Il caffè di notte di Vincent Van Gogh
Dipinto nel settembre 1888 ad Arles, Il caffè di notte ritrae l’interno del Café de la Gare a Plaze Lamartine, gestito da Madame Ginoux, un luogo aperto tutta la notte frequentato da persone emarginate, ubriachi e senzatetto. Van Gogh descrive il locale al fratello Theo come un posto dove “ci si può rovinare, impazzire o commettere un crimine”. Il rosso sangue delle pareti, il soffitto verde e il giallo del pavimento creano un’atmosfera opprimente. L’orologio segna la mezzanotte passata, pochi clienti ubriachi e chiusi in sé stessi sono accasciati sui tavolini, solo una coppia, sul fondo, è intenta a conversare. La sedia vuota in primo piano simboleggia il vuoto affettivo e il tempo perduto.
Il mito di Van Gogh nel cinema
In una delle sequenze più celebri del film Brama di vivere, il biopic dedicato a Van Gogh diretto da Vincente Minnelli nel 1956, il regista ricostruisce fedelmente il quadro del pittore olandese, trasformandolo in uno spazio cinematografico reale, una forma di tableau vivant in cui si muovono attori e attrici.
Non una semplice citazione visiva, ma un atto di traduzione artistica: Minnelli porta lo spettatore “dentro” il dipinto, rendendo tridimensionale e dinamica la scena del quadro. Riprendendo i colori accesi e le prospettive distorte dell’originale, il regista immerge lo spettatore nella tormentata anima del pittore.
Da sempre il cinema trae ispirazione dalle arte figurative, ma nel caso di Van Gogh questo legame appare ancora più evidente: la sua visione del mondo, filtrata attraverso l’emozione e il colore, trova nel cinema un mezzo ideale per essere amplificata. I movimenti di macchina, le luci, la scenografia e persino il ritmo del montaggio riescono ad evocare quella stessa intensità che si percepisce davanti ai suoi quadri: ispirandosi a Van Gogh il cinema non si limita a raccontare storie, ma diventa uno spazio emotivo proprio come la pittura dell’artista olandese.
VITA E OPERE
Gli anni della formazione
Vincent Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, nei Paesi Bassi, figlio di un pastore protestante. Dopo le prime esperienze professionali come mercante d’arte e predicatore, intorno ai 27 anni matura la decisione di dedicarsi alla pittura. In questi anni si concentra sulla rappresentazione della vita contadina e delle classi più umili.
Opera emblematica di questa fase è I mangiatori di patate del 1885: nello spazio angusto di una stanza cinque contadini siedono attorno a un tavolo per consumare il loro misero pasto serale. Dalle lettere inviate al fratello Theo si ricava che Vincent, estimatore di Millet e dell’impegno sociale che aveva contrassegnato la pittura realista di metà Ottocento, non era interessato a offrire un’immagine idealizzata della vita contadina, quanto piuttosto a raccontarne gli sforzi e i sacrifici, traducendoli in un’opera dai toni cupi e dall’atmosfera opprimente che, per usare le sue parole, «sa di lardo, di fumo, di vapore di patate».
Il periodo parigino e la scoperta del colore (1886-1888)
Nel 1886 Van Gogh si trasferisce a Parigi dal fratello Theo. Lo stimolante clima artistico della città francese e l’incontro con molti pittori di ambito impressionista e puntinista imprimono una svolta alla sua pittura, che si apre a un più ampio ventaglio di soggetti e adotta una tavolozza di colori accesi, stesi spesso a tratti e punti secondo la scomposizione cromatica appresa da Seurat e Signac, e tuttavia con pennellate assai più vigorose, espressive.
Arles e la maturità artistica (1888-1889)
Nel 1888 Van Gogh si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia, dove raggiunge la piena maturità espressiva e realizza alcune delle sue opere più celebri. Gli assolati paesaggi della campagna provenzale, con i loro colori caldi e intensi, lo aiutano a imboccare una strada alternativa a quella impressionista e puntinista, avvicinandosi piuttosto a Delacroix, di cui a Parigi aveva ammirato le opere. A interessarlo non sono la resa fedele del colore e della luce percepiti dalla retina e neanche lo studio delle leggi dell’ottica, bensì la possibilità di dare al colore e alla pennellata un valore espressivo (come manifestazione di stati d’animo) o simbolico (come rappresentazione di idee evocate dalle cose).
A questo periodo risale La camera da letto (1888), soggetto proposto in più versioni, in cui l’artista raffigura la propria stanza nella cosiddetta “casa gialla” di Arles. L’ambiente è colto in tutta la sua semplicità, ma l’impostazione sbilanciata della scatola prospettica genera nell’osservatore un senso di inquietudine e spaesamento.
Per alcuni mesi Van Gogh divide la “casa gialla” con Paul Gauguin, che aveva conosciuto a Parigi e con il quale aveva stretto una salda amicizia. Ai due si offre l’occasione di inaugurare un sodalizio artistico ma, nonostante i buoni propositi iniziali, la loro convivenza non si rivelerà facile. Diversi per carattere e distanti sul piano delle idee artistiche, il loro rapporto si incrina rapidamente, fino a raggiungere un tragico epilogo: l’autoamputazione di un orecchio da parte di Van Gogh nel dicembre del 1888.
Il ricovero e gli ultimi anni (1889-1890)
Nel 1889 Van Gogh si fa ricoverare volontariamente nell’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence dove, nonostante le difficoltà della malattia mentale, continua a dipingere con straordinaria intensità.
A questo periodo appartiene Notte stellata (1889), suggestiva veduta notturna della località provenzale dipinta dal vero e opera tra le più celebri del pittore. Fedele all’intento dichiarato di «esprimere la speranza con le stelle», la sua attenzione è tutta per il cielo, risolto in un insieme dinamico di scie luminose che si avvolgono l’una all’altra con ritmo vorticoso, interrotto solo dalla presenza degli alti cipressi e dal profilo delle colline sullo sfondo.
Nel 1890 Van Gogh si trasferisce ad Auvers-sur-Oise dove, negli ultimi mesi di vita, produce numerose opere caratterizzate da una forte tensione emotiva. Tra queste spicca Campo di grano con corvi (1890), spesso interpretato come un’opera simbolica: il paesaggio è dominato da un cielo inquieto, mentre i corvi in volo e i sentieri interrotti suggeriscono un senso di angoscia e smarrimento.
Van Gogh muore il 29 luglio 1890, a soli 37 anni, in seguito a una ferita da arma da fuoco, generalmente interpretata come un suicidio.
La fama
Van Gogh è oggi uno degli artisti più amati e conosciuti al mondo, ma in vita il suo lavoro non fu apprezzato. Tra il 1880 e il 1890, periodo in cui produsse oltre 800 tele, ne riuscì a vendere solo una: La vigna rossa. I critici non apprezzavano il suo stile audace, caratterizzato da colori vibranti e pennellate energiche, considerandolo troppo estremo rispetto alle correnti artistiche dominanti. Durante tutta la sua vita, Van Gogh ricevette un costante supporto finanziario dal fratello Theo, un mercante d’arte, che cercò senza successo di promuovere le opere di Vincent presso i collezionisti. Il riconoscimento per Van Gogh arrivò solo dopo la sua morte, grazie agli sforzi della vedova di Theo, Johanna, che promosse attivamente le sue opere. La celebre versione dei Girasoli di Van Gogh è stata venduta il 30 marzo 1987 per circa 40 milioni di dollari (22,5 milioni di sterline) da Christie’s a Londra, stabilendo un record mondiale e segnando un momento storico nel mercato dell’arte.
HUB SCUOLA
Videobiografia Vincent Van Gogh (2’ 30”)
La scheda video presenta i tratti salienti della vita del pittore: l’origine familiare, i soggiorni a Parigi e Arles, la malattia mentale, l’elaborazione di uno stile personale fatto di pennellate piene di colore.
Van Gogh, la chiesa di Auvers (4’ 41”)
In Lezioni d’autore lo storico dell’arte Stefano Zucchi esplora lo stile di Van Gogh e in particolare il dipinto La chiesa di Auvers, realizzato nelle ultime settimane di vita con una tecnica espressionista.
Notte stellata di Van Gogh (2’ 22”)
Celeberrima opera esposta al MoMA, la Notte stellata di Van Gogh colpisce per la sua bellezza tormentata e per l’agitazione di astri sopra a un dormiente villaggio francese. Una notte così particolare,Van Gogh l’avrà vista davvero, o solo immaginata?
Campo di grano con corvi di Van Gogh (2’ 37”)
Il capolavoro, dipinto poco prima di morire, non è il semplice ritratto di un paesaggio, ma la trasposizione simbolica di uno stato d’animo e di una situazione esistenziale.
PER FARE LEZIONE
Per presentare in classe la figura e le opere di Van Gogh puoi servirti di questa presentazione.
PER APPROFONDIRE
Per approfondire quanto l’opera di Van Gogh abbia ispirato la settima arte, puoi consigliare ai tuoi studenti questo articolo.
Per attivare le tue studentesse e i tuoi studenti sulla figura di Van Gogh scarica la scheda Leggere l’opera che approfondisce aspetti storici, iconografici, formali e di uso di materiali e tecniche legati all’opera.
Bottone Scarica il pdf https://drive.google.com/file/d/12T9P8Sn-xiXAVO6xN_xJJj3ORgkXtNaL/view?usp=sharing
Per conoscere meglio la vita e le opere di Vincent Van Gogh, puoi consultare il nuovo corso di storia dell’arte di Rizzoli Education Opera Mondo, volume 3 Dal neoclassicismo all’arte del presente di Laura Colombo, Agnese Dionisio, Nicoletta Onida e Giuseppina Savarese.
Bottone Scarica il pdf https://drive.google.com/drive/folders/1gCMUNii1l6vOlC2rVxDlf4rD3jxiGoTD?usp=drive_link pagine 166-175
Per contestualizzare la figura dell’artista in rapporto con altri artisti contemporanei e soprattutto Gauguin si consiglia di partire con i ragazzi dalla visualizzazione dei loro percorsi su Google EarthTM attraverso questo itinerario.