Rivista Primaria

Storytelling

di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi

Primaria
11 - OTTOBRE

Se ne parla tantissimo: “storytelling” è una parola di successo e come tale viene impiegata negli ambiti più disparati. Esiste lo storytelling della politica o della pubblicità, prodotto in modo digitale o basato sulla sola parola. Ma che cos’è, esattamente, lo storytelling? E perché dovrebbe interessare la didattica?

Partiamo da lontano, più o meno dal significato del termine. Storytelling in italiano può essere tradotto come affabulazione e quindi richiama l’atto del narrareSe fosse solo questo, però, avrebbe un campo molto limitato e interesserebbe solo gli appassionati di storie e gli scrittori o le scrittrici di professione. In realtà è molto di più. Una persona che fa storytelling usa i principi della narratologia per inquadrare gli eventi della realtà circostante e per spiegarli al meglio, per arrivare in modo più efficace al destinatario della comunicazione.

Per questo, uno storytelling efficace si basa sicuramente su una buona trama, ma è l’impiego delle emozioni a rendere la comunicazione davvero efficace. Un esempio tipico può essere ricavato dall’impiego dello storytelling nella pubblicità. Difficilmente un’auto viene presentata con un puntuale e dettagliato elenco di prestazioni meccaniche. È più comune che la pubblicità giochi a coinvolgere le emozioni di eventuali acquirenti.

Così, in ambito didattico, se è evidente la connessione tra lo storytelling e discipline come lingua italiana, dove il tema della narrazione e delle emozioni è centrale, non deve sfuggire che l’arte di raccontare è trasversale e può fare la differenza tra una buona e una cattiva lezione. Un efficace storytelling può accompagnare anche discipline apparentemente lontane (un esempio classico: la matematica), rendere più facilmente comprensibili concetti complessi attraverso esempi vicini al vissuto delle persone e alle loro emozioni. È proprio la vicinanza, la chiave di ogni analisi dello storytelling.

Ogni discorso narrativo, digitale o analogico, collocato in ambito didattico o fuori dal contesto scolastico, parte da un’esperienza che può essere definita come “comune”. Attraverso la condivisione delle storie si mette ordine e si dà senso alle esperienze quotidiane. Il vissuto umano diventa comunicabile, comprensibile e può essere quindi ricordato.

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