La capacità di studiare

Imparare a studiare

puntata 2

Il processo di conoscenza

Metodo, tecnica, strategia, abilità, capacità: chiarimenti terminologici

La conquista più significativa intervenuta in anni recenti in ambito scolastico riguarda il ruolo prioritario assunto dagli allievi nei processi di conoscenza, complici gli studi sull’apprendimento, oltre ai cambiamenti sociali, tecnologici e culturali in atto.
Pur da angolature diverse, il motivo ricorrente risiede nell’idea che l’allievo impara nella misura in cui è attivamente coinvolto nei processi di apprendimento, li sa controllare, gestire e regolare. Ne consegue l’insoddisfazione crescente verso modelli trasmissivi di lavoro in classe, rappresentati dal metodo espositivo che trova nella lezione frontale la massima espressione. Ferve allora la ricerca sull’insegnare a studiare, in risposta all’urgenza di innovare la didattica con metodi, strategie e tecniche diretti a mobilitare le risorse cognitive e motivazionali degli allievi, nel tentativo di renderli alleati del processo di conoscenza.

Prima di illustrare i nodi cruciali dell’imparare a studiare, è opportuno chiarire alcune espressioni usate talora in modo improprio o con scarsa consapevolezza della portata semantica, fra queste: “metodo”, “tecnica”, “strategia”, “abilità” e “capacità”.

Metodo

Dalle teorie dell’apprendimento agli obiettivi didattici

In campo didattico, il termine ricorre in una duplice accezione. In senso ampio, il metodo indica un insieme strutturato e organico di operazioni volte a pianificare le pratiche didattiche. I metodi si richiamano alle teorie dell’apprendimento, da cui derivano principi, obiettivi e attività. Nell’accezione ristretta, il metodo designa un insieme di scelte didattiche congruenti e organizzate per conseguire degli obiettivi in determinati campi del sapere: ad esempio, i metodi per la prima alfabetizzazione o, per l’appunto, quelli per insegnare a studiare. Questi ultimi conobbero grande diffusione nella seconda metà del secolo scorso: si focalizzarono dapprima sul materiale di studio; poi, quando la ricerca portò in primo piano le variabili del lettore, essi registrarono uno spiccato orientamento verso gli aspetti strategici, al fine di rafforzare consapevolezza, controllo e motivazione dell’allievo.

Tecnica

Un insieme di regole pratiche da seguire nello svolgimento di un’attività

Il termine mette in rilievo l’aspetto esecutivo e applicativo di una sequenza di operazioni atte a garantire la correttezza procedurale. Il consolidamento di una tecnica richiede esercizio; ad esempio, la tecnica per imparare a suonare uno strumento musicale o la tecnica delle operazioni algebriche. La padronanza sicura di una tecnica dà luogo a routine esecutive che consentono di velocizzare lo svolgimento di un compito o di un’attività. Nello studio è frequente il ricorso a tecniche di vario tipo, come sottolineare informazioni importanti e dividere il brano in paragrafi.

Strategia

Il “piano” per raggiungere l’obiettivo

una forma di conoscenza intelligente usata intenzionalmente per riuscire in un compito e risolvere un problema in modo efficace: è assimilabile al concetto di piano, cioè una sequenza di decisioni assunte scegliendo tra più alternative, al fine di conseguire un obiettivo (Cisotto, 2016). Una strategia efficace per lo studio consiste, ad esempio, nel prendere appunti durante la lettura per fissare le idee importanti, oppure nell’organizzare il tempo di studio. Rispetto al termine precedente – tecnica –, il concetto di “strategia” introduce un cambio di prospettiva, poiché porta in primo piano le risorse cognitive e/o pratiche dello studente. Lo studio richiede l’impiego di molte strategie che analizzeremo fra poco.

Abilità o know how

L’applicazione di conoscenze e processi

Il termine indica un sapere procedurale esperto riferito alla capacità di applicare conoscenze e di utilizzare processi per portare a termine dei compiti e risolvere problemi (Raccomandazione del Parlamento Europeo, 2008). Lo sviluppo di un’abilità è stimolato dall’utilizzo ricorsivo di strategie; il crescere dell’abilità si accompagna, a sua volta, a un uso mirato di strategie, una sorta di circolo virtuoso che rende le prestazioni via via più rapide, precise e adatte a scopi definiti. Ad esempio, elaborare dei piani prima di intraprendere un compito incrementa l’abilità di pianificare; monitorare lo svolgimento di un’attività incentiva l’attitudine a esercitare un controllo sulle operazioni in corso.

Capacità

Conoscenze, strategie e atteggiamenti per affrontare lo studio

Include un insieme strutturato di conoscenze e abilità, ma anche l’impiego di strategie per farne usi appropriati in specifiche situazioni di apprendimento o di lavoro, oltre che un complesso di atteggiamenti (impegno, persistenza…) atti ad affrontare la complessità dello studio. Nel concetto più ampio di capacità o competenze sono contemplate altre componenti centrali per lo studio: gli aspetti motivazionali e gli atteggiamenti che non vengono illustrati in modo adeguato e preciso dai termini precedentemente spiegati.

Qual è allora l’espressione più adatta per riferirsi all’imparare a studiare? In quanto pone l’accento sulla combinazione dinamica di conoscenze, abilità e atteggiamenti, l’imparare dai testi è ben rappresentato dall’espressione “capacità di studio”. Il volume preferisce e adotta questa espressione, poiché la prospettiva sottesa comporta un profondo cambiamento della didattica: per insegnare a studiare, l’insegnante dovrà curare sia buoni metodi e tecniche per l’apprendimento dei contenuti del testo, sia strategie e climi favorevoli allo sviluppo di autonomia e motivazione dell’alunno.

Ciò significa fare in modo che lo stile di lavoro in classe sia diretto a rendere lo studio un’opportunità per disciplinare il rapporto degli allievi con se stessi, con la conoscenza
e con i modi della sua acquisizione.

Nonostante rappresenti una competenza di natura trasversale, importante per il successo scolastico, solo di recente si è iniziato a ritenere la capacità di studiare suscettibile di essere insegnata in ogni disciplina e grado scolastico. Anche nella scuola superiore e all’università è possibile migliorare il rapporto instaurato dall’allievo con lo studio nel corso della scolarità o, quanto meno, occorre fare in modo che un buon rapporto non si deteriori.