L'esame di Stato
per la scuola secondaria
di primo grado

Novità, aggiornamenti, esercizi
per la scuola secondaria di primo grado

Il nuovo esame di Stato conclusivo del primo ciclo

Il decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62, Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, ha introdotto significative modifiche alle modalità di svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.

L’ammissione all’esame. Cosa permane e cosa cambia

Rimangono ferme le condizioni previste dalla precedente normativa per quanto riguarda la validità dell’anno scolastico (frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, salvo motivate deroghe deliberate dal Collegio dei docenti per casi eccezionali congruamente documentati) e le sanzioni disciplinari (non aver ricevuto una sanzione disciplinare comportante l’esclusione dall’esame di Stato).

Il monte ore è definito dall’ordinamento della scuola secondaria di primo grado, nel quale rientrano tutte le attività oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe, che va comunicato alle famiglie all’inizio di ciascun anno rendendo noti il limite minimo delle ore di presenza che consenta di assicurare la validità dell’anno e le deroghe al limite di ore di frequenza deliberate dal Collegio dei docenti; le deroghe sono ammesse per i casi eccezionali, congruamente documentati, purché la frequenza effettuata fornisca al consiglio di classe sufficienti elementi per procedere alla valutazione; nel caso invece in cui non sia possibile procedere alla valutazione, il consiglio di classe accerta e verbalizza, in relazione ai criteri definiti dal Collegio dei docenti, la non validità dell’anno scolastico e delibera la non ammissione all’esame.

Le sanzioni disciplinari che comportano l’esclusione dall’esame di Stato sono previste dal DPR n. 249/1998, Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, così come modificato e integrato dal DPR n. 235/1998, che al comma 9 dell’art. 4 individua situazioni di rilevante gravità (reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o nel caso vi sia pericolo per l’incolumità delle persone) e al comma 9 bis stabilisce che «Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico, la sanzione è costituita dall’allontanamento dalla comunità scolastica, con l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi».

L’art. 2, comma 3 del decreto-legge n. 137/2008 aveva introdotto la disposizione dell’esclusione dall’esame di Stato a seguito di un voto di comportamento inferiore a sei decimi. Il decreto legislativo n. 62/2017 ha ora previsto che tale disposizione cessa di avere efficacia per le istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione; questa disposizione va posta in correlazione con quella del comma 2 dell’art. 5, secondo cui nel primo ciclo la valutazione del comportamento viene espressa attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione, e quindi non più mediante un voto. Tra le condizioni per l’ammissione il nuovo decreto prevede anche la partecipazione alle prove di rilevazione nazionali degli apprendimenti effettuate dall’INVALSI, che non saranno più svolte nell’ambito dell’esame e non contribuiranno più alla valutazione finale. Il requisito di ammissione è connesso non al risultato, ma alla partecipazione alle prove, che si svolgeranno nel mese di aprile.

I candidati privatisti partecipano alle prove presso l’istituzione scolastica statale o paritaria dove sosterranno l’esame. Un altro cambiamento importante riguarda i livelli di apprendimento raggiunti. Secondo quanto previsto dal DPR n. 122/2009, sulla base di quanto stabilito dalla legge n. 169/2008, per essere ammessi all’esame occorreva aver «conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente». «Il giudizio di idoneità», proseguiva il decreto, «è espresso dal Consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’allievo nella scuola secondaria di primo grado». È noto cosa questo abbia significato nella pratica concreta, con il cosiddetto “voto di consiglio”.
Il nuovo decreto non prevede più l’impossibilità dell’ammissione nel caso di carenze in una o più discipline, ma solo la possibilità di non ammissione: «Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo». Naturalmente, «Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento». In pratica, nel caso di carenze, il Consiglio di classe può comunque ammettere l’allievo all’esame; la non ammissione non è più infatti una decisione consequenziale obbligatoria o da bypassare trasformando le insufficienze in sufficienze, ma diventa una eventualità da motivare debitamente.
Il voto di ammissione all’esame è espresso dal consiglio di classe in decimi, senza utilizzare frazioni decimali, considerando il percorso scolastico triennale compiuto dall’alunno e può anche essere inferiore a sei (art. 6, comma 5, del decreto legislativo 62/2017 e art. 2, comma 4, del decreto ministeriale 741/2017).

Le prove d’esame

«L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione è finalizzato a verificare le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite dall’alunna o dall’alunno anche in funzione orientativa». Si tratta di una formula onnicomprensiva che va interpretata tenendo conto delle effettive possibilità di verificare le competenze nell’ambito dell’esame di Stato e considerando che il modello nazionale per la certificazione delle competenze nel primo ciclo non prevede gli esiti dell’esame tra gli elementi di cui tener conto per la certificazione.

Scopri i webinar in programma!

Webinar mercoledì 27 febbraio ore 16:30

Privato: Gli esami di Stato conclusivi del primo ciclo

Scuola secondaria di primo grado

con  Maria Antonia Moretti

Il webinar illustra le modifiche relative ad ammissione, prove d’esame e voto finale, introdotte nell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo dal D. Lgs. 62/2017, specificate dal D.M. attuativo n.741/2017 e dalla Nota ministeriale di accompagnamento n.1865/2017, in vigore dall’a.s. 2017/18.

Webinar giovedì 07 febbraio ore 16:30

Privato: La prova INVALSI di Italiano nella classe terza

Scuola secondaria di primo grado

con  Dino Cristanini

Com’è strutturata la Prova INVALSI di Italiano? Quali sono le novità della somministrazione computer based? Quali connessioni esistono con la certificazione delle competenze? Come progettare il miglioramento a partire dall’analisi degli esiti? Il webinar risponde a queste domande, anche attraverso l’analisi dei processi cognitivo-linguistici implicati dai quesiti.