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Ambiti e criteri di valutazione dell'ASL

Puntata 4

I DUE AMBITI PRINCIPALI DELLA VALUTAZIONE: RISULTATI DI APPRENDIMENTO E PERCORSI

La valutazione dell’ASL, come definita nella cornice della Legge n. 107/2015, copre due ambiti relativi ai percorsi in alternanza, collegati tra loro ma distinti per finalità e modalità di realizzazione:

  • il percorso ovvero l’esperienza di alternanza del singolo studente nel suo complesso;
  • gli apprendimenti sviluppati dal singolo studente in esito (totale o parziale) al suo percorso in alternanza (dove per “apprendimenti” intendiamo essenzialmente competenze – o parti di esse – ma anche, in subordine e in senso più tipico, abilità e conoscenze).

Sono due ambiti che, anche coerentemente con le indicazioni generali della Guida ministeriale sull’alternanza, coprono sia la dimensione di “processo” della singola esperienza di alternanza sia quella di “risultato” (ovvero gli esiti di apprendimento in senso proprio).

In termini introduttivi e definitori, i due tipi di valutazione possono essere descritti nella Tabella 4.1.

Entrambi i tipi di valutazione sono riferiti in primo luogo e innanzitutto al singolo studente, anche se:

  • è opportuno che gli strumenti di riferimento, le procedure e le modalità di utilizzo dei risultati siano minimamente standardizzati a livello di scuola (soprattutto nella loro struttura generale);
  • la singola scuola potrebbe essere interessata (anzi è bene che lo sia) ad analisi aggregate delle evidenze emergenti dai due tipi di valutazione (ad esempio, a livello di classe, indirizzo, annualità oppure di istituto nel suo complesso).

In questa cornice, è importante richiamare l’attenzione sul fatto, più volte evocato nei precedenti capitoli, che l’alternanza presenta una pluralità di forme attuative che generalmente si combinano tra loro nell’ambito del singolo percorso destinato allo studente; di questa pluralità si deve tenere conto anche nella progettazione della valutazione dell’alternanza.

Da tale punto di vista, infatti, il riferimento, progettuale ma anche valutativo, alla promozione di determinate competenze definisce l’“oggetto” del singolo percorso di alternanza e diventa funzionale alla formazione di una rappresentazione unitaria degli esiti di apprendimento del percorso stesso. Se tuttavia la formazione a una determinata competenza passa attraverso più di una forma attuativa dell’alternanza, l’impianto di valutazione dovrà essere coerente con questa pluralità e quindi tenerne conto in termini sia di contenuti sia di struttura complessiva.

IL SETTING VALUTATIVO DELL’ASL: ALCUNI CRITERI METODOLOGICI

In termini generali, la valutazione è «un atto deliberato e socialmente organizzato orientato alla produzione di un giudizio di valore». Secondo Palumbo, «c’è valutazione ogni qualvolta qualcuno chiede (a se stesso o a un esterno) di giudicare un’azione intenzionale (progettata, in corso di realizzazione o realizzata) a fronte di qualche criterio e sulla base di informazioni pertinenti»: da questo punto di vista, essa «è una attività cognitiva volta ad attribuire un (giudizio di) valore a un’azione intenzionalmente svolta o che si intende svolgere, destinata a produrre effetti esterni, che si fonda su attività di ricerca delle scienze sociali e che segue procedure rigorose e codificabili».

Pertanto, valutare un percorso in alternanza significa, riprendendo anche la distinzione introdotta in precedenza, da un lato, esprimere un giudizio sul singolo percorso nel suo complesso, dall’altro, esprimere un giudizio sul suo contributo allo sviluppo, da parte del singolo studente, di determinate competenze-obiettivo operativamente tradotte (e osservabili) in prestazioni specifiche.

Così intesa, la valutazione dell’alternanza presenta, come primo elemento di base, tre tratti distintivi imprescindibili:

risponde a specifiche domande (appunto) di valutazione relative a un altrettanto specifico evaluando;

giudica, ovvero esprime un giudizio di valore, attraverso meccanismi di tipo comparativo (ad esempio, il confronto tra il modo di realizzare una determinata prestazione “prima” e “dopo” l’alternanza, oppure il confronto tra il livello della prestazione effettiva e quello della prestazione ottimale);

argomenta, ovvero motiva il giudizio attribuito (è in grado di motivarlo perché le modalità attraverso le quali è pervenuta alla formulazione del giudizio si basano su procedure, tecniche e strumenti rigorosi, completi e adeguatamente progettati).

Il secondo elemento di base che è necessario richiamare è che il contesto valutativo dell’alternanza è di tipo multiattore e vede la compartecipazione attiva e legittima (per quanto regolata) di soggetti diversi quali il tutor esterno, il tutor interno, i docenti della scuola, i formatori della struttura ospitante, i colleghi di lavoro dello studente, lo stesso studente. Si tratta di un dato per molti versi ovvio (anche se segna una differenza importante rispetto al contesto valutativo tipico dell’aula scolastica dove il docente è l’attore unico, se non quello largamente principale) che però è al tempo stesso un elemento necessario, ma anche probabilmente tra i più delicati da gestire (forse più ancora della tecnicalità degli strumenti da utilizzare). Vale la pena di precisare che, nello specifico, i due tutor sono “sempre” irrinunciabili, ovvero sia nella valutazione del percorso sia in quella degli apprendimenti, mentre lo studente è irrinunciabile solo nella valutazione del percorso.

Attorno a questi soggetti che devono necessariamente entrare in gioco ve ne sono altri che potrebbero essere chiamati a “dire la loro” in quanto generalmente coinvolti nel percorso di alternanza: si tratta, ad esempio, dei docenti della scuola, di altri formatori che operano nelle strutture ospitanti, dei colleghi o colleghe di lavoro dello studente. In linea di principio, poiché tutti questi soggetti contribuiscono – con ruoli e responsabilità diverse – alla realizzazione del singolo percorso in alternanza, tutti hanno titolo a esprimersi su di esso in termini valutativi. In particolare lo è il Consiglio di classe che ha la responsabilità ultima del giudizio valutativo sul piano formale.

Qui si colloca il terzo elemento di base da introdurre e cioè il collegamento tra la valutazione dell’alternanza e le valutazioni disciplinari, le valutazioni degli scrutini annuali intermedi e di fine anno nonché lo scrutinio pre-Esame di Stato e le prove in sede di Esame di Stato.

Il collegamento tra la valutazione dei percorsi in alternanza e le altre valutazioni ha una duplice importante valenza:

  • la prima è di tipo sostanziale e rimanda al fatto che, essendo l’alternanza pienamente curriculare, gli apprendimenti sviluppati attraverso di essa hanno lo stesso valore di tutti gli altri sia rispetto alle discipline del singolo corso di studio sia rispetto ai momenti di verifica formale, intermedi o finale, del corso stesso;
  • la seconda valenza è invece di tipo formale e fa riferimento al fatto che gli apprendimenti sviluppati in alternanza, se certificati (si veda oltre su questo importante aspetto), possono essere tenuti presente sia in sede di Esame di Stato (nella predisposizione della terza prova scritta nonché nel corso del colloquio), sia in sede di scrutini intermedi e finali degli anni scolastici compresi nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi.