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È arrivato un mostro! Una lezione sul concetto di pregiudizio

di Gloria Ragni

Primaria
16 - MARZO

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Questa attività è volta ad accompagnare i bambini a riflettere sul concetto di pregiudizio e sul valore dell’inclusione. Rientra principalmente nelle discipline di italiano e di educazione civica. Indicativamente la durata di questo laboratorio è di due ore; i destinatari sono i bambini e le bambine dalla classe quarta.

Fase 1

Leggere con i bambini – in modo drammatizzato – la lettura (che potete scaricare qui), avendo cura di assegnare a ciascuno la propria parte. Invitare ad imitare con il corpo i gesti e i movimenti dei personaggi.

Si tratta di una storia scritta da Bruno Ferrero, tratta dal libro “Nuove storie per la scuola e la catechesi”. Racconta di un mostro all’apparenza pauroso e che suscita disgusto e ribrezzo, affetto da un tremendo raffreddore. Gli abitanti del ridente paesino Dolceacqua lo temono e vorrebbero trovare il modo per cacciarlo. Un bel giorno si recano presso la caverna nera dove si è rifugiato con l’intento di allontanarlo a colpi di mattoni, ma la vicenda non si evolve come previsto e il mostro abbatte tutti i pregiudizi sul suo conto.

Fase 2

Dopo aver letto e drammatizzato il racconto, i bambini disegnano un mostro al centro della pagina del quaderno e, attorno ad esso, scrivono tutte le parole che tale storia ha suscitato in loro. L’insegnante li sollecita a motivare la scelta di ogni termine.

Fase 3

 Il docente – se ancora non è emerso – introduce il concetto di pregiudizio. Con gli alunni analizza la parola e insieme si costruisce il significato.

A questo punto chiede di scrivere una breve riflessione attorno a questo interrogativo: “Ti è mai capitato di avere pregiudizi su qualcuno o di essere a tua volta vittima di pregiudizi?”

Fase 4

Dopo aver raccolto le riflessioni dei bambini, l’insegnante chiede loro di ipotizzare da cosa ha origine un pregiudizio. L’intento è portarli a capire che ignoranza e paura alimentano conoscenze scorrette e comportamenti di esclusione verso l’altro.

Ulteriore sviluppo 

Se l’insegnante lo ritiene opportuno, può ora accompagnare i bambini a ragionare sulle paure più comuni, a condividerle e a rappresentarle in un’opera astratta, magari realizzata ricorrendo a diversi materiali.

L’autrice

Gloria Ragni – Insegnante di scuola primaria, promotrice del “fare per apprendere” e sostenitrice dell’utilizzo integrato del digitale nella didattica. 

Ha un blog didattico https://maestraglo.altervista.org e condivide su Instagram le sue avventure da maestra (la trovate come @maestraglo).

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