#emozioniamoci

Perché educare alle emozioni

Puntata 1

Imparare a validare, dare significato e regolare un’emozione: queste tre azioni sono la base di qualsiasi processo di educazione emotiva e dovrebbero costituire le fondamenta della relazione che lega gli adulti a chi sta crescendo, sia all’interno del nucleo familiare che nell’esperienza scolastica.

Quando i bambini vivono uno stato emotivo, spesso non hanno le parole per poterlo raccontare. Di fronte a situazioni che generano disagio, i bambini rimangono incapaci di dare voce e parole alla propria «fatica di crescere», obbligandosi spesso a raccontarla attraverso acting out: comportamenti oppositivi o provocatori, disturbi psicosomatici.

Di fronte alle emozioni che si accendono in contesti relazionali, gli adulti fungono da sistemi di validazione, significazione e regolazione.

Validare uno stato emotivo

Significa essenzialmente riconoscerlo e dargli valore. Se un bambino è triste, è sufficiente che un adulto gli dica: «Oggi mi sembri davvero giù, c’è qualcosa che non va?» per fargli sentire che ciò che sta vivendo è stato visto e riconosciuto.

Dare significato a un’emozione

Significa costruire un mondo di gesti e parole intorno allo stato emotivo percepito dal bambino, tali da permettergli di comprendere perché quello stato emotivo si è attivato in lui in un preciso momento.

Regolare un’emozione

Significa fornire al bambino un contenitore emotivo al cui interno possono essere travasate le emozioni delle quali egli si sente in balìa, e aiutarlo a sentire che lì dove vengono sistemate esse riacquisiscono un dinamismo funzionale, che permette di ristabilire equilibrio e di riportare calma e tranquillità laddove invece si era scatenata una tempesta.