Rivista

La nuova identità del docente di musica

di Roberto Rizzo

Secondaria di 1° grado - MUSICA

L’insegnamento della musica, come ogni ambito della società, è stato investito dalla profonda trasformazione innescata dall’introduzione delle nuove tecnologie. Questo ha comportato un necessario rinnovamento delle metodologie didattiche e l’utilizzo delle specifiche dotazioni tecnologiche. Di pari passo e con la medesima velocità di trasformazione, la formazione specifica dei docenti di musica e dei docenti in generale necessita quindi di un continuo aggiornamento. In sostanza, si è passati dalla pratica corale e strumentale all’esecuzione su basi preregistrate e infine all’utilizzo dei software musicali, determinando quindi una nuova identità del docente di musica, che ha dovuto applicare nuove metodologie di insegnamento, aprendo nuovi scenari e una ridefinizione dei saperi e delle modalità formative. L’inserimento delle nuove tecnologie che stanno sempre più affiancando le attività di insegnamento ha avuto, come previsto, un impatto significativo sugli stili di apprendimento degli alunni, sollecitando l’interesse e la motivazione degli studenti, creando così un circolo virtuoso tra l’aggiornamento dei docenti e l’apprendimento dei discenti.

Le novità maggiori, comunque, si sono avute per le attività di produzione e creazione musicale, aprendo nuovi e stravolgenti scenari: l’innovazione tecnologica ha reso lo spazio creativo infinito, interminabile e assolutamente privo di confini e limiti. Il computer è diventato il nuovo strumento del fare musica consentendo a una vasta utenza di poter creare musica con mezzi relativamente poco costosi.

In sostanza, le nuove tecnologie possono dare un contributo importante nel favorire la composizione musicale a scuola dando ai docenti la più completa libertà di scegliere: utilizzare questi strumenti come validi supporti all’insegnamento della teoria musicale o, al contrario, offrire alla classe la possibilità di lavorare sui contenuti azzerando la necessità di acquisire competenze musicali specifiche. O, ancora, modulare la scelta fra questi due estremi a seconda delle abilità e delle possibilità dei singoli discenti, favorendo l’inclusione di tutti, anche degli alunni con difficoltà. Il docente di musica è chiamato, pertanto a tenere conto di questo cambiamento, pur ovviamente non trascurando un’istruzione formale in musica, che rimane comunque imprescindibile.

Tra i programmi particolarmente utili ne citiamo alcuni.

  • Audacity: praticamente il miglior programma di editing audio disponibile gratuitamente: consente di tagliare, dividere, mixare e compiere molte altre operazioni di editing sulle tracce audio digitali.
  • BeepBox: è un software gratuito online per comporre “graficamente” e condividere musica strumentale: permette di salvare il proprio lavoro sia in mp3 che midi.
  • JummBox: è la copia di BeepBox con modifiche migliorative.
  • GarageBand (iOS): gratuito, mette a disposizione degli utenti tantissimi strumenti d’ogni genere ed offre altresì l’opportunità di usare le Live Loops per creare musica in maniera semplicissima.

Per approfondire

Rivedi il MusicArt Live del 24 febbraio con Roberto Rizzo: “Composizione, un gioco per chiunque. Approccio creativo agli elementi di teoria musicale“.

 

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