Cittadinanza globale

Obiettivo 11: città e comunità sostenibili

Crescita urbana e nuove sfide

Le città costituiscono una priorità strategica per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalla comunità internazionale. Se è vero che i centri urbani hanno alimentato lo sviluppo delle società, è altrettanto vero che in essi si concentrano enormi contrasti. Le sfide non riguardano solo il traffico e l’inquinamento, ma la mancanza di fondi per fornire i servizi di base, la povertà dei quartieri marginali e le differenti situazioni di precarietà sociale. Ogni anno, infatti, sono 60 milioni le persone che si spostano nelle città in cerca di una migliore qualità della vita e di nuove prospettive lavorative. In riferimento a quanto registrato nel 2015, ovvero che il 54% della popolazione mondiale viveva nelle città, si stima che entro il 2030 la percentuale salirà al 60%. Il 95% dell’espansione urbana nei prossimi decenni riguarderà in particolare i Paesi in via di sviluppo.

Città e consumo energetico

Anche se le città occupano il 3% della superficie terrestre, sono le principali responsabili del 60-80% del consumo energetico, nonché delle emissioni di carbonio per circa il 75%. Inoltre, secondo i dati riportati nell’Agenda 2030, la rapida urbanizzazione esercita una considerevole pressione sulle forniture di acqua dolce, sull’ambiente e sulla salute. Ma l’alta densità non rappresenta l’unica sfida per lo sviluppo sostenibile. Un grave problema è riconducibile all’inquinamento atmosferico, che consiste nell’emissione di sostanze inquinanti generate dall’uomo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo si verificano 3,7 milioni di decessi all’anno a causa delle sostanze nocive presenti nell’atmosfera.

Politiche integrate verso il futuro

L’alta densità delle città può, nella previsione dell’Agenda 2030, determinare efficienza e sviluppo tecnologico, riducendo il consumo di risorse e di energia. Tra i traguardi, infatti, sono previsti un potenziamento dell’urbanizzazione inclusiva e sostenibile, dello sviluppo nazionale e regionale per l’accesso a spazi verdi e pubblici sicuri, nonché un aumento, entro il 2030, del numero di centri urbani che adottano politiche integrate e piani tesi all’inclusione e all’efficienza delle risorse. All’interno dei programmi governativi, grande importanza riveste anche la gestione del rischio di disastri a tutti i livelli, in conformità al Quadro di Sendai 2015-2030: il programma di azione, che vede la partecipazione dell’Italia, punta su quattro priorità e una serie di principi guida per ridurre in modo significativo le conseguenze di catastrofi a livello globale.

LABORATORIO

Le città giocheranno un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. In un’ottica sostenibile, esse devono essere in grado di combinare un alto livello di benessere, qualità della vita e inclusione sociale. Oltre al consumo di suolo, alla disponibilità di aree verdi e al consumo delle acque e di energia, vi è la questione della mobilità: il sistema di trasporti cittadino costituisce la principale fonte di inquinamento atmosferico e rende i contesti urbani spesso dannosi per l’ambiente e la salute umana. La scelta individuale può fare la differenza. Nel mondo si stanno diffondendo molte soluzioni, dal car-pooling al bike-sharing.

• Che cos’è la sharing mobility?
• Come e perché la sharing mobility può ridurre gli impatti dell’inquinamento nelle città?

COMPITO DI REALTÀ

Anche se i centri urbani occupano solamente il 3% della superficie terrestre, sono responsabili del 60-80% del consumo energetico e del 75% delle emissioni di carbonio. Insieme ai provvedimenti per limitare e disincentivare l’uso dei mezzi di trasporto individuali, il focus dell’Agenda 2030 è rappresentato dall’obiettivo di modificare i comportamenti dei cittadini, al fine di promuovere un nuovo stile di mobilità. Organizzatevi in gruppi di lavoro e avviate una inchiesta sulla sharing mobility in Italia.

1. Dopo un breve confronto sulla definizione di sharing mobility, avviate una prima fase di ricerca recuperando informazioni sui sistemi di mobilità più diffusi nel mondo e nel nostro Paese, quali bike-sharing, car-sharing, scooter-sharing, car-pooling o ride-sharing, servizi a domanda, navette e microtransit, servizi di supporto, park-sharing.
2. Fornite per ciascuno una breve descrizione e analizzate il loro funzionamento, ponendo attenzione anche all’uso delle piattaforme digitali.
3. Localizzate sul territorio italiano le città coinvolte in questa nuova pratica di mobilità e realizzate una mappatura utilizzando colori diversi per segnalare le varie tipologie di sharing mobility.
4. A questo punto continuate la vostra inchiesta: quali sono le caratteristiche principali dei servizi di sharing mobility? Realizzate una scheda che sviluppi per ciascun tema un breve paragrafo. I temi possono essere i seguenti: condivisione di un servizio di mobilità; importanza delle piattaforme digitali; flessibilità d’uso e disponibilità; collaborazione tra cittadini.
5. Adesso siete pronti per avviare una fase di dibattito con l’insegnante sugli effetti derivanti dall’utilizzo dei servizi di sharing mobility: in base alle informazioni che avete ricavato dalla ricerca, evidenziate se per le seguenti voci vi sono prestazioni e vantaggi, utilizzando un punteggio (1 = poco rilevante, 2 = rilevante, 3 = molto rilevante): riduzione inquinamento atmosferico, riduzione inquinamento acustico, riduzione gas serra, riduzione incidentalità.
6. Confrontatevi, infine, sulla migliore soluzione di sharing mobility nel nostro Paese.

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