Rivista

Sanità pubblica o sanità privata?

di Sergio Manca, Giulio Manzella e Simona Variara

Sanità pubblica o sanità privata?

L’attuale normativa prevede che uno studente che presenta sintomi riconducibili al Covid-19 debba sottoporsi a tampone per poter accedere nuovamente a scuola. Lo Stato garantisce, tramite il SSN, la possibilità di poter effettuare gratuitamente il tampone; tuttavia le tempistiche statali spesso non sono compatibili con quelle delle famiglie, che possono avere dei problemi a gestire l’isolamento dei figli per troppi giorni. Aspettare i tempi del Servizio nazionale o rivolgersi alla sanità privata, che fornisce prestazioni più veloci però a fronte di una spesa che spesso non è alla portata di tutte le tasche?

Due sistemi a confronto

Per tutelare la salute, oggi nel mondo sono diffusi due modelli principali di assistenza sanitaria. In Italia, dal 1978, come nella maggior parte dei paesi europei si segue il modello del Servizio sanitario nazionale (SSN), con il quale lo Stato si prende interamente carico dell’assistenza, che è finanziata attraverso il prelievo fiscale. 

Il modello SSN si basa sui tre principi fondamentali di universalità:

  • Promuovere e mantenere la salute fisica e psichica (il benessere) di tutta la popolazione
  • Uguaglianza
  • Equità  

I principi di universalità stanno a significare che non vi sono distinzioni sociali ed economiche né disparità di trattamento. 

Il modello delle Assicurazioni private di malattia (APM), secondo il quale l’assistenza sanitaria non viene erogata dallo Stato, ma da strutture private, si basa su principi del tutto diversi.

Le APM sono finanziate da polizze assicurative stipulate dai singoli cittadini, ne consegue perciò che i cittadini senza assicurazione non sono assistiti. Il modello APM è tipico degli Stati Uniti, dove il governo federale garantisce l’assistenza di base agli anziani e ai nullatenenti, ma esclude dal suo target tutti gli altri cittadini, che quindi devono tutelarsi stipulando polizze sanitarie private. 

Un po’ di storia…

In passato, in Italia come in larga parte del mondo, le funzioni dello Stato in campo sanitario erano concepite come una questione di pubblica sicurezza: le malattie (come l’epidemia di spagnola diffusasi al termine della Grande Guerra) erano considerate un nemico della nazione, pertanto la difesa da queste ultime era affidata al Ministero degli Interni, che vigilava sul funzionamento delle strutture sanitarie. 

In quel contesto, il malato aveva un ruolo secondario: l’attenzione delle strutture sanitarie non era concentrata sulla sua persona, bensì sul “problema” della malattia. Soltanto nella seconda metà del Novecento si è passati dal concetto antiquato di “sanità” (l’eliminazione delle malattie) a quello di “salute” (lo stare bene della persona, il suo benessere). 

Nel 1946 lo statuto dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha stabilito il principio che “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un’assenza di malattia o di infermità”. Nel 1948 la Costituzione della Repubblica italiana ha adottato il concetto dell’OMS. 

Pubblico o privato: qual è il sistema migliore?

Tornando quindi ai due modelli sanitari, essi possono offrire diversi vantaggi e svantaggi e non è facile compararli. I sistemi APM escludono una parte della popolazione (punto di debolezza), ma la quota restante è servita bene (punto di forza). I sistemi SSN assistono tutti (punto di forza), ma talvolta in maniera poco efficace (punto di debolezza). 

In generale comunque è bene tenere presente che oggi, “essere in salute” non significa soltanto “non avere patologie o malattie”, ma vuol dire “stare bene”; e il benessere è legato alla sfera dell’attività e della partecipazione sociale, cioè dell’inclusione. 

Discutiamone in classe: suggerimenti per un debate

Da una parte un gruppo sosterrà i vantaggi della sanità privata, dall’altra quelli della sanità pubblica. Ricordate di tenere presente, oltre a quelli già indicati, anche altri fattori come il prelievo fiscale a carico dei cittadini, l’aspettativa di vita del nostro paese ecc. 

Materiale aggiuntivo