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Il patto della montagna | Uguale lavoro, uguale salario

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Secondaria di 2° grado - Storia

Forse non tutti lo sanno, ma il primo atto in Europa con cui si stabilisce la parità salariale tra uomo e donna nasce proprio in Italia. Siamo nel Biellese, in piena guerra tra il 1943 e il 1945: imprenditori tessili, operai e partigiani si riuniscono clandestinamente per siglare un accordo con cui mantenere attive le fabbriche e migliorare le condizioni di lavoro, affermando parità retributiva a parità di lavoro.

Insieme raggiungono un risultato straordinario: la parità di stipendio tra donne e uomini, una conquista che diverrà legge italiana ed europea solo negli Anni 60. Quell’accordo viene chiamato «Il patto della montagna» perché sono state le Alpi biellesi le testimoni dello storico incontro. A distanza di molti anni, la parola d’ordine “Uguale lavoro, uguale salario” rimane un traguardo ancora lontano.

Bastano pochi numeri. In Italia il  gap salariale di genere si attesta sull’11,1% (Fonte OCSE, Statista), anche a causa del minor accesso delle donne a posizioni apicali. Degli oltre 400.000 posti di lavoro persi dall’arrivo del Covid-19, più di 300.000 riguardano l’occupazione femminile. Nel settore della scuola le donne rappresentano l’80%  delle risorse umane, ma scontano il prezzo di un forte precariato (25%) e dei vincoli sulla mobilità.

Interpretare i numeri non è semplice e i motivi che spiegano le differenze salariali uomo/donna partono da pregiudizi culturali per arrivare alle difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata e all’intenso lavoro di cura che grava in modo disomogeneo sulle spalle delle donne. Si stanno facendo passi in avanti. Ma quella montagna del patto ancora oggi più che ad un accordo, ci fa pensare a una strada in salita.

In Una Storia per riflettere, il nuovo corso di Storia per la Scuola Secondaria di 2° grado, trovi “Perché le donne guadagnano meno degli uomini?” con stimoli per discutere il tema in classe.

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