Il Sole 24 Ore orientamento Secondaria di primo grado

"Passepartout" per il lavoro

Istituti tecnici, a un anno dal titolo è occupato 1 ragazzo su 2, di Claudio Tucci

C’è un numero che famiglie e studenti alla prese con le iscrizioni al nuovo anno è bene, forse, che tengano in mente. È quello che sfornano le indagini ufficiali, e che, pandemia a parte, conferma come gli istituti tecnici siano un vero e proprio “passepartout” per il lavoro. A un anno dalla maturità, infatti, il tasso di occupazione dei ragazzi si attesta intorno al 50% (oltre il 30% lavora e basta); con punte anche del 60% per alcuni indirizzi legati al 4.0, come ad esempio quello di «elettronica ed elettrotecnica». In genere, vanno a ruba gli studenti in uscita dagli indirizzi tecnologici; ma anche dall’indirizzo economico-turistico.

Numeri che potrebbero essere ancora più elevati se si considera che ogni anno ci sono circa 50/60mila figure professionali che le aziende fanno fatica a trovare; e che, guarda caso, corrispondono proprio ad altrettanti indirizzi offerti dal nostro sistema d’istruzione tecnico-professionale: dal meccanico al geometra, dall’agroindustria al tessile-moda, passando per l’informatica e il marketing. Un vero e proprio peccato, con un tasso di disoccupazione giovanile che è tornato oltre il 30 per cento.

Le ultime previsioni Excelsior, 2020-2024, prevedono oltre 900mila ingressi di diplomati e quasi 684mila di giovani con qualifica professionale. Nella filiera IeFP il mismatch raggiunge percentuali eclatanti: l’offerta complessiva stimata sarà in grado di soddisfare solo il 60% della domanda potenziale (fabbisogno medio annuo di 137mila unità contro offerta di appena 85mila unità). Le situazioni più critiche riguardano meccanica, legno-arredo, logistica, edilizia.