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Scrivere è risolvere problemi

di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi

Primaria
06 - MARZO

La tendenza non è nuova e non riguarda solo il nostro Paese: l’offerta di corsi di scrittura è costantemente in crescita. Online o in presenza, agganciati a nomi famosi o solo animati da buone intenzioni: questi corsi promettono di compensare il vuoto di competenza legato al creative writing

Eppure, il luogo in cui si dovrebbe insegnare la scrittura creativa, ma non solo, dovrebbe essere la scuola. Il fenomeno non è sufficientemente analizzato, almeno dal punto di vista della didattica. In genere si tratta di corsi che si occupano cioè di come si scrive un buon testo, raramente di come si insegna a scrivere. 

Che cosa possono insegnare allora i corsi di scrittura creativa a chi lavora nella scuola di base?

Innanzi tutto che la scrittura è una competenza reale e ha un proprio appeal se, come tale, viene trattata. Una competenza reale ha bisogno di destinatari reali. In fondo i corsi di creative writing promettono – o lasciano intendere – uno sviluppo comunicativo con pubblicazioni o articoli. È un punto di forza delle scuole di scrittura, ma può essere facilmente implementato nei percorsi didattici della scuola di base. Scrivere per essere letti, che cosa c’è di più semplice e immediato? Allo stesso modo, e questo è forse l’aspetto da inserire con maggior attenzione nella scuola di tutti i giorni, le strategie di scrittura adottate da autori più o meno famosi vengono analizzate per essere poi impiegate da parte dei corsisti.

Sul tema delle strategie ci sarebbe molto da dire perché scrivere è un’attività di problem solving, non semplice applicazione di un algoritmo. Questa semplice constatazione dovrebbe spazzar via due delle pratiche più consolidate nella comune didattica della scrittura: l’adozione di una scaletta per lo svolgimento del testo e le attività di scrittura spontanea. Entrambi questi esempi (scaletta e scrittura spontanea) fanno riferimento a un mondo interiore a lungo sollecitato dalla didattica tradizionale. Una sollecitazione che produce convergenza e buoni sentimenti, ma difficilmente buoni scrittori.

Un buon laboratorio di scrittura con le nostre classi dovrebbe avere le caratteristiche della continuità, della sistematicità, ma soprattutto dell’apertura, della sfida autentica, della ricerca di soluzioni laterali e divergenti, del divertimento e della costruzione di teste ben fatte.

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