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Dal digitale alla cittadinanza

Puntata 1

Dal “digitale nelle scuole” alla “scuola digitale”

Oggi parlare solo di digitalizzazione del sistema scolastico italiano – intesa come immissione all’interno delle scuole delle nuove tecnologie digitali – non è sufficiente. Lo dice l’esperienza di chi lavora nella scuola, ma lo ribadiscono anche il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD, legge 107/2015 – La Buona Scuola) e il Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti 2016-2019 (PNFD, adottato con DM 797 del 19 ottobre 2016). Le scuole vanno guidate all’interno di un percorso di progressiva innovazione e digitalizzazione, non solo attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, ma anche e soprattutto tramite la diffusione dell’idea di apprendimento permanente (life-long learning) e l’estensione del concetto di scuola da luogo fisico a spazio di apprendimento virtuale, al fine di sviluppare e migliorare l’uso del digitale da parte degli studenti e di rendere la tecnologia uno strumento didattico generale di costruzione e sviluppo di competenze. Questo processo va inquadrato nell’ottica più ampia di un’educazione civica digitale, come indicato nel sillabo pubblicato a gennaio 2018 dal MIUR, un approccio che deve “consolidare il ruolo della scuola nella formazione di cittadini in grado di partecipare attivamente alla vita democratica”.

La nascita e l’evoluzione di Internet

La codifica digitale dell’informazione risale al secondo dopoguerra. Nonostante il codice binario esistesse già da tempo, è solo a partire dai primi calcolatori elettronici e dai microprocessori funzionanti degli anni Quaranta del Novecento che l’opportunità di rappresentare e manipolare dati in formato digitale diviene realtà: i dati, oltre a essere utilizzati localmente sul proprio computer, possono anche viaggiare da un dispositivo all’altro. Il risultato più importante di questa evoluzione e rivoluzione è proprio la nascita della rete Internet. Quando pensiamo a Internet, tendiamo a identificarlo con il web. La rete, però, nacque nel 1969, con il nome di ArpaNet (Advanced Research Projects Agency Network) e fu realizzata dal DARPA, l’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile dello sviluppo di nuove tecnologie militari.

Nel 1983, la crescente popolarità di ArpaNet spinse la sua componente militare a creare una nuova rete autonoma per lo scambio di informazioni. Nacque in questo modo MilNet, mentre ArpaNet fu invece ribattezzata Internet. Nel frattempo, la diffusione dei personal computer aprì le porte dell’informatica a una nuova generazione di utenti privati. Nel 1989, Tim Berners-Lee presentò al CERN di Ginevra il documento Information Management: a Proposal, in cui introduceva il progetto di elaborazione di un software che fosse in grado di creare documenti online capaci di integrare contenuti multimediali e collegati tra loro in forma ipertestuale. Insieme a Robert Cailliau, i due cominciarono a sviluppare gli standard e i protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio HTML (HyperText Markup Language) e l’HTTP (HyperText Transfer Protocol). Fu così che nel 1991, con la nascita del primo sito web della storia, nacque il World Wide Web.

WEB 2.0

Interazione, partecipazione e condivisione fra utenti

Furono gli anni 2000 a rappresentare il vero e proprio boom della diffusione di Internet, con il passaggio da un web statico a uno sempre più dinamico e basato sull’interazione e la condivisione tra utenti: fu il cosiddetto passaggio dal web 1.0 a quello in cui invece viviamo oggi, il web 2.0. Questa espressione, coniata dall’editore specializzato in web e tecnologia Tim O’Reilly, si riferisce alla fase del web successiva all’1.0 in cui siamo in grado di interagire con gli altri utenti e modificare e condividere i contenuti delle pagine web direttamente online, grazie ai rapidi progressi tecnologici che si sono verificati dai primi anni 2000 in poi. A differenza dei siti web degli anni ’90, oggi tutti i siti presenti in rete favoriscono infatti la partecipazione tra utenti: oltre a fruire passivamente dei contenuti, siamo in grado anche di pubblicarli e condividerli in un flusso di dati e informazioni che cresce e si espande ogni giorno a dismisura.

Tuttavia è giusto sottolineare come anche il web degli albori fosse un luogo di scambio e di condivisione, seppure limitatamente al mondo accademico.

“Universo” internet

Dalle competenze digitali alla cittadinanza digitale

Internet non è soltanto web, è la rete globale che oggi collega macchine di qualsiasi natura: non solo computer, quindi, ma cellulari e tablet, TV, auto e mezzi pubblici, elettrodomestici, macchinari industriali, case, interi quartieri e città.

I dispositivi connessi (o smart: gli smartphone, le smart TV, gli smartwatch, le smart city…) sono un acceleratore di innovazione potentissimo, sono strumenti che stanno cambiando non solo il mondo della comunicazione e dell’intrattenimento, ma anche il commercio e il turismo, i trasporti, la salute, il lavoro, l’economia, l’informazione, la politica e perfino, se pensiamo ai social network, le relazioni umane.

La direzione delle trasformazioni tecnologiche e sociali in atto non è ancora definita, ma è chiaro che questi cambiamenti stanno avvenendo ad altissima velocità, modificando profondamente la natura dei settori che investono. Chi non sta al passo di questi mutamenti rischia di essere escluso dal mondo del lavoro e di non poter esercitare pienamente i propri diritti di cittadino.

Per queste ragioni in tutto il mondo sono cresciuti gli investimenti e le iniziative volte a ridurre il divario digitale (o digital divide). La Commissione Europea, per esempio, ha sostenuto le ricerche che hanno portato all’elaborazione di un quadro per lo sviluppo delle competenze digitali di cittadinanza (DigComp), una serie di indicazioni e strumenti che valorizzano l’uso consapevole dei social network, la protezione dei dati personali e il controllo delle fonti nell’accesso a risorse web per lo studio, il lavoro e l’informazione. Le DigComp sono un punto di riferimento anche del PNSD e del PNFD e si rivolgono a tutto il mondo della formazione, sia nella scuola che in ambito professionale.