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Progettare il curricolo verticale

puntata 1

Il processo di costruzione del Curricolo d’istituto

Il Curricolo d’Istituto viene elaborato a partire dal quadro di riferimento definito dalle
Indicazioni nazionali, e in particolare dal Profilo dello studente previsto al termine del primo ciclo di istruzione, il quale è derivato dalle otto competenze chiave
europee. Il Profilo descrive in forma essenziale le competenze che lo studente in uscita dovrà padroneggiare, che sono poi declinate dalle Indicazioni stesse in traguardi per lo sviluppo della competenza e in obiettivi di apprendimento (vedi Approfondimento 2.3).

In particolare, i traguardi per lo sviluppo delle competenze rappresentano mete del percorso di acquisizione di competenze messo in atto dall’alunno e costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese. Gli obiettivi di apprendimento rappresentano pietre miliari in grado di delineare e strutturare i percorsi formativi, utili anche per capire se i percorsi seguono le giuste direzioni e per monitorarne gli esiti.
La redazione del Curricolo d’Istituto è preferibilmente curata dai Dipartimenti, ossia articolazioni del Collegio dei docenti che raggruppano insegnanti della stessa disciplina o di aree contigue e ne promuovono il lavoro cooperativo per quanto riguarda sia la definizione degli obiettivi sia i mezzi per raggiungerli (azioni didattiche) e per controllarne il raggiungimento (azioni valutative).

Il dipartimento

Il Dipartimento è il luogo in cui i docenti della stessa disciplina si confrontano e predispongono strategie, percorsi didattici, ambienti di apprendimento, prove e criteri di valutazione. Attraverso la definizione dei nuclei fondanti della disciplina (ossia i saperi essenziali, strategici, ricorrenti, che la strutturano), il Dipartimento stabilisce il contributo che essa può dare al conseguimento delle competenze previste nel Profilo. Esso definisce poi la progressione degli apprendimenti, allo scopo di dare alle acquisizioni la giusta propedeuticità e di porre agli alunni i traguardi giusti al momento giusto, tenendo anche conto della tipologia di studenti presenti sul territorio e dei vincoli, delle esigenze e delle opportunità che il territorio stesso esprime.

Laddove l’Istituto non preveda i Dipartimenti, tale ruolo può essere svolto dal Collegio dei docenti o da articolazioni funzionali di esso, quali ad esempio gruppi di lavoro nominati ad hoc, che redigono il Curricolo e ne diffondono l’adozione presso l’intero Collegio.
Il Curricolo deve esprimere un’organizzazione verticale (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado), che ottimizzi e razionalizzi il tempo scuola, e una orizzontale, che faccia sì che tutti gli insegnanti di una data disciplina lavorino in modo coordinato (anche con i docenti delle altre discipline), condividendo obiettivi, strategie e attività didattiche, prove e criteri di valutazione, ottimizzando e razionalizzando il tempo dedicato alla progettazione di attività didattiche e valutative (se ciascun insegnante condivide con gli altri sia gli obiettivi sia i propri materiali e le attività formative, lo sforzo di progettazione viene ottimizzato, perché il Dipartimento o il gruppo di lavoro svolge in team il lavoro che altrimenti dovrebbe fare il singolo insegnante). In particolare, è importante il raccordo tra i diversi tipi di scuola, non solo nei momenti di passaggio ma lungo tutto l’arco della formazione.

Il monitoraggio

Allo scopo di controllare la bontà delle scelte fatte dai Dipartimenti e discusse nel Collegio dei docenti, è importante stabilire azioni di monitoraggio dell’applicazione e dell’efficacia del Curricolo, in termini di controllo periodico dell’attuazione di quanto indicato, dei processi effettivamente messi in atto, degli esiti ottenuti, delle criticità emerse e dei punti di forza percepiti. Nel caso in cui sorgano problematiche di attuazione o divergenze tra quanto deciso e quanto di fatto si sta realizzando, è necessario un intervento tempestivo per capirne le ragioni e mettere in atto interventi correttivi. La documentazione delle pratiche messe in atto, ad esempio con diari di bordo, in cui l’insegnante annota periodicamente quali elementi del Curricolo ha messo in atto e come, è una buona modalità di raccogliere dati utili al monitoraggio. Altre modalità fanno riferimento alle prove di valutazione svolte dai ragazzi, a sessioni di interosservazione (osservazione “incrociata” tra insegnanti, in cui un docente osserva sistematicamente l’attività di un collega e viceversa).