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Alla scoperta degli ingredienti cosmetici: le regole, la sicurezza, le funzioni

Vincenzo Rialdi (Presidente di MAPIC Gruppo materie prime per l’industria cosmetica e additivi per l’industria cosmetica e farmaceutica di Federchimica-AISPEC)

Secondaria di 2° grado - Chimica

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Dal dentifricio alla crema da notte, passando per profumi, rossetti, shampoo e balsami: ogni prodotto cosmetico contiene ingredienti fondamentali che gli permettono di funzionare ed essere sicuro per la nostra salute.

Da essi dipendono, infatti, in larga parte sicurezza, stabilità e funzionalità del prodotto finito.

Eppure, come accade spesso ai prodotti dell’industria chimica, gli ingredienti cosmetici sono vittima di falsi miti che generano timori infondati e illusorie aspettative nel consumatore, quando dovrebbero invece essere riconosciuti come preziosi alleati.

Si pensa addirittura che un prodotto cosmetico sia migliore o più sicuro di altri se presenta solo ingredienti naturali o addirittura se non contiene alcuni ingredienti, secondo una cultura del “senza”. 

Cosa fare per evitare tutto questo? Da un lato dobbiamo diventare consumatori più consapevoli e informarci, senza cadere vittima di pregiudizi da pseudoscienze. Dall’altro, tutta la filiera deve supportare la consapevolezza del consumatore favorendo una corretta comunicazione e tenendo presente che quello che un consumatore vede è solo il prodotto cosmetico finito. 

Per essere inserito in un prodotto e svolgere le sue funzioni, ogni ingrediente cosmetico è oggetto di articolati processi di ricerca, di produzione e di verifica regolatoria. Questi passaggi operativi coinvolgono una filiera molto articolata e complessa che, partendo dalla chimica di base, passa attraverso la produzione di eccipienti, sostanze funzionali e fragranze per giungere alla produzione e al confezionamento del cosmetico pronto all’uso.

Ogni fase è attentamente controllata da un imponente impianto normativo, che prevede specifici e inderogabili requisiti. Ogni sostanza ammessa è sicura nelle quantità e nelle modalità d’uso secondo quanto stabilito dal Regolamento europeo sui prodotti cosmetici 1223/2009 che stabilisce nei propri allegati, con estrema chiarezza, quali sostanze sia lecito o meno utilizzare e con quali eventuali restrizioni.

La sicurezza e la trasparenza dell’ingrediente nei confronti dell’ambiente, dell’operatore e del consumatore è anche garantita dal Regolamento CE 1907/2006 «REACh» e dal Regolamento CE 1272/2008 «CLP».  

Per quanto riguarda il trend del «naturale», sappiamo bene che «naturale» e «sostenibile» sono due concetti che non necessariamente coincidono: una sostanza definita naturale può avere un impatto anche molto più importante di una sostanza di origine sintetica.  Per non cadere nell’errore di considerare invece tutto ciò che è di sintesi come pericoloso e nocivo, abbiamo a disposizione il Life Cycle Assessment (LCA), strumento che ci insegna a considerare tutti gli impatti di un prodotto nel suo intero ciclo di vita. 

Abbiamo quindi spiegato quanto sia sicuro l’uso degli ingredienti cosmetici, vediamo ora un esempio che riguarda una classe di ingredienti da tempo sulla bocca di tutti.

Parliamo dei conservanti che possono essere sostanze naturali, o di sintesi, aggiunte alla formulazione dei cosmetici per svolgere un’azione protettiva che rende il prodotto cosmetico sicuro dal punto di vista microbiologico durante tutto il suo periodo di utilizzo. Se i cosmetici non contenessero sostanze conservanti, sarebbero soggetti ad alterazioni che potrebbero provocare irritazioni, infiammazioni, infezioni della pelle, mettendo a rischio la nostra salute.

Fra i conservanti più criticati vi sono i «parabeni». In commercio si trovano cosmetici che affermano di esserne privi, lasciando intendere che tali prodotti  siano più sicuri di quelli che li contengono. È bene precisare che la definizione non è fondata su presupposti scientifici ma è solo una scelta di marketing; fra l’altro un claim del genere “senza parabeni” non è ammesso in quanto denigratorio di una classe di ingredienti autorizzati per legge e quindi lecitamente impiegati senza alcun rischio per il consumatore.

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