Cittadinanza globale

Obiettivo 13: lotta contro il cambiamento climatico

Fatti e cifre

Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), il 2018 segna un traguardo storico in merito agli ultimi studi sul surriscaldamento globale. L’ultimo rapporto speciale del 2014, che conteneva le valutazioni di scienziati e climatologi internazionali, denunciava non solo l’inequivocabilità del riscaldamento del sistema climatico, ma anche il ritmo di tale cambiamento. Dal 1990 le emissioni di gas serra, in particolare le emissioni di CO2 derivanti dalle attività antropiche, sono aumentate del 50% circa. Gli anni più caldi fino a ora registrati si concentrano, infatti, dal 1998.

I negoziati sui cambiamenti climatici

Dopo il Protocollo di Kyoto, accordo internazionale sottoscritto l’11 dicembre 1997 che impegnava le parti a una riduzione quantitativa delle emissioni di gas a effetto serra, si aggiunse la difficile applicazione del principio della “responsabilità comune ma differenziata”, secondo cui i Paesi sottoscrittori condividevano equamente l’onere della protezione ambientale per le risorse globali comuni (global commons) e, allo stesso tempo, intraprendevano specifiche attività tese a mitigare le conseguenze di tale sfruttamento. Con il nuovo Accordo di Parigi sul clima (COP21), siglato il 12 dicembre 2015, si rinnovarono gli impegni, tra cui il traguardo di zero emissioni nette, ovvero l’equilibrio di emissioni di gas serra e la capacità del pianeta di assorbirle.

L’impegno per il futuro

Le proiezioni riportate dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile indicano che i gas serra sono in continuo aumento. Le conseguenze investono i Paesi di tutti i continenti: in particolare, l’estensione del ghiaccio artico si è ridotta in ogni decade a partire dal 1979. Il livello globale del mare, inoltre, dal 1901 al 2010 si è alzato in media di 19 cm, circa 1,7 mm all’anno. I traguardi del programma dell’Agenda 2030 sono focalizzati su un cambiamento istituzionale e tecnologico che integri non solo nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici, ma anche nell’istruzione, in materia di mitigazione, adattamento, riduzione di impatto e allerta precoce dei rischi legati al clima e ai disastri naturali. Inoltre, coerentemente con gli impegni siglati nell’Accordo di Parigi del 2015, è prevista una mobilitazione, entro il 2020, di 100 miliardi di dollari l’anno da indirizzare ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo.

LABORATORIO

La comparsa di eventi meteorologici estremi, come le piogge insistenti e la siccità, ha un impatto enorme sulla salute delle popolazioni colpite. L’accesso all’acqua potabile in alcune zone è inoltre compromesso a causa del deterioramento e della contaminazione ambientale. Negli ultimi anni è in notevole aumento l’attenzione della comunità scientifica al rapporto tra cambiamento climatico e salute: dal 2007 la copertura sulla stampa di tale fenomeno è aumentata di circa il 78%, mentre il numero degli articoli è triplicato. La frequenza di condizioni meteorologiche estreme ha infatti un effetto diretto sull’ecosistema, provocando nuove patologie, disturbi respiratori, malattie cardiovascolari e picchi di mortalità su soggetti sensibili e vulnerabili. Nel 2018 i leader dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) si sono riuniti per sancire una nuova coalizione, che si fonda sulla promozione di servizi meteorologici nazionali per rafforzare la protezione della salute contro i rischi che investono l’ambiente e il cambiamento climatico. Le politiche legate all’energia, all’agricoltura e allo sfruttamento del suolo non possono più prescindere, pertanto, da analisi di tipo sanitario e sociale.
• Cosa prevedeva l’Accordo di Parigi del 2015 in merito alla cooperazione internazionale e alle azioni nazionali sui cambiamenti climatici?
• Secondo te, esiste una correlazione tra cambiamento climatico, salute e migrazione?

COMPITO DI REALTÀ

Quali sono gli impatti sanitari legati al cambiamento climatico nel nostro Paese?
1. Come primo passo per aumentare la tua conoscenza del fenomeno, scarica  gratuitamente i report sul tema. Lo scopo di questa ricerca è conoscere i documenti ufficiali: confrontali e analizza i progressi sulla salute umana e sul cambiamento climatico, le implicazioni per gli impegni governativi internazionali in conformità all’Accordo di Parigi e i risultati raggiunti dall’Italia.
2. Per approfondire la correlazione tra cambiamento climatico e salute nel nostro Paese, confronta i dati e organizza una mappa concettuale che metta in evidenza le cause del cambiamento climatico e le conseguenze sociali.
3. Indica tutte le patologie emerse dai report sul cambiamento climatico e per ognuna scrivi un breve paragrafo che ne specifichi le caratteristiche.
4. Confronta la mappa concettuale con quella dei tuoi compagni: durante il dibattito proponete delle strategie concrete per ridurre l’impatto del cambiamento climatico su scala nazionale e prevenire le malattie.