaggio romanico. Tali edifici sono illustrati tramite pannelli aggiuntivi che, nel nostro caso, vanno a integrare la sezione sul Romanico lombardo, l’ambito a cui appartiene, pur con proprie specificità, l’architettura romanica del Piemonte. Gli studenti hanno così modo di “scoprire” la ricca presenza sul proprio territorio di monumenti romanici, poco noti, in molti casi ancora integri e dotati di una ricchissima ornamentazione plastica.
Comunicazione e competenze trasversali
A completamento del compito di realtà, ogni gruppo realizza anche un prodotto comunicativo: un comunicato stampa o un video di presentazione della mostra, ciascuno destinato a un ambito e a un pubblico specifico (telegiornale regionale, quotidiano nazionale o locale, scuole, una rivista di architettura).
Conclusioni
L’esperienza della mostra virtuale ha permesso agli studenti di applicare concretamente le conoscenze acquisite, lavorando in modo collaborativo, sviluppando capacità di analisi, sintesi e comunicazione. Le conoscenze storico-artistiche, inserite in un contesto operativo e progettuale, si sono consolidate in modo più profondo e duraturo.
La ricerca di edifici “minori”, collegabili a quello principale, presenti sul proprio territorio ha dato modo di ampliare la conoscenza delle testimonianze di architettura romanica ancora presenti e la ricerca di opere significative, meno note, ha dato loro modo di verificare le proprie conoscenze applicandole in contesti nuovi.
L’uso di strumenti digitali ha poi potenziato le capacità di utilizzare gli strumenti tecnologici.
L’attività si inserisce pienamente nel quadro delle competenze chiave europee, in particolare: imparare a imparare, competenza digitale, cittadinanza, consapevolezza ed espressione culturale.