News Secondaria di primo grado Storia

Una storia per immagini 

di Andrea Cazzaniga

Secondaria di 1° grado - Storia

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Le immagini costituiscono un formidabile strumento nelle mani dell’insegnante di storia. Esse infatti possono rivelarsi molto utili per favorire l’apprendimento della disciplina da parte di studentesse e studenti. 

Un’immagine opportunamente scelta e analizzata può fornire una “chiave d’accesso” a un determinato argomento o periodo storico, e al tempo stesso può facilitare la comprensione e la memorizzazione di concetti ed eventi.

OCCASIONI CONCRETE PER COINVOLGERE E AIUTARE NELLO STUDIO

Alcune immagini del passato, innanzitutto, hanno un indiscutibile impatto emotivo nei confronti di chi le guarda: attraggono l’attenzione, generano curiosità, “avvicinano” la storia a chi le fruisce. Prima ancora delle parole – o meglio, insieme alle parole che le veicolano – esse possono coinvolgere ragazze e ragazzi.

Alcune immagini assumono poi anche un altro valore, che potremmo definire “icastico”: esse sono cioè in grado di raffigurare in modo efficace e immediato uno snodo storico, oppure il modo di vivere di una certa epoca, o ancora un’idea, un personaggio o un episodio che hanno contribuito ad imprimere un certo corso agli eventi. In questo caso esse permettono di capire e fissare i concetti in maniera più immediata, rivelandosi un valido supporto allo studio.

Non bisogna naturalmente tralasciare il fatto che le immagini che provengono dal passato sono prima di tutto fonti: come tali – una volta collocate nel contesto storico e culturale in cui sono state prodotte – si prestano ad essere comprese e studiate, e possono rivelarsi utilissime per svolgere attività didattiche in classe.

SU QUALI IMMAGINI LAVORARE?

Non tutte le immagini “storiche” di cui disponiamo (e che in molti casi ci sono state volutamente tramandate) si prestano necessariamente al nostro scopo.

Per assolvere ai compiti a cui abbiamo accennato, dovrebbero rispondere ad alcuni requisiti fondamentali: avere un valore significativo per l’epoca o per i concetti che vogliamo trasmettere, essere di facile leggibilità, saper incuriosire o colpire chi le guarda, prestarsi ad essere spiegate e interpretate anche su più piani.

Possono essere miniature medievali così come dipinti dell’Ottocento o fotografie del Novecento, solo per citare dei casi ricorrenti. Vediamo alcuni esempi.

1. UN CODICE MINIATO

Un codice miniato databile a cavallo tra VIII e IX secolo e conservato a Salisburgo ci mostra il calendario – mese per mese – delle attività che si svolgevano nei campi durante l’Alto Medioevo. Dalla semina in gennaio, alla mietitura in agosto… e via dicendo. Esso rappresenta il più antico
calendario agricolo fino ad ora ritrovato.

L’immagine ci permette di comprendere come la vita dei contadini in questa epoca lontana fosse strettamente condizionata da ciò che la natura poteva offrire nei diversi periodi dell’anno. Non sarà difficile per studentesse e studenti farsi un’idea della vita nelle campagne nell’Alto Medioevo, che ruotava attorno a un’agricoltura basata su metodi antiquati (si noti per esempio l’aratro) e di conseguenza assai poco redditizia.

2. UN DIPINTO

Il dipinto di Jacques-Louis David che raffigura Napoleone Bonaparte mentre valica il Gran San Bernardo (databile tra il 1800 e il 1803) è evidentemente un’immagine encomiastica, con uno scopo propagandistico. Esso è un tipico documento che – parafrasando Jacques Le Goff – è stato lasciato per “imporre consapevolmente una data immagine”, quella dell’allora primo console Bonaparte.Esso è infatti la celebrazione dell’audacia di Napoleone, capace di sfidare un valico alpino a quasi 2500 metri di quota (e, nonostante ciò, perfettamente in posa, su un cavallo rampante, dipinto secondo i canoni del ritratto equestre di antica tradizione). L’immagine ci permette di introdurre il tema della gestione del consenso nella Francia post-rivoluzionaria da parte di Napoleone.

3. UNA FOTOGRAFIA

Una fotografia risalente al 1900, in seguito colorata, raffigura il Palazzo dell’elettricità all’Esposizione universale di Parigi del medesimo anno. In questo caso l’immagine esercita un forte impatto emotivo: essa offre infatti la possibilità di calarsi nei panni di quei visitatori borghesi che visitando uno dei prodigi della Belle époque. Gli abiti ricercati di uomini e donne, le fontane zampillanti, i bagliori delle luci (prodigio dell’elettricità) sono elementi che restano impressi. E che simboleggiano un’epoca, i suoi progressi, le sue speranze.

UN APPROCCIO ADATTO A DIVERSI STILI DI APPRENDIMENTO

Un insegnamento della storia, evidentemente, non può prescindere dal testo scritto, ossia dal profilo storico che si trova nei manuali. Tuttavia l’elemento visuale e quello verbale si possono intrecciare, dando vita a un doppio binario per l’apprendimento.

Spesso nei manuali scolastici di storia le immagini rischiano spesso di assumere un valore esornativo. È vero, ci sono le didascalie che le accompagnano e che ne rendono ragione, ma è anche vero che in molti casi studentesse e studenti tendono a dare loro una rapida e fuggevole occhiata, se non proprio ad ignorarle.

Appare tuttavia possibile intrecciare e collegare in modo efficace testo scritto e immagini, elemento visuale ed elemento verbale. In questo modo, le immagini cessano di essere elementi marginali, e diventano punti di riferimento a cui ancorare saldamente le conoscenze.  Per i motivi sopra illustrati, ciò può favorire l’approccio alla disciplina storica e può anche soddisfare i diversi stili di apprendimento di allieve ed allievi, in una modalità decisamente inclusiva.

PER APPROFONDIRE

Per chi volesse approfondire il tema del “funzionamento” delle immagini e di come sono state e vengono tuttora progettate e costruite, suggeriamo il testo di Riccardo Falcinelli: Figure. Come funzionano le immagini dal Rinascimento a Instagram, pubblicato da Einaudi, Torino, nel 2020.

Sul tema dell’uso di determinate immagini che nel corso della storia è stato fatto soprattutto dai detentori del potere, suggeriamo il recente testo di Germano Maifreda: Immagini contese, pubblicato da Feltrinelli, Milano, nel gennaio 2022.