In viaggio per crescere

Un progetto per educare alla cittadinanza con filosofia - di Luca Mori

Un nuovo modo di pensare l’educazione alla cittadinanza

L’educazione alla cittadinanza richiede di lavorare contemporaneamente sul piano delle conoscenze e su quello delle competenze: da un lato, infatti, è importante fornire a bambine e bambini le conoscenze utili a formare, nel corso degli anni, una crescente consapevolezza del loro essere cittadine e cittadini, con i diritti e i doveri che la vita democratica garantisce e promuove; dall’altro lato è importante che le conoscenze siano recepite e comprese in modo partecipato e coinvolgente, la qual cosa diventa possibile esercitando le competenze di cittadinanza su cui da tempo opportunamente si insiste nel mondo della scuola.

Il progetto In viaggio per crescere tiene conto della complessità di questo compito educativo e nasce dalla volontà di trovare nuovi e stimolanti equilibri tra la parte informativa dell’educazione alla cittadinanza e la parte attiva, che dovrebbe consentire di mettere in opera le relative competenze: imparare a imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare informazioni.

La novità e l’unicità del progetto risiedono nel fatto che gli argomenti classici dell’educazione alla cittadinanza sono presentati attraverso enigmi, simulazioni ed esperimenti mentali che mettono a frutto un quindicennio di esperienze di filosofia con i bambini nelle scuole primarie di tutta Italia.

Perché adottare un approccio “filosofico”? In prima battuta si può dire che l’approccio filosofico all’educazione alla cittadinanza apre delle vie insolite e feconde per creare le condizioni favorevoli alla riflessione individuale e di gruppo. Non si tratta di un compito scontato né banale, perché vale ancora oggi un’osservazione fatta da John Dewey agli inizi del Novecento: «I comuni appelli a pensare, rivolti a un bambino (come a un adulto), senza tener conto della esistenza o meno, nella sua esperienza, di una qualche difficoltà che lo turbi o che alteri il suo equilibrio, sono altrettanto futili quanto, per così dire, l’invitarlo a sollevarsi da terra reggendosi con i lacci delle scarpe» (Dewey, 1961, p. 76). Dewey segnalava che capita spesso, anche inavvertitamente, quando si vuole invitare qualcuno a riflettere, di fermarsi all’appello a riflettere.

L’approccio filosofico all’educazione alla cittadinanza si rivela utile per superare questo rischio, perché invita a partire da domande, enigmi ed esperimenti mentali che mettano bambine e bambini di fronte a situazioni su cui riflettere, non troppo facili né troppo difficili per le diverse età e per questo sfidanti e coinvolgenti.

Gli argomenti affrontati nel progetto tengono costantemente presenti i tre assi fondamentali individuati dalle Indicazioni Nazionali: Costituzione, Educazione alla sostenibilità, Educazione globale. Mettere in relazione questi tre piani è ormai un’urgenza epocale, perché soltanto così si possono accompagnare bambine e bambini a comprendere cosa significa essere cittadini di un particolare Paese, l’Italia, che ha una sua Costituzione e, al tempo stesso, cosa significa essere cittadini planetari, legati nel tempo e nello spazio a tutti gli esseri umani che abitano il pianeta. Soltanto correlando i tre piani, inoltre, è possibile comprendere che il nostro pianeta, benché eccezionalmente ospitale per la vita, non ha risorse illimitate e che per la nostra specie è ormai giunto il compito di assumere comportamenti che tengano conto dei limiti esistenti, perché solo “dandoci dei (nuovi) limiti” potremo garantire la buona e duratura vivibilità degli ambienti in cui siamo nati. Tutto questo ha a che fare con un’educazione alla cittadinanza all’altezza delle sfide del XXI secolo, che non può che partire dalla scuola primaria.

I riferimenti pedagogici del progetto

I riferimenti pedagogici che ispirano il progetto sono tanti. Ne verranno citati soltanto alcuni, tra i quali non sarà difficile riconoscere un’aria di famiglia.

Si è già fatto riferimento a John Dewey (1961), alla sua insistenza sull’importanza di fornire motivi di dubbio per attivare la riflessione. La lingua inglese ha il termine puzzlement per rendere bene l’idea di “perplessità” che si può provare quando non è chiaro che strada prendere o come “mettere insieme” i pezzi di un puzzle (da dove iniziare, come proseguire nel modo migliore per collegare le idee). Ogni percorso del progetto inizia con un esercizio di questo tipo: bambine e bambini vengono infatti coinvolti nell’avventura di un gruppo di coetanei che devono affrontare piccoli e grandi problemi, per i quali non esiste una risposta sola. I problemi sono di volta in volta collegati a un argomento centrale per l’educazione alla cittadinanza, che viene poi sviluppato da punti di vista diversi, intrecciando il lavoro sulle conoscenze con quello sulle competenze.

Un altro riferimento del progetto è l’impostazione problematizzante di Paulo Freire (2011), con la sua idea secondo cui gli esseri umani si educano insieme, con la mediazione del mondo. Questo principio ispira in particolare l’invito, su alcuni dei temi affrontati, a passare dal lavoro individuale a quello collettivo, riconoscendo la centralità della conversazione per l’esercizio delle competenze di cittadinanza.

Le pagine dedicate all’educazione alla cittadinanza diventano anche uno “spazio di gioco” nel senso inteso da Bruno Bettelheim (2010): uno spazio in cui si è liberi di dare forma ai pensieri giocando con le idee, cercando nuove combinazioni tra le proprie e quelle degli altri. In questa prospettiva le domande e gli enigmi all’inizio di ogni attività sono pensati per generare quella che Jerome Bruner (1999; 2001; 2005) definiva “sorpresa produttiva”: il dubbio sulle scelte da compiere nelle situazioni simulate stimola il pensiero ipotetico e la ricerca di parole per motivare le intuizioni e le preferenze espresse e per “rimettere a posto” le cose.

La ricerca di connessioni porta poi a Edgar Morin e alla testa ben fatta, che è capace di vedere gli insiemi complessi ed è sensibile alle interazioni fra le parti e il tutto. Il cammino verso la testa ben fatta richiede, tra l’altro, di esercitare l’«attitudine generale a porre e a trattare i problemi», disponendo di «principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso» (Morin, 2000, p. 15).

Come l’approccio filosofico attiva le competenze di cittadinanza

Da tempo ormai si sottolinea l’importanza di pensare l’attività scolastica in termini di competenze e non soltanto di conoscenze. L’approccio filosofico può essere molto utile in questa prospettiva, poiché aiuta a inventare problemi che contribuiscono a creare le condizioni favorevoli per esercitarsi a riflettere da soli e insieme agli altri. La seguente tabella (ripresa e adattata da Mori, 2017a) esplicita maggiormente il senso dell’attivazione delle competenze di cittadinanza, tenendo conto del lavoro proposto nei diversi percorsi del progetto a bambine e bambini della scuola primaria.

Dove trovo In viaggio per crescere?

Puoi trovare In viaggio per crescere nei volumi e nelle discipline di #CheMagie! per la classe terza, nel sussidiario delle discipline per la quarta e quinta classe di #CheSaperi! e nei volumi, sempre per la quarta e quinta, Per leggere e comprendere di #CheStorie!.

Il progetto In viaggio per crescere prevede ogni anno un materiale diverso e realizzato ad hoc da utilizzare in classe. Per la classe quinta, il materiale si compone di due poster che propongono in forma infografica alcuni contenuti della Costituzione italiana, con particolare riguardo ai Principi fondamentali e alla distribuzione/divisione dei poteri alla base del funzionamento della nostra repubblica democratica. L’augurio è che la visione sinottica di tali contenuti aiuti i bambini e le bambine a fissarli nella memoria e a comprendere meglio le aspirazioni e le connessioni che li animano. I poster inoltre possono diventare la base per alcune attività da proporre alla classe, utili a esercitare le competenze di cittadinanza.

 

I materiali scaricabili


I diritti dei bambini e delle bambine

Amina e Andrea sono sugli scogli a pescare. A un tratto vedono galleggiare una bottiglia e, al suo interno, trovano un messaggio… – tratto da #CheSaperi!, sussidiario di Storia per la classe quarta


Donne e uomini in democrazia

Le bambine e i bambini scoprono che ci sono tante isole intorno alla loro, alcune delle quali abitate… – tratto da #CheSaperi!, sussidiario di Storia per la classe quinta


Un bene prezioso come l’acqua e l’aria: il suolo

Oggi le bambine e i bambini ricevono una visita dagli abitanti di un’altra isola e scoprono che c’è un problema molto urgente da risolvere… – tratto da #CheSaperi!, sussidiario di Scienze per la classe quarta


Tenere d’occhio i rifiuti

Sull’isola vicina non c’è più posto per i rifiuti! Come smaltirli? – tratto da #CheSaperi!, sussidiario di Scienze per la classe quinta

Webinar

Educazione alla cittadinanza globale con filosofia

Scuola primaria

con  Luca Mori

Il webinar illustra un nuovo e coinvolgente approccio all’educazione alla cittadinanza nelle scuole primarie. L’obiettivo è quello rendere l’educazione alla cittadinanza un viaggio appassionante tra le discipline, i saperi necessari ai cittadini del XXI secolo e le abilità di ragionamento: un momento privilegiato per allenare la capacità (e il gusto) di riflettere con la propria testa, insieme agli altri.