#alternanzascuolalavoro

La guida dell'Indire

Puntata 2

Da oltre dieci anni l’Indire monitora ciò che succede nel mondo dell’ASL nelle scuole italiane. Anche sulla base di tale esperienza nel 2013 è stato diffuso dal MIUR uno strumento predisposto dall’Indire e denominato Costruire insieme l’alternanza scuola lavoro. Una sintesi di tale strumento trova un’agile traduzione nel documento curato da Antonella Zuccaro Linee guida per lo sviluppo dell’alternanza scuola lavoro. Orientamenti ed indicazioni pratiche.

In tale testo vengono ripercorse in forma piuttosto chiara e semplice le fasi “classiche” dell’ASL, come si evince, ad esempio, dal seguente estratto dell’indice.

Nel testo troviamo alcune indicazioni molto utili sul piano progettuale in quanto:
• rimarcano la progressività del percorso di ASL nella prospettiva dell’integrazione tra “curricolo orizzontale” e “curricolo verticale”:

Anche se l’alternanza è spesso un’esperienza riservata alle classi degli ultimi anni della scuola secondaria di secondo grado, dovrebbe essere un modus operandi che si integra nel curricolo verticale e orizzontale per tutti e cinque gli anni delle superiori. Diventa così effettivamente una componente essenziale della vita scolastica degli studenti, i diversi saperi caratterizzanti il percorso scolastico sono vissuti nel mondo del lavoro e inoltre gli studenti potrebbero, sul lungo periodo, acquisire e sviluppare competenze. La progettazione dei percorsi di alternanza prevede, peraltro in coerenza con le Linee guida del Riordino, un alleggerimento della didattica tradizionale a favore di metodologie in cui sia possibile acquisire anche saperi in ambienti non formali e informali, da tradurre successivamente nell’ambito formale della scuola. (da Federmeccanica, op. cit., p. 18).

• propongono una opportuna differenziazione dell’ASL a seconda delle tipologie curriculari, rispettivamente per gli indirizzi liceali, tecnici e professionali. A p. 18 viene proposto lo schema che tenta di rappresentare in forma essenziale tale differenziazione di funzioni (Figura 2.2).

Successivamente vengono riportate alcune indicazioni per la stesura del piano dell’ASL, con riferimento rispettivamente agli indirizzi liceali, tecnici e professionali.

Licei

Si possono prevedere percorsi, a partire dalla seconda o dalla terza classe, con valore propedeutico e orientativo tramite lezioni in aula, possibilmente con esperti esterni provenienti dal mondo del lavoro o dalle associazioni di categoria, che abbiano come obiettivi l’acquisizione di elementi normativi (normativa sulla sicurezza, elementi di diritto del lavoro), organizzativi (organizzazione aziendale, qualità), comportamentali (educazione alla cittadinanza attiva, gestione delle relazioni, capacità di lavorare in gruppo su obbiettivi specifici ecc.).

È auspicabile che queste lezioni in aula siano integrate con visite aziendali.

Negli anni successivi è opportuno coinvolgere il mondo delle professioni e soprattutto quello dei servizi (dei beni culturali, dell’istruzione, della ricerca, del volontariato presenti nel territorio) nonché delle tecnologie avanzate, anche in funzione delle future scelte universitarie.

Sul piano pratico è auspicabile coinvolgere studenti provenienti da indirizzi scolastici diversi, anche non liceali. Tale collaborazione consente infatti di superare artificiosi steccati attivando preziose sinergie e promuovendo un reciproco arricchimento culturale ed umano. Ciò facilita inoltre la centratura sulle competenze, cioè su un saper fare che ha alle spalle un solido sapere teorico.

Istituti tecnici

Nel primo biennio occorre promuovere un orientamento/riorientamento continuo in modo da favorire negli allievi la più ampia conoscenza del settore di studio scelto in relazione al mondo del lavoro e alle materie curricolari. A tal fine è importante promuovere fin dal primo anno esperienze legate al contesto (visite guidate in aziende specifiche del settore, incontri con esperti, conferenze/mostre ecc.) nonché percorsi didattici e motivazionali (ad esempio, progetti sviluppati con la collaborazione dei docenti d’indirizzo, nei laboratori della specializzazione).
Nell’ambito della disciplina “Scienze e tecnologie applicate” possono essere anticipate gran parte delle esperienze previste nel periodo successivo, favorendo il più possibile il rapporto con le imprese/gli Enti del territorio attraverso visite, incontri, occasioni di confronto con testimonial significativi.
Il rapporto con il mondo produttivo territoriale, soprattutto utilizzando il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di Istituto, consente di avere utili indicazioni su quali competenze debbano essere conseguite dagli allievi.
Nel secondo biennio l’alternanza si dovrebbe sviluppare attraverso una fattiva co-progettazione scuola-impresa, volta a costruire percorsi formativi da svolgere sia a scuola sia presso le imprese (stage), al termine dei quali saranno valutate e certificate per ciascuno studente le competenze acquisite.
Nel quinto anno si prevede la valorizzazione di esperienze professionalizzanti e sempre più personalizzate, in base alle attitudini e alla preparazione dei singoli allievi.

Istituti professionali

Per gli istituti professionali, l’alternanza consente di attuare una pluralità di soluzioni didattiche per facilitare il collegamento con il territorio e personalizzare l’apprendimento mediante l’inserimento degli studenti in contesti operativi reali.

L’alternanza scuola lavoro rappresenta inoltre una metodologia in grado di valorizzare le importanti esperienze svolte nel passato nell’ambito della “Terza area”. Essa costituisce il naturale supporto anche per la realizzazione di percorsi triennali finalizzati all’acquisizione delle qualifiche di Istruzione e formazione professionale.