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Competenze e alunni competenti

Puntata 1

La competenza perno del sistema di istruzione

Il concetto di competenza (vedi Approfondimento 1) è, nella scuola odierna, il criterio regolativo fondamentale del sistema di istruzione. Dal 2007 in poi tutta la normativa ha posto tale concetto al centro di tutto l’impianto curricolare, dalla rilevazione della situazione d’ingresso alla didattica, alla valutazione, alla certificazione degli esiti dell’istruzione.

Ciascuna disciplina – con i propri contenuti, le proprie procedure euristiche, il proprio linguaggio – concorre a integrare un percorso di acquisizione di conoscenze e di competenze molteplici, la cui consistenza e coerenza è garantita proprio dalla salvaguardia degli statuti epistemici dei singoli domini disciplinari. Viene perciò ribadito il principio di non contrapposizione tra conoscenze e competenze. Conoscere non è un processo meccanico, implica la scoperta di qualcosa che entra nell’orizzonte di senso della persona che “vede”, “si accorge”, “prova”, “verifica”, per capire. Non vi può quindi essere separazione tra la “nozione” e la sua traduzione in azione: la conoscenza necessita della competenza per poter essere “viva” e tangibile, la competenza necessita della conoscenza per non essere vuota e astratta.

Approfondimento 1 La competenza definita nel Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli (Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008)

Il Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli (European Qualification Framework, EQF) è un quadro di riferimento normativo che intende armonizzare e rendere comparabili i titoli di studio rilasciati nei vari Paesi europei.

Il Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli ha delineato alcune importanti linee guida per la valutazione e la certificazione delle competenze a livello scolastico e professionale. In particolare è stata fornita una definizione del termine “Competenza”, già entrata nella legislazione nazionale (D.M. 139/2007 e C.M. n. 3, prot. 1235, 13 febbraio 2015), in grado di orientare la progettazione di attività didattiche e valutative. Secondo tale definizione, le competenze indicano “la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”.

La definizione pone l’accento sull’“essere competente”, sul come “saper agire efficacemente in situazione”, utilizzando al meglio le proprie risorse (conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche) in risposta a specifiche situazioni-problema (inerenti al lavoro, allo studio, allo sviluppo personale e professionale). Non è quindi competente chi possiede un grosso “stock” di risorse, ma chi è in grado di mobilitare efficacemente le risorse di cui dispone per affrontare al meglio una situazione contingente, da cui il termine “competenza situata”.

L’alunno competente

L’alunno competente di fronte a situazioni nuove, mai viste prima in quella forma, è in grado di mobilitare i propri saperi per “leggerle” e assegnare a esse il corretto significato, adottare un repertorio ampio e flessibile di strategie per affrontarle, riflettere sulle proprie interpretazioni e azioni e modificarle quando necessario. È necessario sottolineare che la competenza emerge proprio nell’affrontare situazioni nuove, per le quali non esiste uno schema risolutivo preordinato (se esistesse, il soggetto potrebbe giungere alla soluzione attraverso una semplice abilità esecutiva…). Nuovi contesti obbligano l’alunno a compiere delle scelte sui modelli interpretativi e di azione da utilizzare e a riflettere sulla bontà e sull’adeguatezza delle sue scelte in relazione al frangente in cui sta operando e alla specifica situazione. Come accennato, formare per competenze non significa rinunciare alle conoscenze e alle abilità, ma affiancare a queste un insieme di strutture mentali che aiutino a utilizzarle in modo opportuno.