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Didattica inclusiva in presenza e a distanza

di Paola Ethel Demarchi e Elisabetta Robotti

Secondaria di 1° grado - MATEMATICA

Dalla didattica a distanza nuovi spunti per strumenti inclusivi

Nei mesi di didattica a distanza, docenti e studenti si sono trovati di fronte ad un nuovo modo di insegnare e di apprendere. Fin da subito, sono stati sottolineati alcuni aspetti negativi della didattica a distanza, come la difficoltà di interazione durante le lezioni, la mancanza di relazione tra studenti o tra studenti e docenti, la difficoltà nel portare avanti attività laboratoriali o lavori di gruppo. Un’osservazione più attenta ha però rivelato un aspetto forse inatteso: alcuni studenti, solitamente in difficoltà durante le lezioni in presenza, nella didattica a distanza riescono a stare al passo, pongono domande o propongono soluzioni. 

Sono stati gli stessi studenti a spiegare il perché di questo cambiamento. Le numerose risorse (videolezioni registrate, file condivisi e modificabili, esercizi interattivi e attività laboratoriali) messe a disposizione dai docenti possono essere personalizzate in base alle proprie caratteristiche e ai propri tempi. Ad esempio, è possibile fermare una videolezione per tornare indietro se non è chiaro un concetto, o anche solo per poter dividere in momenti diversi l’ascolto e la stesura degli appunti, oppure è possibile mettersi in gioco in un’attività laboratoriale, seguendo le indicazioni fornite dal docente, con la possibilità di ricominciare tutto da capo anche più volte, senza essere costretti a rispettare dei tempi troppo stretti (come invece accade durante una lezione in presenza).

Molti strumenti utilizzati durante la didattica a distanza hanno mostrato aspetti inclusivi che meritano di non andare persi. Sarebbe quindi utile continuare ad utilizzarli, affiancandoli alle attività didattiche in presenza, in modo da offrire ad ogni studente la possibilità di personalizzare il proprio percorso di apprendimento. 

Didattica della matematica inclusiva: spunti per laboratori a distanza                                    

La tecnologia è diventata la nostra nuova casa, la nostra nuova scuola e abbiamo  capito che può esserci utile nel perseguire obiettivi di inclusione per un insegnamento e apprendimento della matematica efficace, che consenta di accedere ai significati matematici.  Alcuni software, infatti, possano contribuire a creare situazioni che danno senso ai concetti matematici e danno accesso a rappresentazioni con le quali agire su tali oggetti. Un esempio è costruire significati per oggetti come “variabile”, “equazione” o “risolvere un’equazione”. A titolo esemplificativo, facciamo  riferimento al software AlNuSet, che consente all’insegnante di guidare gli studenti nella costruzione dei significati algebrici e della manipolazione algebrica. Facciamo riferimento anche all’applicazione web free Desmos, nella quale l’insegnante può impostare un lavoro di classe su percorsi didattici a tema già costruiti (o può costruire lui stesso un percorso) e nella quale le diverse rappresentazioni formali e non formali degli oggetti matematici, incluse le azioni richieste su di essi, contribuiscono a delinearne i significati. 

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https://www.rizzolieducation.it/eventi/didattica-inclusiva-in-presenza-e-a-distanza/

Per approfondire

  • Articoli sulla didattica inclusiva a distanza dal sito del Centro studi Erickson:
  • Software di matematica: 

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