Rivista

Oltre l’emergenza: una didattica digitale sempre integrata

di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi

02 - NOVEMBRE

Il tema della Didattica Digitale Integrata è attualmente al centro del dibattito pedagogico e non solo. Uno dei fraintendimenti più evidenti a cui stiamo assistendo è l’accostamento della DDI alla chiusura delle scuole. Invece di essere visto come strumento per il potenziamento del successo formativo o ambito sul quale formare le nuove generazioni, il digitale viene proposto come “surrogato” della formazione in presenza.

Sgomberato il campo da questa prospettiva nella quale non ci ritroviamo, proviamo a entrare nel merito di come si può rendere più efficace il rapporto di insegnamento-apprendimento nelle situazioni in cui una classe viene posta in quarantena o, addirittura, in situazione di lockdown generalizzato. Ovviamente, non riproponendo attività o modelli didattici tipici della didattica in presenza. La lezione frontale, che già in condizioni di normalità è di dubbia efficacia, in modalità streaming non incentiva certamente attenzione e partecipazione.

Si possono, invece, sperimentare modelli alternativi che -una volta tornati in aula- potrebbero rappresentare buone pratiche da riprendere e consolidare. Un esempio tipico è costituito dal lavorare per sfide. Alla classe viene assegnata la risoluzione di un problema sfidante, la cui soluzione è aperta: non si tratta, cioè, di un classico problema scolastico nel quale la soluzione si ottiene applicando l’algoritmo corretto. Al contrario, la sfida è di tipo creativo e la correttezza dello svolgimento è data dall’efficacia della soluzione. 

In un approccio di questo tipo, ha un grande rilievo il tema della progettazioneLa gestione dei tempi, per esempio, può prevedere brevi momenti di collegamento sincrono in cui il docente definisce alcuni aspetti del compito, fornisce indicazioni e supporto ai gruppi di lavoro. La parte più consistente dell’attività andrà poi svolta in modalità asincrona senza sottovalutare il ruolo dell’analogico. La restituzione sarà prevedibilmente un momento da svolgere in plenaria. In modo del tutto simile, andranno progettati gli spazi: in condizioni di lockdown o quarantena, si potrà tenere presente che gli spazi della casa possono essere interpretati come “laboratori”.

Emerge, da queste brevi note, una didattica digitale veramente integrata, nella quale la flessibilità degli strumenti a disposizione permette una sostanziale personalizzazione dei processi di apprendimento. Potenzialità delle quali sarebbe un peccato non approfittare anche al di là dei periodi di emergenza.

Gli autori

Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi sono insegnanti di scuola primaria, autori di libri di testo, guide e materiali didattici. Sono formatori sui temi della didattica per il Centro Studi Erickson.