Cittadinanza globale

Obiettivo 2: sconfiggere la fame

Fame in crescita

Secondo il nuovo rapporto ONU pubblicato a settembre 2018, il numero di persone che soffrono la fame nel mondo è in crescita: sebbene siano stati compiuti alcuni progressi, nel 2017, 821 milioni di persone hanno sofferto la fame e 150 milioni di bambini hanno presentato ritardi nella crescita dovuti alla malnutrizione. La situazione è peggiorata in Sud America e nella maggior parte delle regioni dell’Africa, dove i fattori scatenanti di tale aumento sono ancora la variabilità del clima, le guerre e le crisi economiche. In Asia, la prevalenza di deperimento infantile è ancora estremamente elevata: quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni è sottopeso. Al contrario, nei Paesi più ricchi, la malnutrizione è diffusa anche attraverso il consumo di cibo spazzatura e diete dannose per l’organismo.

Il ruolo dell’agricoltura

Ancora oggi l’agricoltura è il settore che impiega il maggior numero di persone in tutto il mondo, offrendo sostentamento al 40% della popolazione globale. Tuttavia, i cambiamenti climatici e la progressiva perdita di biodiversità delle colture rendono questo settore particolarmente a rischio. Il secondo obiettivo dell’Agenda 2030 ha quindi lo scopo di dotare le comunità agricole di migliori mezzi di sostentamento e sistemi agricoli più sostenibili, per garantire un’alimentazione globale più nutriente e sconfiggere la fame: aumentare gli investimenti in infrastrutture rurali, ricerca agricola e formazione, sostenere i piccoli agricoltori, evitare sprechi e fornire aiuti alimentari alle popolazioni in difficoltà sono solo alcune delle azioni che i governi possono attuare per sconfiggere la fame nel mondo.

La minaccia alla dieta mediterranea

In Italia, l’agricoltura ha raggiunto risultati positivi in termini di eco-efficienza. Tuttavia, negli ultimi anni, le abitudini alimentari degli italiani hanno rilevato un peggioramento dovuto a una crescita del consumo di cibi trasformati, zuccheri e grassi raffinati, nonché a un aumento dei cibi pre-confezionati. Queste nuove abitudini non sono compatibili con il sistema nutrizionale della dieta mediterranea, ancora oggi considerata uno dei regimi alimentari più sani. Si rafforza, per tali ragioni, la necessità di indirizzare i consumatori verso scelte e modelli alimentari più genuini attraverso azioni efficaci di educazione alimentare.

LABORATORIO

Le nuove sfide del cambiamento climatico, l’aumento di cibi raffinati e gli sprechi rendono più vulnerabili tutti i Paesi del mondo. I governi devono intervenire su più fronti con prospettive a lungo termine. Sono considerati iniziative di aiuto allo sviluppo sostenibile; non solo gli investimenti nello sviluppo agricolo e nell’istruzione esistono partnership commerciali in grado di stabilire una maggiore equità nel mercato internazionale e contribuire al raggiungimento dei traguardi dell’obiettivo 2 dell’Agenda 2030.

  • Che cos’è il commercio equo solidale e in che modo è connesso alla lotta alla fame nel mondo?
  • Quali sono gli obiettivi del commercio equo solidale? Quale relazione hanno rispetto a quelli dell’Agenda 2030?

COMPITO DI REALTÀ

Create con i compagni di classe una presentazione che abbia come obiettivo quello di sensibilizzare sul tema della lotta alla fame e del commercio equo solidale.

Strutturate il percorso della vostra ricerca. Esaminate i seguenti argomenti utilizzando le fonti ufficiali. Per ciascuno elaborate un breve paragrafo informativo:
1) Il diritto all’alimentazione;
2) Le cause della fame nel mondo;
3) Azioni concrete per eliminare la fame nel mondo.

Rispondete alle seguenti domande e organizzate la seconda fase della presentazione.
a. Quali sono le maggiori organizzazioni che vendono i prodotti della filiera del commercio equo solidale?
b. Come vengono certificati i prodotti?

Preparate una illustrazione che mostri il ciclo del commercio equo solidale: produzione, certificazione, aziende, consumatori. Che cosa accade in ogni fase? Quali possono essere gli ostacoli del ciclo?


Avviate un dibattito sulle buone pratiche legate a questo commercio e agli obiettivi dell’Agenda 2030 per combattere la fame nel mondo.