Il colloquio, secondo la disposizione contenuta nel decreto legislativo n. 62/2017 (art. 8 comma 5), è «finalizzato a valutare le conoscenze descritte nel profilo finale dello studente secondo le Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alla capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, …».

Il successivo decreto ministeriale n. 741/2017, in modo più coerente con il contenuto del Profilo, parla di valutazione del «livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze descritte nel profilo finale dello studente previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione». Afferma, poi, che la gestione collegiale da parte della sottocommissione, presentata nel testo come condizione necessaria, deve porre attenzione «[…] alle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio». Occorre inoltre tener conto dei livelli di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, e per i percorsi a indirizzo musicale è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

Procediamo quindi a esaminare, in un’ottica di progettazione a ritroso, gli aspetti da accertare, così come descritti nelle norme citate, analizzandone le connessioni con le competenze chiave che costituiscono l’orizzonte di riferimento dell’azione formativa.

Capacità di argomentazione

In termini generali, è possibile definire l’argomentare come «un’attività comunicativa razionale, orale e scritta, consistente nell’elaborazione di un’argomentazione che ha uno dei seguenti scopi o entrambi:
a) sostenere una tesi;
b) persuadere un interlocutore od un uditorio».

In relazione al colloquio è utile anche una delle definizioni fornite dal vocabolario Treccani on line: «dimostrare con argomenti, con ragioni; addurre argomenti; ragionare, esponendo o discutendo». Sulla capacità di argomentare in modo efficace, di importanza fondamentale per ogni individuo, sicuramente ha un peso l’esperienza di apprendimento maturata. Nelle Indicazioni nazionali per il curricolo è possibile individuare gli elementi per la costruzione di un curricolo verticale sull’argomentazione, a partire dalla scuola dell’infanzia, caratterizzato da gradualità e progressività. Risulta molto utile in proposito l’analisi condotta da Lina Grossi, che ricostruisce in modo articolato come nei documenti istituzionali e nei framework delle indagini nazionali e internazionali, siano disponibili indicazioni su come progettare e realizzare percorsi di apprendimento mirati allo sviluppo delle capacità di argomentazione, in relazione a quali obiettivi e mediante quali contenuti. Come si sottolinea nel contributo citato è «attraverso la dialettica e il confronto delle idee che si struttura la convivenza civile nelle società democratiche e, per questa ragione, è essenziale uno spazio specifico in ambito educativo per sviluppare le competenze di argomentazione, a partire dalla scuola dell’infanzia». Le “linee portanti in materia di dialogo discussione argomentazione” individuate sono sostanzialmente tre:

• l’interazione collaborativa e costruttiva, sia nella produzione orale sia in quella scritta, propria di una educazione improntata al pluralismo culturale;

• l’argomentare su conoscenze e concetti utilizzando il linguaggio specifico delle discipline;

• il ragionamento critico, che caratterizza il secondo biennio e l’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado.

Se è vero che l’argomentazione costituisce un’attività transdisciplinare per la sua trasversalità, nel contributo si sottolinea come «i contenuti di studio di alcune discipline offrano una curvatura più evidente e una solida base per stimolare una riflessione articolata e sistematica e per sviluppare competenze di argomentazione».

Si evidenzia poi come trasversalità e metacognizione siano le dimensioni in cui si colloca l’insegnamento della lingua italiana che, in tale grado di scuola, «prevede un consolidamento delle quattro abilità linguistiche con una decisa curvatura nella direzione delle abilità di argomentazione». Nel richiamare le finalità generali della scuola secondaria di primo grado previste dalle Indicazioni per il curricolo, si ribadisce che è responsabilità di tutti i docenti garantire la padronanza della lingua italiana e che è necessario, in termini di ambiente di apprendimento, realizzare attività didattiche in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa; si evidenzia poi che puntuali indicazioni sono rinvenibili non solo nei traguardi per lo sviluppo delle competenze e negli obiettivi di apprendimento previsti per italiano e in storia, ma anche in matematica, disciplina «in cui la capacità di argomentare si esplicita attraverso la capacità comunicativa».