#competenze

Agire con competenza

Puntata 2

Le strutture di interpretazione

Le strutture di interpretazione descrivono i modi in cui un soggetto con competenza “ottimale” interpreterebbe la situazione-problema proposta per poterla poi affrontare in modo opportuno; essi sono espressi sotto forma di prestazioni osservabili (ad esempio, “individuare esempi di schiavitù in articoli tratti da quotidiani”, “individuare i soggetti più opportuni per rappresentare una situazione di schiavitù all’interno di situazioni di vita quotidiana”). I descrittori corrispondenti alle strutture di interpretazione sono in genere formulati a partire dalle seguenti forme verbali (ovviamente non sempre tutte presenti in un Profilo di competenza), o sinonimi di esse:

• Cogliere… (elementi chiave, collegamenti e relazioni…)

• Identificare… (dati e incognite, obiettivi, punti non chiari…)

• Individuare… (elementi chiave, collegamenti e rela- zioni, risorse necessarie…)

• Localizzare… (informazioni, concetti…)

• Riconoscere… (situazioni problematiche, informazioni date e informazioni mancanti…)

• Scegliere… (le risorse più opportune…)

• Selezionare… (le risorse più opportune…)

All’interno delle parentesi è necessario specificare i contenuti su cui tali processi devono essere attivati (ad esempio, “Individuare in un testo i riferimenti a poeti del Romanticismo”).

Le strutture di azione

Le strutture di azione definiscono le azioni che dovrebbe intraprendere un soggetto con competenza “ottimale” per affrontare in modo efficace la situazione-problema proposta (ad esempio, “descrivere esaustivamente i casi di schiavitù individuati in articoli tratti da quotidiani”, “rappresentare fotograficamente una condizione di schiavitù individuata in situazioni di vita quotidiana”).

I descrittori corrispondenti alle strutture di azione sono in genere formulati a partire dalle seguenti forme verbali (ovviamente non sempre tutte presenti in un Profilo di competenza), o sinonimi di esse:

• Analizzare… (contenuti, processi…)

• Attribuire… (punti di vista, posizioni di autori differenti…)

• Calcolare… (applicando algoritmi…)

• Classificare… (contenuti, processi, soluzioni…)

• Confrontare… (contenuti, processi, soluzioni, strategie…)

• Costruire… (prodotti…)

• Descrivere… (oggetti, processi, soluzioni…)

• Dimostrare… (soluzioni…)

• Eseguire… (procedure…)

• Formulare… (piani di azione, strategie, soluzioni…)

• Ideare… (soluzioni, strategie…)

• Ipotizzare… (soluzioni, strategie…)

• Organizzare… (contenuti, processi, eventi…)

• Pianificare… (sequenze di azioni, processi, strategie…)

• Produrre… (prodotti…)

• Progettare… (soluzioni, strategie…)

• Rappresentare graficamente… (contenuti, processi, problemi, soluzioni, strategie…)

• Realizzare… (prodotti, elaborati…)

• Riassumere… (contenuti, processi…)

• Ricavare… (implicazioni, conclusioni, sintesi…)

• Riformulare… (problemi, soluzioni, strategie…)

• Spiegare… (fenomeni, processi…)

• Tradurre da un formalismo a un altro… (contenuti, processi…)

• Trovare esempi di… (contenuti, processi…)

• Trovare similarità e differenze in… (contenuti, processi…)

• Utilizzare un modello per… (risolvere un problema…)

• Utilizzare una procedura per… (risolvere un problema…)

Come per le strutture di interpretazione, i contenuti su cui tali processi devono operare perché l’obiettivo possa dirsi raggiunto sono esplicitati nelle parentesi (ad esempio, “Rappresentare graficamente un solido a partire da tre viste laterali, utilizzando i principi dell’assonometria isometrica”).

Le strutture di autoregolazione

Le strutture di autoregolazione definiscono i modi con cui un soggetto con competenza “ottimale” dovrebbe riflettere sulla soluzione proposta e sui processi messi in atto per ottenerla (ad esempio, “trovare gli errori nel proprio elaborato sulla base di una griglia di autovalutazione”, “formulare una possibile critica che altri potrebbero fare al proprio lavoro”, “difendere il proprio lavoro, fornendo argomentazioni adeguate”). La riflessione sulla soluzione proposta deve essere finalizzata a trovarne punti di forza e punti di debolezza, ad argomentare le “buone ragioni” alla base delle scelte intraprese nella risoluzione del compito e ad adattare la propria azione alle situazioni contingenti che si presentano, quali ad esempio:

a. una richiesta di chiarimento da parte del docente (“Perché hai svolto la consegna proprio in questo modo?”);

b. una critica o una richiesta di approfondimento da parte di un compagno (“Perché non hai preso in considerazione questi elementi?”);

c. la necessità di dover adattare il proprio lavoro a nuo- ve esigenze (“Se dovessi adattare il tuo lavoro per la presentazione a un pubblico di bambini della scuola primaria, che cosa dovresti fare?”).

I descrittori sono in genere formulati a partire dalle seguenti forme verbali (ovviamente non sempre tutte presenti in un Profilo di competenza), o sinonimi di esse:

• Argomentare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Chiarificare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Criticare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Difendere… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Giudicare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Giustificare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un problema…)

• Motivare… (le proprie proposte, le proprie soluzioni, le strategie applicate nella risoluzione di un proble- ma…)

• Trovare errori… (nelle proprie proposte, nelle proprie soluzioni, nelle strategie applicate nella risoluzione di un problema…).

Come per le strutture di interpretazione e di azione, i contenuti su cui tali processi devono operare perché l’obiettivo possa dirsi raggiunto sono esplicitati nelle parentesi (ad esempio, “Argomentare le scelte fatte nel rappresentare graficamente un solido a partire da tre viste date”).