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A proposito di valutazione… ora le novità vere!

di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi

Primaria
17 - APRILE

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Ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno. Come ogni anno scolastico, è il momento in cui  in molti team si inizia a mettere ordine nelle verifiche, proporre le ultime prove dell’anno, cominciare a fare mente locale sulle valutazioni.

Ormai possiamo dare per acquisito il superamento dei voti in decimi: non si tratta più di una novità e in pratica non ne discute più nessuno.

Non possiamo, però, dare per pienamente raggiunto il vero cambiamento nel processo di valutazione proposto dall’Ordinanza Ministeriale 172 del 2020, ovvero le quattro dimensioni attraverso le quali possiamo descrivere l’apprendimento.

Le ricordiamo velocemente:

  1. a) l’autonomia dell’alunno, cioè la capacità di portare a termine un’azione senza alcun intervento diretto del docente;
  2. b) la tipologia della situazione, cioè la capacità di affrontare una situazione non introdotta in precedenza nella vita della classe;
  3. c) le risorse mobilitate, cioè la capacità di far riferimento a risorse proposte dall’insegnante o reperite spontaneamente dall’alunno o dall’alunna.
  4. d) la continuità con la quale un comportamento ritenuto idoneo viene messo in atto un apprendimento si manifesta.

Queste quattro dimensioni rischiano di restare lettera morta, se le prove di verifica proposte in classe non subiscono alcun cambiamento rispetto al passato.

E’ evidente che, se le prove continuano a basarsi su quiz a risposta multipla o domande a cui rispondere, magari per restituire l’appreso, è difficile che si possa indagare la dimensione delle diverse tipologie della situazione. 

Sarà necessario, quindi, predisporre prove di verifica complesse (che non vuol dire difficili), nelle quali i bambini e le bambine abbiano un sufficiente margine di manovra e possibilità di iniziativa. Allo stesso modo, per verificare la capacità di mobilitare le risorse per risolvere una situazione problematica, la classe dovrebbe avere la ovvia possibilità di reperire in modo autonomo le informazioni necessarie e delle risorse utili. In particolare, quest’ultima osservazione dovrebbe portare con sè una riflessione sull’accesso a Internet e sull’uso dei device durante le prove di verifica.

Le prove dovrebbero poi avere una caratteristica imprenscindibile: l’apertura. L’apertura nella consegna, anzitutto: è importante che i bambini e le bambine abbiano chiaro il compito che devono portare avanti o il prodotto che dovranno realizzare, ma dovrebbe essere libera la possibilità di scegliere come procedere, di scegliere quali risorse utilizzare, come presentare il compito o il prodotto e così via. In questo modo, ciascuno/a troverà la strada più adatta a sé per muoversi nel compito assegnato. E tutti/e riusciranno a produrre qualcosa. Che cosa c’è di più inclusivo? Non solo. Con le prove aperte a diverse soluzioni, sarà più naturale per noi osservare le quattro dimensioni che nella valutazione definiscono i livelli (da in via di prima acquisizione ad avanzato). Non meno importante, infine, solo con consegne aperte possiamo lasciare spazio alle soluzioni creative dei nostri alunni e delle nostre alunne. Le prove che proponiamo dovrebbero avere il carattere del problem solving, che necessita anche del pensiero creativo. La creatività, in fondo, è intelligenza in azione.

Tra le caratteristiche delle prove per la valutazione è importante non dimenticare la novità. Se ci dobbiamo muovere anche in “situazioni non note”, va da sé che dobbiamo creare occasioni per la classe di agire in compiti che pongono elementi di novità. Anche questo ci obbliga a ripensare le classiche verifiche, e a utilizzarle in modo completamente nuovo. 

A proposito di novità, adesso che nessuno discute più nel merito del  “passaggio dai voti in decimi ai giudizi descrittivi”, forse è arrivato il momento di riflettere davvero sulle novità introdotte dalla recente normativa sulla valutazione. 

Novità, queste, che hanno un impatto considerevole sulla didattica e sul fare scuola quotidiano.

Buon lavoro a tutte e a tutti.

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