Rivista

Un nuovo modo di valutare: la valutazione solidale

di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi

01 - OTTOBRE

Di tutte le parole chiave della didattica, “valutazione” è probabilmente la più ambigua. Essa nasce infatti con una precisa funzione selettiva – valutare per misurare un insieme di capacità o prestazioni- ma ha assunto via via i caratteri di un meccanismo di feedback della programmazione.

L’insegnante, in pratica, delinea un percorso e stabilisce alcune tappe di revisione in base alla ricaduta sulla classe. Allo stesso tempo, la pratica della valutazione ha una funzione formativa perché entra in comunicazione con le potenzialità e le difficoltà di  ogni alunno e di ogni alunna.

L’elemento di ambiguità è dovuto al fatto che il passaggio dalla valutazione come selezione alla sua funzione formativa è stato costantemente messo in discussione (basti pensare alla re-introduzione dei voti in decimi e alle iniziative volte a facilitare le bocciature nella scuola primaria).

Oggi viviamo una fase ancora diversa, caratterizzata da una visione della valutazione come strumento che “concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo”. È quanto espressamente previsto dall’articolo 1 del DL 62/2017.

Dobbiamo ripensare la valutazione, quindi. Non più strumento di selezione, né solo ingranaggio della didattica: la valutazione è uno dei dispositivi che devono essere pensati per arrivare al successo scolastico.

Come questo possa avvenire è chiaramente indicato nello stesso articolo di legge: promuovendo l’autovalutazione.

È per questo che, a nostro avviso, la valutazione dovrebbe compiere un balzo in avanti e strutturarsi intorno a un nuovo paradigma che abbiamo definito “solidale”.

La “valutazione solidale”, infatti, è effettuata mettendo insieme e unendo punti di vista diversi: quello dei docenti, degli alunni e delle alunne, dei genitori e di tutte le figure che entrano in gioco. Essa è praticata nel riconoscimento del valore e della diversità dell’altro.

Una valutazione di questo tipo è possibile. Abbiamo strumenti, stiamo mettendo in pratica procedure e, nei limiti delle pratiche interne alla scuola -primo fra tutti la ricerca azione- stiamo verificando risultati positivi e un generale effetto di empowerment.

Gli autori

Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi sono insegnanti di scuola primaria, autori di libri di testo, guide e materiali didattici. Sono formatori sui temi della didattica per il Centro Studi Erickson.