#cittadinanzadigitale

Web 2.0 e social network

Puntata 3

Una panoramica

I social network come piattaforme didattiche

I social network si affermano sempre più come principali strumenti di comunicazione, condivisione, espressione e socializzazione tra utenti web, soprattutto tra le nuove generazioni. Davanti a una simile trasformazione nei sistemi comunicativi e di interazione sociale, il sistema scolastico non può restare indifferente. La conferma arriva dal Ministero dell’Istruzione che, attraverso il Piano Nazionale Scuola Digitale (legge 107/2015 – La Buona Scuola). Nel documento si fa una distinzione tra piattaforme digitali nate a scopi prettamente didattici e piattaforme che nascono per altri fini, per poi venire utilizzate anche per scopi più specificamente didattici. All’interno di questa seconda tipologia di piattaforme digitali che le scuole possono utilizzare a proprio vantaggio, il PNSD cita infatti proprio i social network, luoghi virtuali frequentati abitualmente dagli studenti e da loro percepiti come familiari e come naturale estensione dei rapporti vissuti offline. Configurandosi come il principale canale espressivo delle nuove generazioni di “nativi digitali”, le piattaforme social possono rivelarsi anche come validi strumenti per la gestione di un proprio profilo digitale e per l’interazione e la condivisione di contenuti e discussioni. Tentare di integrarle all’interno delle metodologie didattiche significa quindi avvicinarsi al linguaggio dei nostri studenti e colmare la distanza che separa il loro ambiente istituzionale di apprendimento (la scuola) dal contesto extrascolastico in cui vivono e si esprimono quotidianamente. Comprendere le dinamiche sociali sottese a queste piattaforme di utilizzo quotidiano e saperle sfruttare nel migliore dei modi e per finalità educative, oltre a rappresentare uno dei temi principali delineati dal PNSD (azione 15) nel percorso formativo di ciascuno studente di ogni ordine e grado scolastico, costituisce anche una vera e propria sfida del sistema scuola, che deve essere in grado di assicurare l’alfabetizzazione civica basilare di un cittadino digitale attivo, informato e consapevole.

Social network: nascita e sviluppo

La nascita dei social network ha un’origine piuttosto recente. Il loro primo sviluppo risale infatti alla metà degli anni 2000, circa una quindicina di anni dopo la nascita del World Wide Web. Dal 1991, cioè da quando fu lanciato il primo sito web della storia a opera dell’informatico Tim Berners-Lee, sino ai primi anni 2000, il web era infatti molto diverso da come oggi lo conosciamo. Un sito degli anni ’90 era più statico (l’aggiornamento era complesso e avveniva con meno frequenza), non prevedeva interazione con gli utenti e a causa della velocità di trasmissione ridotta ospitava pochi video e file di piccole dimensioni.

Le innovazioni tecnologiche degli ultimi quindici anni, tra cui appunto il rapido aumento della velocità di trasmissione, a partire dalla metà degli anni 2000 permisero la creazione di siti web più dinamici e dotati di una nuova interfaccia e di nuove funzionalità, e soprattutto offrirono agli utenti la possibilità concreta di generare contenuti oltre che di fruirli passivamente. I social network si svilupparono così proprio a partire dalla necessità di pubblicare e condividere questi contenuti generati direttamente dagli utenti (i cosiddetti UGC, User-Generated Contents, che oggi popolano abitualmente le piattaforme online con post, contributi, tag, discussioni e file audio, video, immagini ecc.).

Allo scopo di descrivere questa nuova serie di applicazioni e siti web (tra cui appunto i social network) fondati su un nuovo concetto di partecipazione sociale e condivisione di contenuti, nel 2004 l’editore specializzato in web e tecnologia Tim O’Reilly coniò l’espressione “web 2.0”. La differenza sostanziale con il precedente web 1.0 riguarda la promozione degli utenti al rango di veri e propri protagonisti, piuttosto che solo di meri fruitori passivi di contenuti: agli utenti del web 2.0 è oggi concesso infatti un certo grado di fiducia poiché essi stessi vengono messi nelle condizioni – secondo modalità e gradi di libertà diversificati – di interagire nel processo di produzione dei contenuti di cui saranno poi anche fruitori.

Uno schema

Quali sono le differenti tipologie di utente tra web 1.0 e 2.0?

 

E Facebook?

Tra i principali social network oggi in uso tra le giovani generazioni (Twitter, Instagram, Vine, Snapchat,…), Facebook è quello più diffuso in tutto il mondo occidentale e, oltre a essere uno strumento di socializzazione e interazione tra individui, rappresenta una potentissima piattaforma di condivisione di documenti e informazioni. Nato nel 2004 da un’idea di Mark Zuckerberg, il sito era stato originariamente progettato solo per gli studenti dell’Università di Harvard, ma fu presto aperto anche a quelli provenienti da altre scuole di Boston e infine a chiunque dichiarasse di avere più di 13 anni. Ogni giorno su Facebook miliardi di utenti attivi pubblicano, condividono e commentano idee, opinioni, notizie, immagini e video, con amici e sconosciuti, in un flusso di informazioni che cresce e si espande ogni giorno di più, e con opportuni accorgimenti può essere utilizzato come una potente piattaforma di condivisione di file e documenti. Inviare uno o più file ad amici o creare un “gruppo” ad hoc per lo scambio di materiale – per esempio un gruppo classe – sono operazioni semplici e di immediata fattibilità. Un gruppo su Facebook consente di creare una sorta di cerchia di utenti interessati a uno specifico argomento, all’interno del cui ambito è possibile avviare una discussione e lo scambio di materiale digitale di qualsiasi genere. In questo modo, grazie all’intervento della scuola, è possibile trasformare Facebook da mero strumento di socializzazione e distrazione di massa degli studenti a vera e propria palestra interattiva per l’acquisizione delle soft skills (competenze trasversali), molte delle quali legate proprio al lavoro in gruppo e all’abilità di relazionarsi – anche virtualmente – in modo propositivo ed efficace con il prossimo.