#emozioniamoci

Educazione emotiva e narrativa psicologicamente orientata

Puntata 3

Educazione emotiva

È ormai ampiamente riconosciuta l’importanza dell’educazione emotiva già a partire dai primi di anni di vita. Un rapporto costruttivo con i sentimenti rende infatti il bambino consapevole di se stesso e delle proprie capacità, permettendogli di vivere in modo positivo l’adolescenza.

In questo contesto, assumono importanza le storie di Narrativa Psicologicamente
Orientata (NPO), che offrono un valido aiuto agli adulti per entrare in contatto con il mondo emozionale dei bambini. Le storie di NPO sono strumenti utili per il lavoro preventivo e clinico con i bambini. Sebbene ci siano storie scritte e strutturate
in totale rispondenza ai principi metodologici identificati con questo acronimo, molti dei testi a disposizione dei giovani lettori possono diventare strumenti di NPO se in essi si
sviluppano vicende e sfide vicine a quelle che turbano l’esperienza emotiva del minore.

(Dario Ianes e Alberto Pellai, Facciamo il punto su… Le emozioni, Erickson)

Cos’è utile sapere per l’insegnante

È un errore molto frequente tra gli adulti chiedere ai bambini di spiegare perché sono tristi o di raccontare le emozioni senza offrire alcuna alternativa alle parole astratte e alla razionalizzazione di aspetti che per i bambini risultano, invece, difficilmente pensabili.

Le storie di Narrativa Psicologicamente Orientata (NPO) aiutano i bambini nel processo di riconoscimento e validazione delle proprie emozioni utilizzando l’artificio di un racconto in cui succedono cose, si svolgono azioni e si sperimentano stati d’animo che permettono al soggetto che ascolta di vedere con chiarezza emozioni che gli sono proprie e che spesso né lui né altre persone vicine a lui hanno riconosciuto prima.

(Alberto Pellai, autore de L’educazione emotiva, Fabbri Editori, in libreria ad ottobre 2016)