#cittadinanzadigitale

Dal digitale alla cittadinanza

Puntata 1

WEB 2.0

Interazione, partecipazione e condivisione fra utenti

Furono gli anni 2000 a rappresentare il vero e proprio boom della diffusione di Internet, con il passaggio da un web statico a uno sempre più dinamico e basato sull’interazione e la condivisione tra utenti: fu il cosiddetto passaggio dal web 1.0 a quello in cui invece viviamo oggi, il web 2.0. Questa espressione, coniata dall’editore specializzato in web e tecnologia Tim O’Reilly, si riferisce alla fase del web successiva all’1.0 in cui siamo in grado di interagire con gli altri utenti e modificare e condividere i contenuti delle pagine web direttamente online, grazie ai rapidi progressi tecnologici che si sono verificati dai primi anni 2000 in poi. A differenza dei siti web degli anni ’90, oggi tutti i siti presenti in rete favoriscono infatti la partecipazione tra utenti: oltre a fruire passivamente dei contenuti, siamo in grado anche di pubblicarli e condividerli in un flusso di dati e informazioni che cresce e si espande ogni giorno a dismisura.

Tuttavia è giusto sottolineare come anche il web degli albori fosse un luogo di scambio e di condivisione, seppure limitatamente al mondo accademico.

“Universo” internet

Dalle competenze digitali alla cittadinanza digitale

Internet non è soltanto web, è la rete globale che oggi collega macchine di qualsiasi natura: non solo computer, quindi, ma cellulari e tablet, TV, auto e mezzi pubblici, elettrodomestici, macchinari industriali, case, interi quartieri e città.

I dispositivi connessi (o smart: gli smartphone, le smart TV, gli smartwatch, le smart city…) sono un acceleratore di innovazione potentissimo, sono strumenti che stanno cambiando non solo il mondo della comunicazione e dell’intrattenimento, ma anche il commercio e il turismo, i trasporti, la salute, il lavoro, l’economia, l’informazione, la politica e perfino, se pensiamo ai social network, le relazioni umane.

La direzione delle trasformazioni tecnologiche e sociali in atto non è ancora definita, ma è chiaro che questi cambiamenti stanno avvenendo ad altissima velocità, modificando profondamente la natura dei settori che investono. Chi non sta al passo di questi mutamenti rischia di essere escluso dal mondo del lavoro e di non poter esercitare pienamente i propri diritti di cittadino.

Per queste ragioni in tutto il mondo sono cresciuti gli investimenti e le iniziative volte a ridurre il divario digitale (o digital divide). La Commissione Europea, per esempio, ha sostenuto le ricerche che hanno portato all’elaborazione di un quadro per lo sviluppo delle competenze digitali di cittadinanza (DigComp), una serie di indicazioni e strumenti che valorizzano l’uso consapevole dei social network, la protezione dei dati personali e il controllo delle fonti nell’accesso a risorse web per lo studio, il lavoro e l’informazione. Le DigComp sono un punto di riferimento anche del PNSD e del PNFD e si rivolgono a tutto il mondo della formazione, sia nella scuola che in ambito professionale.