#alternanzascuolalavoro

Che cos'è l'ASL

Puntata 1

Alternanza Scuola Lavoro: una definizione

Per “alternanza scuola lavoro” (di seguito ASL) si intende comunemente in Italia una metodologia educativa basata sull’alternarsi di periodi di formazione “teorica”, effettuati presso una istituzione scolastica o formativa, a periodi di formazione “pratica” realizzati presso una o più imprese od organizzazioni. Per la verità tale scansione caratterizza ancora oggi una parte dei sistemi educativi europei. Tuttavia, a partire dai primi anni Duemila, l’adozione da parte dell’Unione europea di politiche basate sul concetto di “apprendimento lungo tutto l’arco della vita” (Lifelong Learning) e il richiamo alla pluralità dei contesti di tipo formale, non formale e informale per l’apprendimento hanno cominciato a modificare in profondità il campo di applicazione dell’ASL.

L’ASL in Italia: qualche dato di sintesi

In Italia l’analisi delle fonti disponibili fa emergere che l’ASL praticata nel sistema formativo italiano è stata oggetto di una crescita costante per quanto concerne sia il numero delle scuole coinvolte, sia i percorsi formativi erogati e il numero degli studenti partecipanti. Già a partire dalla riforma del 2003-2005 e poi ancora con quella nel 2010 era stata ribadita infatti la funzione essenziale dell’alternanza: i dati raccolti dall’Indire per il periodo 2010-2015 mostrano degli avanzamenti molto positivi in tale direzione.

Nel complesso, gli aspetti principali rilevati sono due: in primo luogo, la forte espansione del bacino di utenza registrata nel quinquennio, secondariamente, l’aumento del numero di scuole che hanno attivato percorsi. Ciò naturalmente non è privo di grandi differenze, in termini geografici, di tipologia di istituti e di modelli formativi e organizzativi. Vediamo ora qualche elemento di dettaglio.

Gli istituti scolastici

A livello nazionale, dall’anno scolastico (nel seguito, a.s.) 2010/2011 al 2014/2015, gli istituti scolastici che hanno scelto di attivare percorsi di alternanza sono passati da un totale di 1.150 a un totale di 1.894, registrando un incremento globale pari al 64,7%. La variazione percentuale annua risulta essere accentuata soprattutto nel periodo immediatamente successivo al riordino dell’istruzione liceale, tecnica e professionale (nell’a.s. 2010/2011 ciò corrisponde a +27,5%).

Per quanto concerne le tipologie di istituti, sono i professionali ad avere il primato, seguiti dai tecnici, mentre la partecipazione dei licei risulta essere più limitata in tutte le annualità, pur registrando nel tempo una crescita positiva. Ciò vale anche per i relativi percorsi (Figura 1.1).