L'esame di Stato per la scuola secondaria di primo grado

Le specifiche disposizioni per gli alunni con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento

La normativa

L’art. 11 del decreto legislativo 62/20017 e l’art. 14 del decreto ministeriale 741/2017 sono dedicati alla valutazione degli alunni con disabilità e di quelli con disturbi specifici di apprendimento. L’ammissione all’esame degli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992  è deliberata tenendo come riferimento il piano educativo individualizzato. Essi sostengono le prove d’ esame al termine con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario, utilizzato nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del piano educativo individualizzato o comunque ritenuto necessario allo svolgimento delle prove.

La Sottocommissione, sulla base del piano educativo individualizzato relativo alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza eventualmente prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone prove differenziate idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

La valutazione

Agli alunni con disabilità che non si presentano agli esami viene rilasciato un attestato di credito formativo, che costituisce un titolo valido per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale, ai soli fini del riconoscimento di ulteriori crediti formativi da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione.

Per quanto riguarda gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge n. 170/2010, l’ammissione e la partecipazione all’esame sono coerenti con il piano didattico personalizzato predisposto dal consiglio di classe. Per lo svolgimento delle prove d’esame la commissione può riservare agli alunni con DSA tempi più lunghi di quelli ordinari. L’utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici può essere consentita solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.

Un principio generale, esplicitato nel Decreto ministeriale 12 luglio 2011 di attuazione della legge n. 170/2010 e da successive note MIUR, è quello di utilizzare modalità che consentano allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, prevedendo particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno il clima durante l’esame e adottando criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma. Se la certificazione prevede la dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, la sottocommissione stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta.

Se l’alunno, in casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbidità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, su richiesta della famiglia e con l’approvazione del Consiglio di classe, è stato esonerato dall’insegnamento delle lingue straniere e ha seguito un percorso didattico personalizzato, in sede d’esame sostiene prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, con valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma. Anche questa è una novità rispetto al decreto ministeriale 12 luglio 2011, che in tal caso (art. 6, comma 6) prevedeva che venisse rilasciata solamente l’attestazione di cui all’art. 13 del DPR n. 323/1998.

Per gli alunni con altri tipi di bisogni educativi speciali, formalmente individuati dal consiglio di classe, il decreto legislativo 62/2017 non contiene specifiche disposizioni.

In classe

In relazione a questi casi sembra logico agire in analogia a quanto previsto dall’ordinanza ministeriale sugli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, secondo la quale occorre consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato, anche concedendo strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per gli studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.